Spesso nel mondo auto i produttori di chip sono tradizionalmente considerati fornitori di livello 2, vale a dire aziende che si occupano di realizzare parti più piccole per componenti più grandi, assemblati poi da altre realtà (fornitori di livello 1) e venduti alle Case.

La crisi dei chip ha però mostrato tutte le criticità di questo sistema, con linee produttive ferme per mancanza di semiconduttori. Ora qualcosa sta cambiando, come raccontato ad Automotive News da Manuel Alves, responsabile dei microcontrollori automobilistici di NXP Semicondutors, un produttore olandese di chip e parte del gruppo Philips, che da diversi anni rifornisce le fabbriche di Bosch, Continental, BMW e Hyundai.

Stando a quanto riportato da Automotive News Europe, l'obiettivo dell'azienda per i prossimi anni sarebbe quello di diventare un fornitore di livello 1, bypassando dunque chi si interpone tra lei e le Case auto stesse. Scopriamo come e perché questa decisione potrebbe influenzare l'intero settore automotive.

Tutto a causa del Covid

La decisione di passare da fornitore di secondo livello a fornitore di primo livello è stata presa da NXP Semiconductors - così come da altre aziende simili - durante la pandemia di Covid-19.

Come accennato all'inizio infatti il problema che ha interessato tutto il mondo ha creato una carenza di microprocessori per il settore automotive, problema a sua volta talmente grave da indurre varie Case a iniziare a stringere legami più profondi con i produttori di chip, accorciando così la catena del valore abbattendo costi e potendo contare su un rapporto diretto, contando su una fornitura diretta. Considerando il sempre crescente livello tecnologico delle auto moderne, tra infotainment e sistemi di assistenza alla guida, si tratta di una soluzione fondamentale.

Un chip di NXP Semiconductors

Fin qui nulla di nuovo, ma il punto della situazione è un'altro. Prendendo come esempio NXP Semiconductors l'ampliamento dei rapporti con le Case ha portato l'azienda olandese a creare la soluzione software/hardware chiamata CoreRide, ideata per combinare il processore S32 con una suite di middleware (software che mettono in contatto sistemi operativi e hardware) creata in collaborazione con aziende specializzate.

In base a quanto riportato da Automotive News Europe, il nuovo sistema sarà importante per lo sviluppo degli SDV, ovvero dei veicoli definiti dal software, che arriveranno nei prossimi anni e la decisione di offrirlo ai produttori di auto direttamente è stata presa dopo che l'azienda ha visto le Case auto in difficoltà nel creare le piattaforme software necessarie per una migliore digitalizzazione delle funzioni del veicolo.

Una presa OBD 2 per la diagnostica

Una soluzione unica per tante accessori

La nuova suite software di NXP Semiconductors è stata progettata insieme ad alcune aziende specializzate nella programmazione dei software per auto. Tra queste non mancano nomi come ArcherMind, Blackberry QNX, Green Hills Software, TTTech Auto, Vector Informatik e Wind River.

Grazie alla loro collaborazione, la stessa NXP ha intenzione di creare nei prossimi mesi e anni un middleware specifico, che consenta alle Case di controllare più facilmente funzioni che vanno dalla diagnostica di problemi all'illuminazione, fino al riscaldamento e alla ventilazione: in poche parole una soluzione completa per una piattaforma informatica centralizzata con cablaggio di dimensioni ridotte (una caratteristica che permette anche di risparmiare peso), che in futuro sarà in grado di controllare tutte le funzioni dell'auto, a eccezione dei sistemi ADAS e dell'infotainment.

NXP, infatti, considera la gestione del sistema di infotainment campo di azione di aziende specializzate nell'offerta di prodotti incentrati sull'user experience del consumatore, come per esempio Qualcomm, mentre l'elaborazione dei sistemi ADAS campo d'azione di realtà specializzate nell'integrazione di sensori (radar o lidar) come Nvidia e Mobileye di Intel.