Per produrre le auto servono i chip, quelle micro-centraline quasi introvabili oggi che però sono necessarie a gestire tutti i sistemi di bordo.

Come sappiamo bene, uno dei più grandi produttori di questo genere di componenti a livello mondiale è la Cina, con l'Europa che oggi ne è pienamente dipendente, ordinando dall'Oriente continuamente una grande quantità di materiali.

Secondo il Cancelliere tedesco Olaf Scholz, però, quello che si dovrebbe cercare di fare nei prossimi anni è diminuire questo rapporto: per farlo sarebbe pronto a mettere in campo 20 miliardi di euro di investimenti per le aziende tedesche ed europee. Ecco tutti i dettagli.

Chi e perché

Secondo il piano tedesco per la diminuzione della dipendenza cinese in ambito di semiconduttori, i finanziamenti saranno distribuiti alle società tedesche e internazionali entro il 2027 e saranno prelevati dal Fondo per il clima e la transizione.

Se non ne avete mai sentito parlare, si tratta di un budget, noto come KTF, originariamente istituito per investire nella decarbonizzazione, ma il cui ambito è stato negli ultimi anni ampliato per permettere alla Germania di rallentare la regolare spesa pubblica.

In base a quanto riportato da Automotive News Europe, l'assegnazione del fondo è attualmente in fase di negoziazione all'interno del governo e l'esito sarà pubblicato nelle prossime settimane.

Foto - Bosch investe altri 250 milioni di euro sui chip a Reutlingen

I chip Reutlingen di Bosch

I fondi già allocati

Secondo l'Agenzia, il governo tedesco ha già deciso di destinare circa 10 miliardi di euro a un nuovo impianto Intel ed è in procinto di "sbloccare" ulteriori 7 miliardi di euro per Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. e per la tedesca Infineon.

Tra le aziende interessate ci sarebbe anche la tedesca ZF Friedrichshafen e il produttore di chip statunitense Wolfspeed, che, sempre in base a quanto riportato da Automotive News Europe, dovrebbero ottenere fondi per costruire una nuova fabbrica per la produzione di chip di carburo di silicio nella Regione del Saarland, vicino al confine con la Francia.

La nuova joint venture tra le due società starebbe cercando sovvenzioni per circa il 25% dei costi di costruzione del nuovo impianto, che ammonterebbero a circa 750 milioni di euro. Per saperne di più non resta che attendere i prossimi mesi, quando la questione si delineerà meglio.