Energie pulite, meglio se sono a km zero
Le fonti rinnovabili così preziose per abbattere le emissioni degli stabilimenti spesso creano opportunità anche per il territorio
La trasformazione delle fabbriche in attività a basse emissioni in questa fase si realizza soprattutto con il passaggio alle energie pulite. Nel caso dell'elettricità, in molti casi questo significa stipulare accordi in cui il fornitore si impegna a garantire che la "quota" di energia fornita al cliente corrisponda a una quantità generata da fonti rinnovabili, come l'idroelettrico, l'eolico o il fotovoltaico.
Quindi, la produzione di energia può avvenire di fatto anche a grande distanza da dove verrà consumata. Tuttavia, sempre più spesso, le aziende cercano soluzioni che coinvolgano il territorio in cui si trovano le fabbriche, in un'ottica di sviluppo congiunto e valorizzazione delle risorse locali.
Biomasse "locali"
Tralasciando la tendenza, sempre più diffusa a costruire propri impianti solari nei comprensori delle fabbriche, molte Case hanno stipulato accordi con fornitori locali che spesso rientrano in piani di sviluppo energetico sostenuti da iniziative nazionali e regionali.
L'ultimo esempio viene da BMW, che ha stipulato un accordo con UP Energiewerke, una filiale congiunta del dipartimento municipale di Dingolfing e di Bayernwerk Natur (in Cina) per una fornitura di acqua calda ottenuta dall'impiego di biomasse da utilizzare in varie fasi della produzione nel suo stabilimento locale.
Questa fornitura prenderà il via nel 2025 con un impianto costruito appositamente nelle immediate vicinanze della fabbrica e avrà una durata di 20 anni per un apporto energetico annuale quantificato in 100.000 MWh e soprattutto un risparmio di CO2 pari a 20.000 tonnellate l'anno rispetto al riscaldamento con combustibili fossili.
L’impianto, realizzato e gestito al 50% da E. ON Bayernwerk e UP Energiewerke (che nei prossimi anni investirà un totale di 35 milioni di euro in questo progetto), produrrà il calore attraverso tre caldaie a ciclo completo alimentate da un proprio trituratore di pallet e legno di scarto. Il calore sarà erogato attraverso tubature sotterranee al centro energetico dello stabilimento BMW di Dingolfing e da lì distribuito in tutto il sito.
Un quarto del legno ce lo mette BMW
In un'ottica di economia circolare, circa il 25% del legno utilizzato per le biomasse è fornito dalla stessa BMW, che invia a questa filiera materiali legnosi di scarto provenienti dalla produzione (ad esempio pallet e imballaggi in legno non trattato).
Il grosso della materia prima arriva, invece, dalla Biomasse Vertrieb Ostbayern (BVO) ed è ricavata da residui di selvicoltura, raccolta del legname e manutenzione delle foreste locali in un raggio non superiore ai 60 km dalla fabbrica.
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