Le auto di lusso rinunceranno mai agli interni in pelle animale?
Bentley ha introdotto a listino un'opzione con un trattamento della pelle privo di sostanze chimiche, ma non è vegan
Poco inquinanti, a basso impatto ambientale e sostenibili: entro una decina d'anni o poco più le auto dovranno corrispondere a questa descrizione dietro la quale si celano in realtà un'infinità di concetti e problemi spesso davvero complessi.
Soprattutto per quanto riguarda il settore del lusso, dove passare a materiali di nuova concezione può ancora essere percepito dalla clientela più facoltosa ed esigente come un "impoverimento" anziché come un segno di modernità e responsabilità. Ecco perché, nonostante tutto, la pelle naturale (e quindi di origine animale) resta per molti ancora un elemento irrinunciabile.
La concia 100% bio
La prima casa del segmento "Luxury" a introdurre un prodotto interamente biologico è Bentley: nel 2022, la Casa di Crewe ha aderito al Leather Working Group, un'associazione di produttori di rivestimenti che si impegna a garantire e certificare che i processi produttivi siano a basse emissioni e ridotto impatto ambientale e oggi ne mostra i primi frutti.
Il marchio britannico ha infatti introdotto a listino il primo rivestimento in pelle totalmente biologica con l'opzione Olive Tan che è entrata nel catalogo dei rivestimenti disponibili per gli interni delle sue auto e sarà mostrato al pubblico per la prima volta il 18 agosto alla Monterey Car Week su un nuovo modello.
Questo specifico pellame di base resta cuoio animale, che del resto è un sottoprodotto di un'altra industria, quella della carne e dunque è anch'esso in un centro senso un materiale riciclato, ma è nuovo il processo di lavorazione.
La concia, infatti, in questo caso fa totalmente a meno dei prodotti chimici, sostituiti da una sostanza ricavata dai residui di spremitura delle olive. Quindi, il prodotto finale è privo di metalli, minerali e altre sostanze non biologiche e secondo quanto dichiara la Casa richiede anche un ridotto consumo d'acqua.
Pelle etica
Con l'adesione al Leather Working Group Bentley ha compiuto un passo ulteriore nel lungo cammino verso una produzione più etica: la Casa garantisce infatti che i pellami utilizzati, da otto a 12 pelli complete per ciascun modello, provengano da filiere certificate e non siano legate ad attività impattanti come la deforestazione di aree verdi per ricavare pascoli o l'inquinamento delle falde.
A questo si aggiunge un aspetto che paradossalmente oggi possono sostenere soprattutto i costruttori di bei di lusso, ossia la conservazione del valore nel tempo: Bentley afferma che ad oggi l'84% delle auto che ha costruito nella sua storia è integro, visto che le auto di lusso tendono ad essere meglio conservate rispetto a quelle più popolari, quindi raramente finiscono demolite.
Questo garantisce che i materiali di cui sono costruite abbiano un bassissimo impatto ambientale nella critica fase della fine ciclo vita.
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