Per gli incentivi auto 2024 si sta facendo sempre più tardi. Se ne è iniziato a parlare a fine 2023, ma a maggio 2024 ancora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DPCM. Le Associazioni Federauto e UNRAE, che rappresentano rispettivamente le concessionarie italiane e le case auto estere operanti in Italia, "chiedono con massima urgenza al Governo, e in particolare al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, di accelerare le procedure".

“La prolungata attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto sta causando gravi conseguenze all’intera filiera automotive, e i ritardi accumulati nei quasi sei mesi trascorsi dall’annuncio della rimodulazione degli incentivi non sono più giustificabili”, commentano Federauto e UNRAE.

“La criticità della situazione - proseguono le due Associazioni - è accentuata dal fatto che il primo febbraio scorso, ormai quasi quattro mesi fa, il nuovo schema incentivante è stato ufficialmente presentato durante il Tavolo Automotive presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con dovizia di dettagli sui contributi unitari, e che gli incentivi, ancora non entrati in vigore, cesseranno di essere operativi alla fine dell’anno”.

Mercato in stallo

Il clima di trepida attesa per gli incentivi 2024 ha avuto finora importanti conseguenze sulle vendite. Le vetture a zero o a basse emissioni sono state ovviamente le più penalizzate, come dimostrano i dati sulle auto più vendute da gennaio ad aprile 2024. 

A soffrirne non sono solo le case auto e le concessionarie, ma anche le agenzie di comunicazione, le ⁠concessionarie di pubblicità, le società finanziarie e le imprese di autonoleggio.

Incentivi auto 2024, la svolta questa settimana?

"Occorre ripristinare la normale operatività delle imprese che gravitano attorno al settore automotive nel più breve tempo possibile. Pertanto, chiediamo urgentemente che il DPCM venga pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro la fine di questa settimana. Allo stesso modo, auspichiamo che, in futuro, le misure a sostegno del settore siano strutturali e non abbiano orizzonti così riduttivi come nel caso in questione", concludono Federauto e UNRAE.

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