Il tema della cybersecurity riguarda sempre più da vicino anche le auto. I nuovi modelli ormai infatti garantiscono una connettività elevatissima per utilizzare aggiornamenti over the air, informazioni sul traffico, app store e via dicendo. Tutto molto comodo, ma anche rischioso.

Un nuovo rapporto di Global Data evidenzia infatti come ci sia ancora tanta strada da fare mettere al riparo le auto dagli attacchi informatici e che i Costruttori dovranno intensificare notevolmente i loro sforzi nei prossimi anni.

La situazione nell’automotive

Di sicuro, le funzioni di connettività di bordo semplificano la vita di tutti i giorni, perché consentono di gestire tantissimi aspetti quotidiani, dai vari appuntamenti fissati nell’agenda personale all’accesso agli e-commerce.

Secondo Global Data, però, i tanti dati sensibili raccolti delle auto potrebbero essere fortemente a rischio in caso di attacco informatico, soprattutto se si considera che tante Case non sono ancora preparate a dovere per queste situazioni.

Come fa notare il rapporto, “il veicolo connesso può diventare un potenziale accesso per i criminali informatici per impossessarsi di più aree della vita di un individuo” o della vettura stessa. Gli hacker, infatti, potrebbero compromettere la sicurezza dell’auto o i sistemi ADAS per causare direttamente un incidente.

A ciò si aggiunge che le Case auto stesse sono a rischio di criminalità informatica industriale, come il furto di segreti tecnologici o danni alla loro infrastruttura digitale.

Addirittura, la compagnia di assicurazioni Munich Re prevede che i danni in questo settore potrebbero raggiungere i 10,5 miliardi di dollari entro il 2025, quasi raddoppiando i 6 miliardi del 2021. E un sondaggio condotto da CyberAware ha dimostrato che 14 aziende automotive conservano oltre 800.000 documenti in modo non (adeguatamente) protetto, mentre 215.000 dipendenti potrebbero avere delle credenziali compromesse.

Ecco perché il consiglio/avvertimento di Global Data è quello di potenziale la sicurezza informatica lavorando a dovere sia sul front-end (i sistemi connessi della vettura) che nel back-end (il cloud o comunque gli “archivi digitali” dove sono conservati i dati dei clienti).