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L'Unione Europea mette in pericolo milioni di auto diesel

Una lettera del ministro dei trasporti tedesco Volker Wissing critica l'UE per la revisione - retroattiva - delle omologazioni sulle emissioni auto

VW TDI (2000) Dieselfahrverbote

Non c'è solo il 2035 a minare il futuro delle auto a combustione. Attualmente infatti in un procedimento attualmente in corso presso la Corte di Giustizia europea, la Commissione europea ha modificato il proprio parere legale in merito al rispetto alle emissioni auto per i modelli più datati. Morale: i limiti dovranno essere rispettati in ogni situazione di guida, anche a pieno carico. In precedenza ciò valeva solo in condizioni di prova standardizzate e comparabili.

Una modifica che potrebbe comportare l'addio a tutte le auto diesel omologate Euro 5 e anche alcune Euro 6. Si parla di milioni e milioni di unità in tutta Europa, 8,2 nella sola Germania.

Il problema

A sollevare la questione è stato il ministro tedesco dei trasporti Volker Wissing in una lettera aperta inviata alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Wissing ha chiesto di "porre fine alla politica anti-auto di Bruxelles. La gente ha bisogno della propria auto e non vuole che le venga tolta. La Commissione UE deve agire rapidamente".

Alla base di tutto ciò ci sono le procedure di misurazione delle emissioni di gas di scarico. Entrando nello specifico fino al 2017 il ciclo di omologazione NEDC misurava in laboratori omologati se le emissioni inquinanti erano conformi ai valori limite. Sistema che ha lasciato poi posto all'RDE, più vicino ai valori reali di guida, con prove su strade pubbliche. Il fatto è che i vecchi diesel Euro 5 ed Euro 6 sono stati validati secondo il ciclo NEDC. Stando a quanto evidenziato da Wissing se il procedimento della Commissione Europea dovesse andare a buon fine avrebbe effetto retroattivo. Risultato: addio a milioni e milioni di auto.

Volkswagen Passat Variant (2010 - 2015)

La soluzione

Nella lettera Wissing esorta von der Leyen a modificare rapidamente i regolamenti, che considera "discutibili", facendo chiarezza prima della decisione della Corte di giustizia europea (CGE), attesa per novembre. L'obiettivo è "evitare gravi conseguenze per milioni di cittadini interessati e per l'economia europea".

Secondo Wissing, le conseguenze della decisione "non colpirebbero solo l'industria automobilistica, ma soprattutto i cittadini che hanno acquistato e utilizzano tali veicoli facendo affidamento sulle normative esistenti. Tutte le omologazioni Euro 5 sarebbero messe in discussione".

"La Commissione europea e il suo Presidente sembrano decisi a condurre una vera e propria campagna contro l'automobile e la mobilità individuale" continua il ministro tedesco.

Bisogna però sottolineare come l'ADAC (l'Automobil Club tedesco) ha definito "inappropriate" le dichiarazioni di Wissing, sottolineando come "Secondo i nostro legali, le modifiche alla procedura di misurazione per l'omologazione di un veicolo in una data successiva non possono essere applicate retroattivamente". Nessun pericolo di proprietari di auto Euro 5 dunque.

Bisogna dunque attendere che la Commissione Europea faccia chiarezza, rispondendo alla lettera del ministro tedesco o pubblicando un comunicato stampa per togliere ogni dubbio circa la possibilità della dismissione delle auto diesel Euro 5. E non solo.