Il COVID-19 ha avuto un enorme impatto sulle nostre vite, da vari punti di vista. Da quando è comparso, a fine 2019, ha avuto effetti in tutto il mondo e ha spinto i ricercatori di ogni angolo del pianeta a condurre studi che stanno portando a molteplici scoperte ancora oggi. Tra gli studiosi del fenomeno c'è anche Nissan.

Proprio in seguito all'epidemia di COVID-19, i ricercatori della casa auto hanno avuto un'idea. Tutto è partito dai catalizzatori radicali, qualcosa che i non addetti ai lavori non conoscono affatto. I catalizzatori radicali sono utilizzati come additivi nelle vernici per auto per proteggere dai raggi UV e sono anche in grado di ossidare l'etanolo. Per questo i tecnici Nissan hanno ipotizzato che fossero in grado di ossidare le proteine e quindi di inattivare i virus (che sono costituiti da proteine).

Il team giapponese ha quindi contattato la Facoltà di Scienze Farmaceutiche dell'Università di Tohoku, che ha un laboratorio specializzato in questo catalizzatore, e insieme hanno iniziato a ricercare e a sviluppare una tecnologia che inattivasse i virus utilizzando catalizzatori radicali. Il risultato? Ci sono riusciti.

Utile anche contro i batteri

Nel caso dei virus, i catalizzatori radicali inattivano i virus ossidando i composti organici o, più specificamente, inattivando la proteina spike in modo da impedire il legame con una cellula umana.

Gli studi dimostrano che la tecnologia funziona sul SARS-CoV2 (ceppo omicron). È stato testato anche un virus alternativo della SARS-CoV2, un coronavirus felino, che si è dimostrato efficace, e funziona anche in condizioni di oscurità e a temperatura ambiente, senza richiedere l'irradiazione della luce, come avviene di solito con l'ossidazione.

Inoltre, Nissan ha dichiarato che questa tecnologia può anche inattivare agenti patogeni come funghi e batteri.

Quali applicazioni?

Per questa tecnologia, ancora in fase di sviluppo, Nissan prevede un'ampia gamma di applicazioni future, partendo, ad esempio, dai materiali di base antibatterici e antivirali che si potrebbero usare nei filtri dell'aria dell'auto (ricordiamo che anche Honda aveva messo a punto un filtro simile).

Al di là delle applicazioni sulle vetture, questi materiali potrebbero essere utilizzati anche nelle maschere e nei tessuti utilizzati negli ospedali.

Ora "dobbiamo collaborare con i partner, compresi i potenziali fornitori, per stabilire come implementarla nei nostri veicoli", dice Nissan. Non resta quindi che aspettare.