Il mercato auto in Europa soffre e le immatricolazioni continuano a calare, con luglio chiuso a -11% rispetto allo stesso mese del 2021. Una situazione di certo non rosea ma che sembra quasi positiva se confrontata con il profondo rosso della Russia, dove non solo non si vendono più auto (-62% ad agosto), ma anche la produzione è ai minimi storici, calata (secondo i dati ufficiali del Governo russo) del 58,1% rispetto a luglio 2021.

Colpa delle sanzioni e del fuggi fuggi generali delle Case auto che operavano entro i confini del Paese, che però paiono non spaventare Lada, la Casa di proprietà del Gruppo AvtoVaz, fino allo scorso maggio posseduta al 67,69% da Renault. Stando a quanto riportato da AutomotiveNews infatti Maxim Sokolov, numero uno del brand russo, punta a produrre 500.000 vetture all'anno.

La quiete dopo la tempesta?

"Dopo l'uscita di Renault a maggio l'azienda è rimasta inattiva per più di due mesi, ma siamo riusciti a creare nuove catene di produzione e logistica e a salvaguardare la fornitura di componenti per la produzione dei modelli base", ha dichiarato Sokolov all'Eastern Economic Forum in programma in questi giorni.

Ora, non si sa esattamente come Lada (fresca di presentazione della sua prima auto elettrica) punti a crescere esponenzialmente, uno dei pochi dati certi è che al centro della nuova strategia ci sarà la fabbrica di Togliatti (nei pressi di Mosca), dove verrà prodotta la stragrande maggioranza di nuove auto.

Di certo Lada non potrà contare, come invece programmato ai tempi della proprietà Renault, sulla "fusione" meccanica con Dacia, che avrebbe permesso alla Casa russa di utilizzare piattaforma CMF dell'Alleanza Renault Nissan.

Fotogallery: Lada e-Largus concept, le prime foto