Nel 2021 fu colpa della Ever Given, portacontainer che rimase incagliata per 6 giorni; oggi degli Houthi, miliziani sciiti che attaccano le navi mercantili che si dirigono verso il Canale di Suez. Sia quel che sia, il Mar Rosso è di nuovo area di crisi.

Non è sicuro che la situazione precipiti come avvenne 2 anni fa, ma le ripercussioni negative a livello commerciale e industriale non sono tardate ad arrivare. Lo conferma Tesla, che ha fatto sapere che sospenderà la maggior parte delle attività della sua Gigafactory tedesca a causa della mancanza di componenti. Alla Casa di Elon Musk si aggiunge - secondo quanto riportato da Automotive News - anche Volvo fermerà le linee dello stabilimento belga di Gand per tre giorni nel corso della prossima settimana.

Di seguito vediamo perché sta succedendo tutto questo. 

Nuove rotte, a costi altissimi

Con gli Houthi che attaccano le navi che transitano davanti allo Yemen, decine di compagnie di navigazione preferiscono dirottare i propri traffici verso il Sud Africa, allungando le rotte e, di conseguenza, i tempi di consegna delle merci che trasportano.

Tesla Model Y (2024)

Tesla Model Y: il render del modello 2024

Se si deve raggiungere un porto del Mediterraneo il viaggio si allunga di circa 2 settimane e i costi lievitano sensibilmente. Per circumnavigare l’Africa si deve mettere in conto di spendere anche un milione di dollari in più per il carburante. Per far fronte alla maggior spesa, guardando alla sola ultima settimana, le aziende hanno più che raddoppiato i costi di spedizione dei container che partono dalla Cina.

Un nuovo 2021?

Due anni fa, quando la Ever Given chiuse il Canale di Suez dal 23 al 30 aprile, le conseguenze furono pazzesche. Centinaia di navi rimasero bloccate in attesa che quel bestione da 400 metri di lunghezza fosse disincagliato (ci vollero 13 rimorchiatori e una draga che rimosse 30.000 tonnellate di sabbia dal fondo del canale) e molte di più puntarono la prua verso il Capo di Buona Speranza per circumnavigare l'Africa con le conseguenze poco sopra descritte. Secondo un’analisi pubblicata da Bloomberg, i danni economici derivanti dall’incidente ammontarono a circa 10 miliardi di dollari al giorno.  

L’industria automobilistica rimase scottata – come tante altre – dall'episodio. I ritardi sulla consegna dei componenti portarono a rallentamenti sulla produzione che si sommarono a quelli legati alle già scarse quantità disponibili in quel periodo e risolte (o quasi) solo nel 2022. Nel breve periodo le Case diedero fondo alle scorte per mantenere alti i ritmi, ma successivamente dovettero per forza di cosa frenare.

La storia di Mirafiori

La produzione della Fiat 500 elettrica nello stabilimento di Mirafiori

L’incidente della Ever Given contribuì inoltre a un generale rincaro delle materie prime e della componentistica e, come se non bastasse, spinse verso l’alto il costo del petrolio (anche allora gli Houthi ci misero lo zampino) e, di conseguenza, della benzina.

Oggi è presto per dire che la situazione possa precipitare fino a quel punto. Ma i segnali di allarme sono reali. Il fatto è che gli Houthi, con i loro assalti dallo Yemen, affermano di voler danneggiare Israele e supportare Hamas nell'attuale conflitto tra lo stato ebraico e la Palestina.