Continua la ricognizione di Motor1.com sulle proposte per auto e mobilità che i maggiori partiti intendono portare nel prossimo Parlamento. Oggi è il turno di Alessandro Morelli, esponente della Lega e attuale viceministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili.

Seguendo il faro della neutralità tecnologica, la Lega dice “no” a un futuro tutto elettrico, promuovendo gli incentivi all’acquisto solo se estesi anche alle motorizzazioni endotermiche e dicendosi “nettamente contraria” allo stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035.

La Lega come immagina la mobilità del futuro?

copertina-articolo-speciale-elezioni-2022-1

Vedi tutte le notizie su Speciale Elezioni 2022: la mobilità al voto

“La Lega impronta la sua visione al principio della ‘neutralità’ e ciò vale anche per la mobilità. Questo implica che non si possa definire dall’alto quale forma di mobilità sia da valorizzare, se quella elettrica, ibrida o quella ‘tradizionale’, ma deve essere il mercato ad indirizzarsi sulla base delle nuove tecnologie che iniziano ad essere a disposizione, che sia idrogeno o altro.

È chiaro che le questioni ambientali ci devono far riflettere circa la necessità di ridurre le emissioni climalteranti, ma le bandiere ideologiche non possono prevalere sugli interessi sociali, economici e geopolitici. Puntare esclusivamente sull’elettrico significa, da una parte, mandare in fumo migliaia di posti di lavoro, dall’altra legarsi mani e piedi alla dittatura comunista cinese, opzione pericolosa e distonica rispetto al posizionamento nel quadro Occidentale”.

Foto - La gigafactory Volkswagen per batterie a Salzgitter

Quali azioni volete intraprendere per minimizzare l’impatto ambientale dei trasporti? La Germania ha testato gli abbonamenti low-cost ai mezzi pubblici, mentre la Francia il maxi-incentivo per rottamare l’auto e passare alla bici elettrica. La ricetta italiana quale potrebbe essere?

“Gli ecoincentivi, introdotti dall’esecutivo giallo-verde e potenziati con la nostra seconda esperienza di Governo, hanno dimostrato di funzionare anche in Italia per rinnovare il parco circolante. La politica degli abbonamenti low-cost ai mezzi pubblici, adottata in Germania, è senz’altro interessante e la si potrebbe sperimentare anche in Italia, ma prima di tutto occorre vedere i risultati concreti.

Il Governo italiano ha da ultimo varato un bonus trasporti per le famiglie e categorie meno abbienti che sta funzionando: in una settimana sono arrivate oltre 500.000 richieste. In questo momento di grande difficoltà, è evidentemente un segnale di apprezzamento da parte dei cittadini, che dobbiamo raccogliere potenziando misure analoghe in futuro, magari estese anche al trasporto regionale e interregionale su ferro”.

Autobus elettrici Enel X

La filiera auto ha da sempre un ruolo centrale nel tessuto produttivo italiano. In che modo si può supportare il settore in questa delicata fase di transizione?

“Gli incentivi all’acquisto di veicoli di ultima generazione sono uno strumento immediato per supportare il settore dell’automotive, purché essi riguardino non soltanto mezzi elettrici o ibridi, ma anche quelli a motore endotermico di ultima generazione. Cito una proposta della Lega negli ultimi provvedimenti esaminati in Parlamento, che spero possa presto tradursi in realtà.

L’idea ricomprendere negli ambiti ammissibili del ‘credito d’imposta per la formazione 4.0’ anche l’area relativa alle tecniche e tecnologie della mobilità elettrica, al fine di accompagnare i lavoratori del settore nell’acquisizione delle nuove competenze richieste dalla filiera dell’e-mobility”.

Ritenete valido l’attuale schema di incentivi all’acquisto delle auto o sarebbero necessari dei correttivi? E sempre a proposito di incentivi, in questo caso non monetari, a vostro avviso la politica ha fatto abbastanza fino a oggi per la diffusione delle colonnine di ricarica per i veicoli elettrici?

“Sulle colonnine di ricarica è fondamentale investire in due direzioni. In primo luogo, per favorire economicamente l’installazione e nelle abitazioni di nuova costruzione, le colonnine dovrebbero essere posate in contemporanea. In secondo luogo, occorre implementare la velocità di ricarica dell’auto che ancora rende proibitivo l’utilizzo della vettura elettrica sulle lunghe percorrenze”. Sul tema incentivi vale quanto detto in precedenza.

La nuova stazione a ricarica rapida Volvo di Milano Porta Nuova

La Commissione Ue e l’Europarlamento puntano a fermare nel 2035 la vendita di nuove auto con motore endotermico. Qual è la vostra posizione su questa misura? Siete d’accordo che sia tempo per l’all-in sull’elettrico?

“In tutte le sedi istituzionali la Lega si è detta nettamente contraria al phase-out entro il 2035 che si tramuterà nel suicidio assistito di una parte fondamentale della nostra economia. Come ho detto prima, la transizione nel settore automotive non deve comportare la riduzione di posti di lavoro: con gli obiettivi temporali europei rischiamo 70.000 esuberi. E poi, con l’aumento dei costi su energia e gas che stiamo vivendo in queste settimane, viene davvero difficile parlare di ‘elettrico’.

Piuttosto l'Italia deve impiegare risorse (non solo finanziarie) nella ricerca e nello sviluppo di bio-carburanti e, più in generale, di nuove tecnologie atte a ridurre l’impatto ambientale dei motori endotermici per le ragioni economiche sociali e di geopolitica citate”.