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Intermodalità ed elettrificazione: il trasporto urbano per Moveo

Dai tre incontri organizzati dal MIMS a Milano, Napoli e Firenze con enti e aziende, le linee guida per rendere più vivibili le città

Cover Moveo, progetti di mobilità urbana

La transizione elettrica è un passaggio reso necessario da un'esigenza globale, e secondo molti ha anche il potenziale per migliorare la vita nei grandi centri urbani, ma da sola non basta a rendere i trasporti veramente sostenibili. O meglio, va integrata in un piano strutturato che riveda anche priorità e modo di spostare merci e persone e distribuire correttamente spazi e risorse.

Per questo, il Ministero per le Infrastrutture e la Mobilità Sostenibili (MIMS) ha indetto Moveo, un ciclo di incontri per promuovere il confronto con enti, aziende e altri attori del mondo del trasporto e ricavare indicazioni utili alla compilazione del Documento di indirizzo strategico su cui il Ministero intende basare la sua attività nel futuro prossimo.

Tre tappe

I tre eventi si sono svolti nelle città di Milano, Napoli e Firenze rispettivamente il 5, 13 e 28 luglio, alla presenza del ministro Giovannini, delle autorità locali e di un nutrito gruppo di rappresentanti dei cosiddetti "stakeholders", tutte le realtà interessante da una tematica piuttosto vasta. Le direttive sono basate sui tre pilastri, o per meglio dire i tre ambiti, che concorrono al moderno concetto di sostenibilità, ossia ambientale, economico e sociale.

Intermodalità come primo strumento

Ciascun incontro era focalizzato su una specifica area di confronto su cui sono stati sviluppati diversi tavoli di lavoro: in particolare il secondo, quello di Napoli, ha avuto come tema centrale l'intermodalità e la logistica, ovvero l'integrazione tra vari tipi di trasporto di merci e persone coordinati per genere un sistema di mobilità accessibile ed efficiente che permetta di sfruttare al meglio ogni risorsa e alleggerire il traffico urbano.

L'orientamento futuro passerà attraverso il potenziamento dei collegamenti ferroviari e delle grandi arterie autostradali ma al tempo stesso la promozione di modelli di trasporto urbano più efficienti e puliti, adatti alle esigenze specifiche dei vari utenti, che promuovano abitudini di mobilità a loro volta più sostenibili.

Meno mezzi privati

In concreto, significa ridurre la circolazione di automobili e mezzi privati, spesso sovradimensionati rispetto ai passeggeri ma ancora preponderanti nelle abitudini degli italiani, e il trasporto pesante di merci su gomma.

Il progetto è sostituirli con reti di trasporto pubblico o condiviso, dalle metropolitane ai mezzi di superficie a basso impatto ambientale alle piccole auto elettriche e ai veicoli a due ruote per decongestionare le strade e facilitare gli spostamenti.

Idem per la logistica delle merci, che già oggi si sta spostando con buoni risultati su mezzi a batteria per i servizi di consegna in aree circoscritte, e che dovrà avere come obiettivo quello di limitare transito e circolazione dei veicoli più pesanti e non elettrificati nelle città.

Alla base occorrerà un grosso lavoro sulle infrastrutture e l'impiego di nuove tecnologie per la gestione del traffico e la connettività, alla base per lo sviluppo di servizi efficienti e di facile accesso, su cui dovranno essere diretti una parte importante degli investimenti futuri.