Tavares: la Fiat 500 ibrida salverà la 500 elettrica (e Mirafiori)
L'ambizione di Stellantis anticipata al Salone di Parigi è portare la produzione a 100 mila auto all'anno
La 500 elettrica costa troppo e quindi non vende. Lo dicono i numeri e i conseguenti stop&go della produzione nello stabilimento Stellantis di Mirafiori che in Italia sono diventati argomento di dibattito pubblico, fra le proteste dei sindacati e le critiche bipartisan della politica.
La questione è stata oggetto di discussione anche al Salone di Parigi con Carlos Tavares che, incalzato dai giornalisti, ne ha approfittato per spiegare quale sarà la strategia di rilancio della citycar italiana simbolo della Fiat nel mondo.
La piattaforma Grande Panda costa le metà
Come preannunciato lo scorso maggio, la 500e sarà oggetto della prima transizione all’incontrario, da elettrica a ibrida. La decisione non era nei piani industriali del Gruppo ma è diventata imprescindibile per salvare il modello e la relativa produzione i cui deludenti risultati commerciali sarebbero stati determinati, secondo Tavares, “dalla brutale cancellazione degli incentivi in Italia e Germania”.
Dal canto di Stellantis quel che è certo è che la costruzione dell’attuale 500 elettrica a Mirafiori non è economicamente sostenibile:
“non voglio dare troppi numeri che andrebbero alla concorrenza - ha puntualizzato Tavares - ma il costo della piattaforma che abbiamo nella Citroen C3 (e quindi della Fiat Grande Panda - ndr) è la metà del costo della 500e”.
Carlos Tavares accoglie Macron al Salone di Parigi 2024
Obiettivo 100 mila auto a Mirafiori
Da cui il duplice intervento: lo sviluppo di una variante ibrida (di tipo mild analoga a quella di Fiat Grande Panda, Jeep Avenger ecc.) e un’evoluzione tecnica dell’attuale 500e:
“con i nostri ingegneri italiani - spiega Tavares - abbiamo individuato un'idea ingegneristica molto innovativa che ridurrà in modo significativo i costi totali di produzione. Con una nuova batteria e un nuovo sistema di gestione della batteria, il costo si ridurrà notevolmente e adatteremo il prezzo di conseguenza in modo da vendere di più”.
Come e quanto non è dato saperlo, ma il top manager portoghese si è sbottonato su quello che potrebbe essere l’impatto combinato sullo stabilimento di Miriafiari considerando la produzione della 500 ibrida: fra le 80 e le 100 mila auto prodotte in più ogni anno. Sarà una corsa contro il tempo per fermare l’emorragia di vendite ma anche le polemiche, tant’è che lo stesso Tavares in occasione dell’audizione alla Camera ha promesso di anticipare l’arrivo dell’auto dal 2026 alle fine del 2025.
Il Battery Technology Center di Stellantis a Mirafiori
Un dettaglio dell'attuale 500e sulla linea di assemblaggio
Non sono previste altre "citycar"
La discussione sulla piccola di Casa Fiat ha fornito lo spunto a Tavares per specificare che al momento non sono previste altre auto di segmento cosiddetto A (le citycar per l’appunto): “per muovervi in città utilizzate la Fiat Topolino che io non chiamo auto, ma strumento di mobilità”. Diverso è il discorso per la piattaforma denominata STLA Small: “questa piattaforma verrà utilizzata da Fiat molto, molto presto, a partire dalla Panda, aiuterà enormemente la redditività e l'accessibilità dei prodotti Fiat”.
Vedi tutte le notizie su Salone di Parigi Una visione diversa da quella dal Gruppo Renault, il cui numero uno Luca De Meo, sempre al Salone di Parigi, ha definito proprio le citycar l'uovo di colombo per la transizione elettrica: "non ci vuole un Nobel in fisica - ha detto De Meo in un incontro con i giornalisti - per capire che che per muovere un oggetto che pesa una tonnellata ci vuole la metà dell'energia (qualsiasi essa sia) di un oggetto che ne pesa due.
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