Prezzi così bassi (o meglio, così poco alti) non si vedevano da quasi un anno. La benzina self è a un soffio dai minimi degli ultimi 12 mesi. Erano i primi giorni di ottobre 2021 quando gli automobilisti leggevano 1,7 euro/litro sui tabelloni delle stazioni carburanti. Nel frattempo sono cambiate tante cose.

Prima c’è stato lo scoppio del caro-energia, generato dalla lunga coda della pandemia e ancora presente tra noi; poi la guerra tra Russia e Ucraina, che ha esacerbato il problema ponendo le basi di una vera e propria crisi energetica. La domanda però sorge spontanea: visto che i due eventi perdurano, come mai la verde ora è in calo? Le ragioni non sono esattamente incoraggianti.

Spauracchio crisi

Tutto ruota intorno ai mercati internazionali, attualmente sottotono per il timore di una recessione economica che potrebbe condurre a un calo della domanda. Basta guardare le quotazioni del petrolio, da cui dipendono a cascata i prezzi dei carburanti.

Il costo del greggio è sceso a 83-84 dollari al barile per il Brent (riferimento nel mercato europeo) e a 90 $/b per il WTI (riferimento nel mercato americano), dopo il picco di quasi 147 $/b (sempre al Brent) toccato a marzo, all’indomani dell’invasione russa.

Contemporaneamente, le banche centrali continuano a ragionare sui rialzi dei tassi per provare a placare l'inflazione, con effetti a tendere di certo non espansivi per l'economia. Insomma, il petrolio scende perché i mercati non hanno una gran fiducia nel prossimo futuro. E non è un bellissimo segnale.

Resta intanto sotto osservazione la situazione in Cina, dove l'allentamento delle ultime restrizioni anti-Covid potrebbe fornire qualche elemento rialzista per il barile, ma non dovuto a un ottimismo sulle prospettive in Occidente.

Car refueling at petrol station

Bisogna poi fare una specificazione: per chi non lo ricordasse, i prezzi della benzina di cui parliamo godono ancora del taglio di 30 centesimi sulle accise, prorogato fino al 17 ottobre e presto fino a fine novembre, come prevede il decreto Aiuti ter. Senza sforbiciata sarebbero ovviamente molto più alti. In più, se è vero che la verde e il gasolio si sono mossi ultimamente verso il basso, continua a destare attenzione la situazione del diesel, ormai stabilmente sopra la verde.

I prezzi alla pompa

Vediamo quindi i prezzi dei carburanti in Italia pubblicati oggi da Quotidiano Energia ed elaborati sulla base delle comunicazioni dei singoli gestori all’Osservatorio del ministero dello Sviluppo economico.

Il prezzo medio nazionale in modalità self della benzina si attesta a 1,696 euro/litro, con i diversi marchi compresi tra 1,682 e 1,706 euro/litro (media no logo a 1,692 euro/litro). Quanto al prezzo del diesel, sempre in modalità self, la media è pari a 1,809 euro/litro, con le compagnie posizionate tra 1,790 e 1,813 euro/litro (no logo a 1,802 euro/litro).

Venendo al servito, il prezzo della benzina in media è di 1,844 euro/litro, con le compagnie che oscillano tra 1,777 e 1,897 euro/litro (no logo 1,748). La media del diesel è arrivata invece a 1,954 euro/litro, con i singoli player tra 1,883 e 2,019 euro/litro (no logo 1,855).

Il Gpl si muove infine tra 0,794 e 0,819 euro/litro (no logo 0,791), mentre il prezzo del metano si posiziona in media tra 2,929 e 3,312 euro/kg (no logo 2,847).

Prezzi Italia QE al 19 settembre 2022

Tipo rifornimento Benzina (€/litro) Diesel (€/litro)
Self service 1,696 1,809
Servito 1,844 1,955