Le raccomandazioni di De Meo all'Europa per il futuro dell'elettrico
A pochi mesi dal voto delle europee Luca de Meo, ad di Renault, scrive ai vertici europei invitandoli a intensificare la cooperazione
Luca de Meo scrive una lettera all'Europa in vista delle prossime elezioni europee, in programma dal 6 al 9 giugno 2024. Lo fa vestendo i panni di ceo del Gruppo Renault, senza dimenticare quelli di presidente dell'Acea, l'associazione dei costruttori auto europei.
Una lettera che contiene diagnosi e raccomandazioni per il futuro della mobilità nel Vecchio Continente, un appello "per realizzare con successo e in modo sinergico la transizione energetica dell’industria automobilistica".
L'esempio portato dal numero uno del Gruppo francese è quello di Airbus, consorzio europeo (ne fanno parte, tra gli altri, stato francese, tedesco e spagnolo) che negli anni è diventato il primo costruttore al mondo di aerei per uso civile "Abbiamo già visto con Airbus ciò che l’Europa è in grado di fare. Intensificando le iniziative di cooperazione, metteremo la nostra industria sulla strada del rinnovamento".
L'analisi
"La Cina è in rapida ascesa nel segmento dei veicoli 100% elettrici. Sostenuta dall’enorme mercato interno (8,5 milioni di veicoli elettrici venduti nel 2023, secondo la China Passenger
Car Association, pari al 60% delle vendite mondiali totali), ha già conquistato una quota di mercato di quasi il 4% in Europa nel 2022. Nel 2023, il 35% circa dei veicoli elettrici esportati nel mondo è di provenienza cinese"
Parte dalla Cina e dall'offensiva di auto elettriche l'analisi di De Meo, guardando però a ciò che l'Europa sta (o non sta) facendo.
"Ogni anno vengono introdotti da 8 a 10 nuovi regolamenti. Alle auto viene chiesto di essere più sofisticate e più efficienti in termini di consumi, ma al tempo stesso di diventare meno costose".
Un controsenso made in Europa, che di fronte ai forti incentivi all'industria dati dall'amministrazione statunitense e alla pianificazione strategica in Cina, risponde con regolamenti sempre più stringenti e complessi "La Cina supporta l’industria, gli Stati Uniti incentivano, l'Europa regolamenta".
"I requisiti ambientali e sociali comportano una serie di test e controlli da superare e nuovi standard da rispettare. Ciò ha già avuto un effetto del tutto controproducente: il peso delle autovetture è aumentato in media del 60%. Dagli anni Novanta, questa politica ha oggettivamente favorito i modelli premium e penalizzato i modelli dal mercato più ampio. Per adattarsi a queste esigenze, i costruttori non solo hanno delocalizzato la produzione (40% dei posti di lavoro sono stati persi in Francia e una tendenza simile è riscontrabile in Italia), ma hanno anche aumentato i prezzi dei loro veicoli (+50%)"
Per quanto riguarda la Cina de Meo fa i conti con la realtà, evidenziando come l'Europa dipenda dal colosso asiatico per numerosi aspetti come forniture di litio, nichel, cobalto e chip. Una dipendenza tecnologica che fa dire al numero uno di Renault "Le relazioni con
la Cina dovranno essere gestite al meglio. Chiudere completamente la porta sarebbe la peggiore risposta possibile".
Le raccomandazioni
Nelle 20 pagine di lettera Luca de Meo elenca le raccomandazioni all'Europa, dalla definizione di una strategia industriale per l'Europa alla neutralità tecnologica scientifica, passando per la fine di un "sistema basato sull’introduzione continua di nuove norme" e l'accelerazione dello sviluppo di veicoli autonomi e iperconnessi.
De Meo torna poi su un tema affrontato in occasione del Salone di Ginevra 2024: il peso delle auto "L’idea: incoraggiare i progetti di cooperazione tra i costruttori per sviluppare
e commercializzare auto e furgoni di piccole dimensioni a prezzi accessibili prodotti in Europa. Allo stesso tempo, incoraggiare i consumatori ad acquistare questi veicoli attraverso incentivi e vantaggi come posti auto riservati, parcheggi più economici e punti di ricarica riservati".
In totale sono 10 le proposte del manager italiano all'Europa
- Promuovere auto piccole europee a prezzi accessibili
- Rivoluzionare le consegne dell’ultimo miglio
- Accelerare il rinnovo del parco veicoli
- Sviluppare l’infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici e la tecnologia vehicle-to-grid (v2g)
- Raggiungere la sovranità di approvvigionamento per le materie prime critiche
- Aumentare la competitività dell’Europa Nei semiconduttori
- Standardizzare il "software-defined vehicle" (sdv)
- Favorire l’emergere di un campione europeo del Metaverso industriale
- Unificare il riciclo delle batterie
- Valorizzare il potenziale dell’idrogeno
Consigliati per te
Stellantis pronta a collaborare con Jaguar Land Rover
AsConAuto accelera verso il service automotive del futuro
RC auto: sai quanto ti costa aspettare prima di cambiare polizza?
Arriva in Italia il Toyota Hilux che non c'era mai stato
ARES Atelier: nuova strategia per le supercar su misura modenesi
Itala: quanta Italia c'è e come vuole puntare all'Europa
BYD smentisce: nessuna visita alla fabbrica Stellantis di Cassino