Il Traforo del Monte Bianco resta un nodo fondamentale da sciogliere. Il Tunnel ha bisogno di essere ammodernato ma i lavori, che dovevano iniziare il 4 settembre, sono stati congelati a data da destinarsi e una soluzione per rafforzare le interconnessioni tra Italia e Francia potrebbe arrivare dal Frejus (ovvero proprio dalla montagna dove si è verificata la frana improvvisa che ha contribuito a rinviare i lavori al Monte Bianco).

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha detto oggi in Question Time che la connessione con la Francia "resta una priorità per il Governo" e che "il raddoppio del Frejus, su cui si sta lavorando da tempo, sarà operativo nel corso del primo semestre 2024".

In linea con l'Europa

Il ministro degli esteri ha aggiunto che "il Governo ritiene assolutamente necessario cominciare a lavorare per dar vita a una seconda canna del Traforo del Monte Bianco". Tajani ha poi spiegato di averne parlato anche con il ministro francese Colonna e che a breve si recherà a Parigi "per continuare il dialogo. Il progetto dovrà essere in linea con le più moderne infrastrutture europee".

Intanto il Traforo del Frejus riaprirà ai mezzi pesanti questo fine settimana (tra venerdì e domenica la circolazione completa dovrebbe riprendere), non appena i lavori di messa in sicurezza sul versante francese saranno completati.

E i lavori al Monte Bianco?

Come avevamo spiegato in un altro articolo dedicato alle strade alternative al Traforo del Monte Bianco, il Tunnel necessita di una manutenzione straordinaria e da molto tempo questi lavori erano stati annunciati e pianificati. Dal 4 settembre il Traforo avrebbe dovuto chiudere in maniera intermittente per quattro mesi ogni anno per 18 anni, poi, dopo che la decisione aveva sollevato molte polemiche e c'era stata l'imprevista frana a pochi km dall'ingresso del Traforo del Frejus (la seconda via di comunicazione subalpina con la Francia), le cose sono cambiate.

Al momento non ci sono ancora date certe sull'apertura del cantiere e il rinvio (forse si slitta al 2024) pesa anche sulle centinaia di persone che avrebbero dovuto lavorarci e per le quali erano già stati disposti turni di lavoro alternativi, ferie e corsi di formazione.