Diventa diventa sempre più una realtà. Non è solo un gioco di parole, perché dopo il via libera dell'Antitrust la joint venture paritetica tra i due big italiani della distribuzione automotive, Autotorino e Intergea, sembra avere la strada spianata. E l'impresa comune al 50% si chiama per l'appunto Diventa.

L'operazione emerge da un provvedimento dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato che non ravvisa problemi di concentrazione sul mercato e la definisce così: "il principale obiettivo strategico della costituenda società è quello di individuare, soprattutto nella Repubblica Popolare Cinese, case di produzione attualmente non presenti in Italia, proponendosi ad esse quale importatore esclusivo, rivendendo poi all’ingrosso tali prodotti. L’impresa comune sottoscriverà contratti di distribuzione/vendita con le concessionarie interessate, operando pienamente nel mercato, ivi comprese le società madri".

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Joint venture elettrica

Si tratta quindi di una joint venture che opera sul mercato all'ingrosso, come pivot per i concesssionari (compresi quelli dei due gruppi) nell'import di nuovi brand che producono "veicoli per il trasporto passeggeri i veicoli commerciali leggeri – principalmente ibridi ed elettrici – e della relativa ricambistica", si legge ancora nel provvedimentodell'Antitrust.

Il fatto che i due principali dealer italiani abbiano deciso di unire le forze per l'importazione di nuovi marchi, seguendo in parte la strada tracciata da Koelliker, lascia spazio ad alcune considerazioini.

Intanto, che sul nostro mercato c'è spazio per prodotti con nomi privi di storia automobilistica e dalle denominazioni a volte un po' strambe. Poi, pare evidente che sta scomparendo la tradizionale ritrosia degli automobilisti per le auto cinesi, vista la loro crescita qualitativa unita a prezzi normalmente più accessibili.

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Una testa di ponte come Diventa, in un mercato all'ingrosso che vale 25 miliardi l'anno, può inoltre risolvere i problemi delle Case asiatiche per realizzare in Europa, e nello specifico in Italia, una adeguata rete di vendita e post-vendita.

I numeri di Autotorino e Intergea

Il passaggio con l'Authority si è reso necessario perla dimensione dei due colossi della distribuzione: Autotorino (i dati negli scerrenshot qui sotto) fattura oltre due miliardi, è in testa a tutte le classifiche finanziarie di Italia Bilanci ed è un dei principali dealer europei.

Autotorino

A principali dati di Autotorino

Autotorino, come emerge dal provvedimento Antitust, è controllata al 47% dalla Vanini Holding evidentemente riconducibile a Plinio Vanini, fondatore e presidente del gruppo che detiene personalmente anche una quota del 10%.

Persona all'apparenza introversa, Vanini è un manager ascoltatissimo dalla categoria, non solo per le dimensioni del gruppo che guida, ma anche e soprattutto per la sua visione del settore. Sempre presente all'Automotive Dealer Day, la mecca annuale dei concessionari organizzata da Quintegia, ha portato due volte sul palco Matteo Salvini: quest'anno e nel 2019 quando il 'Capitano' era vicepremier e ministro dell'interno (peraltro sull'automotive cinese l'attuale ministro dei Trasporti è parecchio critico, per usare un eufemismo).

Valtellinese, con sogni giovanili da veterinario, Vanini ha anche un altro campo d'azione: la Fiorida, una tenuta agricola pluripremiata, in bassa Valtellina con annessi agriturismo, beauty farm e ristorante stellato.

Intergea

I numeri di Intergea

Intergea è un gruppo più diversificato, che opera anche con una compagnia di assicurazioni, Nobis, e che nel 2022 ha realizzato 1 miliardo di fatturato. È controllato da "LDP Investment S.r.l., con sede a Torino, la quale è a sua volta controllata da due persone fisiche". Una di queste è Tommaso di Tanno, presidente, amministratore delegato e azionista di maggioranza, nonché altro manager attivissimo nella categoria e presenza fissa al Dealer Day.