Sapevate che Piaggio negli anni '50 progettò, sviluppò e produsse in serie una Vespa a 4 ruote? Si chiamava ACMA Vespa 400 e, come suggerisce il nome, non fu prodotta nello storico stabilimento di Pontedera, ma bensì in Francia.

Gli obiettivi della Casa erano certi, avvicinarsi come idea alla Fiat 500, offrendo però un prodotto sostanzialmente diverso. Per evitare rapporti conflittuali con la Casa torinese, i toscani decisero di non importarla mai in Italia e di chiamarla con un altro nome per evitare le tasse doganali.

Il progetto

Sviluppata interamente nelle ore notturne per non fare "spoiler" ai curiosi, fu presentata al Salone di Parigi del 1957 con tanto clamore da parte del pubblico. Le sue caratteristiche principali erano i due posti interni, un abitacolo semplicissimo, un passo estremamente corto e le ruote da 10 pollici.

Queste caratteristiche, sommate, ne facevano un'auto poco stabile alle medie velocità e sostanzialmente molto diversa da guidare rispetto alla allora neonata Fiat 500. Fattore, questo, che ne determinò l'oscuramento sul mercato, anche a causa dei bassi ritmi produttivi che la fabbrica era in grado di tenere (circa 30 auto al giorno).

Vespa 400
Vespa 400
Vespa 400

Il motore con cui era equipaggiata era un due tempi alimentato a miscela olio-benzina, con un serbatoio per il primo di circa 2,4 litri azionabile tramite una manovella posta nel cofano anteriore e per la benzina di circa 23 litri. Sempre nel cofano anteriore era poi posizionata la batteria.

L'auto oggi

La ACMA Vespa 400 è oggi un pezzo più unico che raro. Negli anni ne sono sopravvissuti pochissimi esemplari e trovarla in condizioni "da concorso" è quasi impossibile. Allo stesso modo anche i pezzi di ricambio sono di difficile reperimento, insieme alle parti della carrozzeria.

Quest'anno è presente ad Auto e Moto d'Epoca per la prima volta.

Fotogallery: Vespa 400, le foto storiche