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Ecco perché i furgoni elettrici costeranno meno di quelli Diesel

Valore residuo alto e manutenzione molto meno costosa renderanno i van elettrici più convenienti dii quelli endotermici, entro 5 anni

Renault Goelette E-Tech Electric
Foto di: Renault

I furgoni elettrici sono ormai una realtà per tutte le Case costruttrici, tanto da ricavarsi spazi molto importanti nelle varie gamme. Tuttavia, almeno in Italia, fanno ancora moltissima fatica ad affermarsi fra aziende e professionisti. Il motivo è molto semplice: costano di più. O meglio il loro prezzo di acquisto è più alto di un equivalente endotermico.

Ma siamo sicuri che sia solo il prezzo di acquisto quello che incide nei costi di un veicolo per uso professionale? Prendiamo in considerazione i motori a gasolio che hanno bisogno di molta manutenzione, ancora di più se quotidianamente muovono un veicolo commerciale. Questa manutenzione, per fare un esempio, ha un costo che va a impattare sui guadagni di liberi professionisti e aziende. E dunque?

Consideriamo il cosiddetto TCO

Il presupposto da cui parte uno studio di IDTechEx, è quello di considerare come "costo" di un veicolo elettrico non solo il prezzo di acquisto, ma quello che viene definito TCO ossia Total Cost of Ownership, ciè il costo globale di possesso di un veicolo nell'arco di un periodo di tempo. Una grandezza che fra le auto private viene considerato in occasione di noleggi o leasing, ma che assume un'importanza strategica nel trasporto professionale.

ID. BUZZ Cargo, a prova di Pro

Volkswagen ID. BUZZ Cargo

Sintetizzando cosa sia il TCO possiamo dire che rappresenti la somma di tutte le spese legate all’acquisto e all’utilizzo di un veicolo commerciale nel corso della sua vita utile e include (come detto) non solo il prezzo iniziale, ma anche i costi operativi come carburante, manutenzione (ordinaria), assicurazione, tassa di possesso e valore residuo finale (non da trascurare se consideriamo che un van ha una vita operativa).  

Riduzione dei costi dei powertrain elettrici

Uno dei principali motivi di questa futura inversione di tendenza Diesel-BEV, secondo il think-tank, sarebbe, dunque, la diminuzione dei costi associati ai powertrain elettrici e l'abbassamento del valore in ammortamento ovvero, la differenza tra il prezzo di acquisto e di rivendita, grazie a un aumento generale del valore futuro del veicolo dopo 5 anni.

Se è vero che, oggi, un van a zero emissioni costa di più in fase di acquisto rispetto alla sua controparte a gasolio, con l’avanzamento della tecnologia e l’aumento della produzione su larga scala, i componenti elettrici potrebbero iniziare ad avere un costo inferiore nei prossimi anni, abbattendo il valore iniziale di acquisto dei veicoli, in generale, e facendo diventare i van a batteria sempre più accessibili.

Ford E-Transit Custom 2024 Limited

Ford E-Transit Custom 2024

Ma non solo. I costi di manutenzione dei van a batteria essenzialmente ridotti all'osso, grazie alla quasi totale assenza di tagliandi e grazie a un'usura dei freni pressoché minima e presupponendo che, nel medio termine preso in considerazione dalla ricerca (5 anni), non vi siano interventi importanti e straordinari di sostituzione di componenti. Inoltre, sempre secondo la ricerca, ad abbattere le spese aiuterebbe anche il costo dell’elettricità per km, generalmente inferiore rispetto al diesel, soprattutto se i "pieni" vengono effettuati a casa o in azienda.

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