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L’industria europea dice “no” ai dazi sulle auto elettriche cinesi

Oltre 30 associazioni chiedono più cooperazione e meno barriere nel commercio internazionale dell’Europa

Porta di ricarica della BYD Seal U DM-i

Chiusi i capitoli delle elezioni europee e – soprattutto – dell’ufficializzazione dei dazi sulle importazioni di auto elettriche made in China, l’industria dell’auto del Vecchio Continente si unisce per presentare una serie di richieste alle nuove Istituzioni dell’Ue.

Sono 31 le associazioni e si rivolgono a Strasburgo e Bruxelles per proporre “una politica commerciale ambiziosa e aperta a sostegno della competitività e della prosperità economica” dell’Unione europea, come si legge nella lettera pubblicata sul sito di Acea (European Automobile Manufacturers’ Association).

Più accordi e meno barriere

Nel testo non si parla espressamente delle nuove tasse imposte ai veicoli elettrici cinesi, ma il riferimento si legge fra le righe: “Il commercio – è infatti scritto – rimane una pietra angolare della forza economica dell’Ue, sostenendo direttamente un posto di lavoro su cinque nell’Ue attraverso le esportazioni (…) e attrae investimenti esteri che stimolano la crescita e l’innovazione”.

“Questi fatti rafforzano la necessità di mantenere l’apertura e la crescita come componenti fondamentali della politica commerciale dell’Ue. Per raggiungere questo obiettivo è necessario dare priorità deliberata a politiche che aprano nuovi e diversificati mercati attraverso accordi commerciali e riducano le barriere tecniche al commercio”.

Un Commissario ad hoc

L’appello è perciò a fare un passo indietro nella paventata guerra commerciale con la Cina. E, oltre alla retromarcia, le scriventi sostengono la “nomina di un Commissario dedicato al Commercio che supervisioni questa competenza esclusiva dell’Ue” e invitano l’Europa a sostenere ancora l’Omc (Organizzazione mondiale del Commercio).

“La coalizione – concludono – crede fermamente che queste priorità, legate al rafforzamento dell’apertura commerciale, alla nomina di un Commissario dedicato al commercio, al sostegno dell’Omc e al potenziamento della cooperazione e della diplomazia commerciale, siano fondamentali affinché l’Ue mantenga la sua leadership economica mondiale e garantisca un futuro prospero ai suoi cittadini”.