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Le case auto chiedono all'Europa un intervento immediato

Un'azione sulle norme relative alla CO2 è necessaria prima della fine del 2024

Luca de Meo

La Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha teso la mano ai costruttori auto che intende incontrare a gennaio. Luca de Meo, Presidente dell'Associazione europea dei costruttori di automobili (ACEA) e CEO del Gruppo Renault, chiede però di intervenire subito. Serve un'azione immediata sulle norme relative alla CO2 prima della fine del 2024, per evitare danni alla competitività e all'occupazione.

L'industria europea resta impegnata nell'obiettivo di neutralità climatica dell'UE per il 2050 e nel passaggio alla mobilità a zero emissioni, ribadisce l'Associazione, tuttavia il tempo stringe perché i nuovi limiti di CO2 per le auto e i furgoni entreranno in vigore nel 2025 ovvero tra pochi giorni.

Chi sforerà il nuovo limite previsto da Bruxelles sulle emissioni medie di CO2 delle auto, lo ricordiamo, sarà costretto a pagare all'Europa multe molto salate, nell'ordine di 95 euro per ogni grammo di CO2 eccedente il limite imposto per ogni gruppo, il tutto moltiplicato per il numero di auto vendute in un anno nei mercati dell'Unione europea.

Bisogna fare in fretta

Luca de Meo ribadisce la necessità di una chiara dichiarazione politica da parte della Commissione europea entro la fine del 2024 ricordando che un sollecito in questo senso è arrivato anche dai governi tedesco, francese, italiano e di altri paesi europei.

L'ACEA, che ora conta di nuovo su Stellantis (che l'aveva abbandonata nel 2022 per volere di Carlos Tavares), ricorda nella nota stampa che l'industria automobilistica (che in Europa impiega 13,2 milioni di persone) rischia di perdere fino a 16 miliardi di euro di capacità di investimento, pagando sanzioni, riducendo la produzione, raggruppandosi con concorrenti stranieri o vendendo veicoli elettrici in perdita.

Per queste ragioni non si può attendere gennaio per iniziare il dialogo strategico della Commissione sul futuro dell'industria automobilistica o la revisione della legislazione sulla CO2 nel 2026.

Lavoro di squadra

L'ACEA ricorda che le vendite di veicoli elettrici sono attualmente stagnanti a circa il 13% di quota di mercato e che quindi la transizione, che resta l'obiettivo, non è sorretta dal mercato.

"In un sistema ben funzionante, pagare le sanzioni dovrebbe essere l'eccezione, non la norma. Ed evitare le sanzioni dovrebbe basarsi su una sana economia, non infliggere danni - dice De Meo -. I membri dell'ACEA hanno promesso 250 miliardi di euro nella transizione alla mobilità verde e, proprio come tutti gli altri, vogliamo che abbia successo. Sfortunatamente, la valutazione onesta deve essere che la transizione non sta andando come previsto e che attenersi alla rigidità legale porta a danni potenzialmente irreversibili. La flessibilità legale, invece, manterrà gli investimenti in flusso e la transizione in carreggiata".