Retromarcia sullo stop a benzina e diesel dal 2035, scongiurando così il rischio di una guerra commerciale con la Cina dell’auto elettrica, e difesa della mobilità privata. Forza Italia corre alle elezioni europee dell’8 e del 9 giugno dandosi due grandi obiettivi nel settore delle quattro ruote.

È Luca Squeri, deputato e Responsabile nazionale del dipartimento Energia del partito, ad annunciare le battaglie di FI nel prossimo Europarlamento. Le sue parole arrivano a Motor1 per uno Speciale sulla chiamata alle urne, che vede interrogati tutti i principali partiti e coalizioni con le stesse quattro domande.

“Nessuna imposizione”

Stop a benzina e diesel: è giusto fissare una data di scadenza alla vendita dei motori termici (ed eventualmente proprio nel 2035) o pensate che la scelta spettasse a costruttori e mercato?

“La posizione di Forza Italia è chiara ed è peraltro espressa nel programma per le Europee del 9 giugno: sono i tecnici e il mercato, non i politici, che stabiliscono i tempi per la transizione. L’Italia peraltro si è astenuta nella votazione al Consiglio europeo per lo stop all’endotermico nel 2035, dopo aver annunciato che avrebbe votato contro, solo perché è arrivata la rassicurazione della Commissione Ue che la normativa sarebbe stata rivista, includendo tra le motorizzazioni ammesse anche quelle che utilizzano i biocarburanti, nella cui produzione siamo leader in Europa. Promessa non ancora mantenuta”.

Cosa votereste nel 2026 se la Commissione proponesse di mantenere le auto a combustione alimentandole con gli e-fuel? E cosa pensate delle altre alternative come biocarburanti e idrogeno? Possono funzionare dai punti di vista ambientale ed economico?

“Voteremo per la soppressione allo stop alle endotermiche. Si assiste a un generale ripensamento delle Case automobilistiche europee su questo tipo di motorizzazione, sulla quale l’Europa è leader. Occorre dare il tempo alle imprese, indotto compreso, di adeguarsi al processo di transizione. Qui il principio guida è quello della neutralità tecnologica. Tutte le tecnologie devono poter concorrere al processo di decarbonizzazione, compresi i motori Euro 6 e, quando diventeranno economicamente sostenibili, quelli Euro 7. Quindi biocarburanti, e-fuel e idrogeno vanno sostenuti, ma non imposti, fino a che non si reggeranno da soli sul mercato”.

I biocarburanti

Impianto produttivo di biocarburanti

e-fuel

Campioni di e-fuel

“Strada maestra? Incentivare l’Euro 6”

Le auto cinesi, elettriche e non solo, stanno arrivando in Europa: condividete l’ipotesi dei dazi doganali aggiuntivi, come quelli previsti negli Stati Uniti, o preferite mantenere gli attuali scambi commerciali?

“I cinesi ci stanno invadendo con le elettriche e ibride a basso costo. Proprio per evitare possibili dazi, i piazzali dei porti europei sono pieni di auto elettriche cinesi e in diversi Stati Ue stanno sorgendo stabilimenti che producono o assemblano auto cinesi. Se vogliamo evitare dazi e le conseguenti ritorsioni sul made in Italy, la strada maestra è sopprimere lo stop alle auto endotermiche e incentivare l’Euro 6 per svecchiare il parco auto circolante, che in Italia è tra i più vecchi d’Europa (oltre 12 anni)”.

Strade più sicure: la promessa

Più in generale, come immaginate la mobilità del futuro e quali idee portereste in Europa per industria, automobilisti e infrastrutture di ricarica?

“Per Forza Italia la mobilità privata è un valore da difendere. Ne consegue che non vediamo di buon occhio le politiche delle città amministrate dalle sinistre di un progressivo restringimento al diritto alla mobilità privata. Nello scorso autunno il Governo ha fatto un decreto sulla qualità dell’aria proprio per evitare che le eccessive restrizioni portassero all’asfissia delle attività economiche.

Foto - Com'è fatta e come funziona una colonnina di ricarica

Auto elettrica in carica

Ciò premesso, ben venga il miliardo previsto per lo svecchiamento del parco veicoli, ben venga il potenziamento del trasporto pubblico locale e il car sharing. Al cittadino non vanno imposti obblighi insostenibili: vanno offerti invece incentivi e opzioni, poi sarà lui a scegliere il modo economicamente o temporalmente più conveniente.

La mobilità del futuro sarà quella che sarà in grado di offrire il progresso tecnologico, non quella decisa dai politici a tavolino. Le idee per l’industria sono quelle che saranno concordate con imprese del settore. Agli automobilisti non possiamo che promettere strade sicure e scorrevoli e la scelta di poter utilizzare forme di mobilità alternative.

Quanto infine alle infrastrutture di ricarica, queste aumentano grazie ai fondi del Pnrr e alle disposizioni che ne prevedono l’installazione in tutti i nuovi edifici. Ma fino a che ci vorranno ore di ricarica per fare 200 km, saranno solo il balocco dei ricchi che abitano in centro”.