La rete autostradale italiana è, a livello europeo, una delle più vaste e complesse da controllare e gestire. Oggi, nonostante il grande "esercito" di telecamere - posizionate su gran parte dei km serviti dai diversi gestori - restano ancora diversi punti ciechi scarsamente monitorati, a volte teatro di incidenti.

Per ovviare a questo problema, Autostrade per l'Italia aveva annunciato pochi mesi fa l'inizio della fase alpha di un nuovo tipo di sperimentazione: utilizzando droni, sia in ore diurne che notturne. La prima parte si è conclusa nei giorni scorsi ed ecco tutti i risultati, nonché i tratti controllati in dettaglio.

Volare in Liguria

La prima parte sperimentale del programma "Falco" (così è stato rinominato) si è tenuta in Liguria, in particolare sulle difficili Autostrade A26 e A10, ricche di curve a gomito, ponti e spesso soggette a code e maltempo. Aspi ha annunciato di aver messo alla prova, in totale, cinque modelli di droni diversi, monitorando in contemporanea 26 obiettivi in 79 sessioni di volo.

Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia

Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia

I velivoli - i droni sono tecnicamente catalogati come veri e propri mezzi volanti - hanno volato nei cieli liguri per un totale di 16 ore, di cui 3 in orario notturno. Nel corso dei 10 giorni di test, il gestore autostradale ha costantemente dialogato con le sale di controllo della Polizia Stradale sul territorio e con l'ENAV (Ente Nazionale per l'Assistenza al Volo), per capire pregi e difetti di questo nuovo progetto e per analizzare nel concreto se, davvero, in futuro tutto questo potrà diventare una questione di ordinaria amministrazione.

Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia

Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia

Anche di notte

Come anticipato, nel corso di questi primi test i droni non si sono fermati nemmeno di notte. Dopo essere stati equipaggiati con telecamere a infrarossi e termiche specificamente progettate per lo scopo, hanno seguito l'apertura di diversi cantieri e il traffico di alcuni convogli eccezionali, rivelandosi utili anche in queste circostante.

Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia

Il volo notturno con i droni di Autostrade per l'Italia

Volo a vista

Proprio come avviene per l'utilizzo amatoriale di questi dispositivi, nel corso delle dieci giornate di prova i droni sono stati pilotati "a vista" da operatori sul campo. A partire dall'estate 2023, però, inizierà la seconda fase di sperimentazione in cui sarà autorizzato, sempre dall'ENAV, il loro pilotaggio da remoto - con droni più potenti e capaci di compiere missioni su rotte predefinite anche in modalità automatica.

A tal proposito, Aspi ha annunciato che lungo i tratti autostradali dell’A26, dal bivio con la A10 a Ovada, e dell’A10, tra l’allacciamento con la A26 e Varazze, sono già stati previsti degli Hub di ricovero dei veicoli - soprattutto per questioni di ricarica.

Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia

Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia

Fotogallery: Il progetto Falco con i droni di Autostrade per l'Italia