Il fuggi fuggi generale di Case auto occidentali dal territorio russo a seguito dell'invasione dell'Ucraina ha lasciato un vuoto importante nel Paese, facendo crollare il mercato svuotando fabbriche che, fino al giorno prima, lavoravano a pieno ritmo. Il Governo russo non è rimasto a guardare e per provare a risollevare il comparto ha riportato in vita alcuni brand storici come la Moskvich, riavviando le linee di produzione di stabilimenti ormai vuoti.

Proprio dalla Moskvich e dai suoi nuovi modelli è partita una inchiesta della Reuters, per fare luce sul comparto auto e su come aiuti esterni lo stiano tenendo a galla.

Dalla Cina con amore

Aiuti che hanno la forma della Moskvich 3, crossover compatto prodotto nella ex fabbrica Renault alle porte di Mosca e molto simile alla JAC Sehol X4. Talmente simile da aver fatto sorgere domande alla Reuters, le cui risposte sono arrivate direttamente da due fonti anonime interne alla rinata Casa russa. La Moskvich 3 è a tutti gli effetti una versione ribrandizzata del crossover cinese, assemblata nello stabilimento alle della Capitale russa utilizzando kit acquistati da un partner della Repubblica Popolare.

Moskvich 3e

Moskvich 3e

JAC Sehol X4

La stessa Moskvich giusto qualche tempo fa aveva affermato che le sue 3 e 3e sono prodotte utilizzando modelli costruiti all'esterno e poi esportati in Russia, dove vengono finalizzati. Non è mai stato fatto il nome della JAC, ma basta guardare le foto per accorgersi della forte somiglianza tra i modelli. Interpellata dalla Reuters la Casa cinese non ha ancora risposto alle domande. 

Sempre secondo l'agenzia di stampa, che ha parlato con due aziende e quattro fonti, sono sei le fabbriche russe di auto, in precedenza di proprietà di brand occidentali, attualmente impegnate o in procinto di produrre auto su base cinese, per una capacità totale di 600.000 unità all'anno.

Moskvich 3e

Moskvich 3e

JAC Sehol X4

JAC Sehol X4

La principale casa automobilistica russa, AvtoVAZ, da poco proprietaria dell'ex stabilimento Nissan di San Pietroburgo, ha avviato la produzione del modello Lada X-Cross 5 in collaborazione con quello che definisce un "partner orientale".

Avtodom, una delle catene di concessionarie in Russia, ha dichiarato di aver acquistato le filiali precedentemente possedute da Mercedes e sarebbe in trattative con diverse Case automobilistiche cinesi per assemblare un modello di lusso nel vecchio stabilimento della Stella a Mosca. 

Secondo l'esperto Vladimir Bespalov ci sarà chiaramente anche un massiccio trasferimento di tecnologie, non però quelle più avanzate. "Considerando che non c'è altro, è già molto".

AutoVAZ Togliatti, vista panoramica

Lo stabilimento AvtoVAZ di Togliatti

Nuovi sbocchi commerciali

Non solo produzione interna, ma anche importazione massiccia. Secondo le recenti rilevazioni infatti le Case automobilistiche cinesi stanno conquistando ampie quote di mercato in Russia, sfruttando l'abbandono dei brand occidentali. Attualmente infatti i modelli provenienti dalla Repubblica Popolare rappresentano il 49% del mercato russo, per un totale di 40.000 unità a giugno. Per fare un paragone a giugno 2021 le auto cinesi pesavano per appena il 7" % del totale.

Togliatti, fine produzione

La linea di produzione dello stabilimento di Togliatti

Secondo il Governo le auto prodotte internamente rappresentano meno del 40% del mercato russo, rispetto al 70-75% prima dell'invasione dell'Ucraina da parte di Mosca. Se in passato quindi a dominare erano modelli provenienti da Giappone ed Europa ora è la Cina a fare la parte del leone. 

Come fatto notare dalla Reuters è un problema non da poco però per la Russia: avendo legato a doppio nodo la propria produzione interna a kit provenienti dalla Cina infatti i profitti sono legati al tasso di cambio rublo - yuan. Per riportare le vendite ai livelli pre guerra i prezzi devono rimanere bassi, altrimenti a nulla sarà valso l'aprire sempre più le frontiere a Pechino.