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Perché una fabbrica di chip in Italia è una buona notizia

Silicon Box, startup con sede a Singapore, aprirà un impianto di produzione chip nel nord Italia. Darà lavoro a 1.600 persone e rientra nel Chips Act europeo

Fabbrica chip Italia

Ormai quasi non se ne parla più ma negli anni scorsi la crisi dei chip ha tenuto banco in tutto il Globo, con carenza di semiconduttori e gravi problemi per le industrie mondiali. Automotive inclusa. Per questo ad aprile 2023 l'Europa ha varato il cosiddetto "European Chips Act", piano continentale che prevede investimenti per 43 miliardi di euro per aumentare la produzione di chip nel Vecchio Continente.

Anche l'Italia vuole essere della partita e all'interno di questo maxi investimento si inserisce l'accordo tra il governo italiano e Silicon Box, startup tecnologica con sede a Singapore, pronta a investire 3,2 miliardi di euro per l'apertura di un nuovo impianto con sede nel nord Italia.

Le tempistiche

Secondo quanto dichiarato dal ministero delle imprese e del made in Italy l'apertura dello stabilimento permetterà di creare circa 1.600 posti di lavoro diretti, ai quali sommare quelli generati dall'indotto. Ecco la prima buona notizia. La nota del ministero specifica come

La progettazione e la pianificazione sono già in corso, mentre per l’effettivo inizio lavori si dovrà attendere l'approvazione della Commissione Europea. Lo stabilimento sarà costruito e gestito secondo i principi net zero dell’Europa, riducendo al minimo l’impronta di carbonio e l’impatto sull’ambiente 

C'è poi la questione strategica: mentre il governo tratta con diversi costruttori - Stellantis in primis, ma anche con Tesla - per riportare in alto la fabbricazione di auto in Italia, non bisogna dimenticare dell'importanza di tutto ciò che gira intorno alla mobilità del futuro. Chip in testa.

La già citata crisi dei chip e i vari blocchi alla produzione che ne sono derivati ha fatto emergere la "fame" di microprocessori dell'industria auto, sempre più indirizzata verso l'elettrico e nuove tecnologie per powertrain, assistenti alla guida e infotainment. Rivoluzioni tutte basate sui chip.

Diventare rilevanti in questo settore, senza la pretesa - almeno per ora - di fare concorrenza ai colossi asiatici e statunitensi è importante se non fondamentale, così da avere una propria autonomia in caso di nuovi scossoni del mercato.

La crisi dei chip ha infatti portato a galla i limiti della globalizzazione spinta, resi ancora più travolgenti dalla pandemia. 

Cosa fa Silicon Box

Ma chi è Silicon Box? Si tratta di startup fondata nel 2021 con sede a Singapore specializzata in chiplet. Ma cosa sono i chiplet? Provando a farla semplice si tratta di chip più piccoli, la cui unione forma il chip vero e proprio. La differenza rispetto all'approccio classico sta nella forza data dall'unione dei vari chiplet, ognuno dei quali può svolgere differenti compiti ed essere progettato con tecniche differenti, a seconda dell'utilizzo.

Una sorta di piattaforma modulare dalle dimensioni microscopiche, scalabile e per questo super adattabile. Proprio per questo ormai numerosi produttori (da AMD a Intel passando per il colosso taiwanese TSMC) stanno investendo forze e risorse in questa tecnologia.