-"Abbiamo fatto un piano straordinario per gli incentivi, che ammonta a quasi un miliardo di euro. Lo abbiamo presentato a tutte le forze rappresentative del settore. Dal prossimo anno gli incentivi non saranno più diretti al consumo, ma alla produzione, cioè a incentivare chi voglia produrre nel nostro Paese sia auto che componentistica e quindi a sostenere l'industria, l'indotto dell'automotive che è un orgoglio del Paese". Lo ha detto il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, in un punto stampa a Bruxelles, prima di incontrare la vice presidente della Commissione europea, Margrethe Vestager.

"A questo piano ci aspettiamo che corrisponda un aumento della produzione nel nostro Paese, perché ove ciò non avvenisse, è chiaro che non possiamo destinare le risorse dei cittadini italiani a incentivare macchine prodotte all'estero e importate in Italia".

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Jeep Compass, la linea di montaggio a Melfi

Il confronto con Tavares e Elkann

Urso ha detto poi di essersi "confrontato con Stellantis più volte in questi mesi, incontrando due volte Tavares, una volta a Roma, e in quell'occasione assicurò l'obiettivo di raggiungere un livello produttivo in Italia di un milione di veicoli. Lo disse pubblicamente. Poi anche in Francia quando hanno inaugurato la prima gigafactory e mi aspetto che presto sarà realizzata anche nel nostro Paese". 

Il ministro ha aggiunto di aver incontrato diverse volte anche John Elkann con il quale "mi sono confrontato sull'industria automobilistica, che è orgoglio dell'industria e del lavoro del nostro Paese e vorremmo che rimanesse tale".

Il piano per l'auto va in tre direzioni, ha confermato Urso: incentivi alla rottamazione delle auto più inquinanti dato che l'Italia ha il parco auto più inquinante d'Europa e "non possiamo permettercelo"; sostenere le famiglie a basso reddito (una famiglia con reddito medio basso potrebbe avere un incentivo cumulato di 13.750 euro); incentivare la produzione di auto in Italia.