Anche a Pavia si andrà a 30 km/h
Dopo Bologna anche Pavia si prepara a diventare una città 30. Entro l'estate il Comune presenterà le linee guida del progetto
L'esperienza di Bologna fa scuola e così dopo il capoluogo emiliano anche Pavia si appresta a diventare una città 30, vale a dire un comune dove su buona parte delle strade il limite di velocità sarà di 30 km/h. Ad annunciare il progetto sono stati il sindaco Michele Lissia e la sua vice Alice Moggi, che ricopre anche il ruolo di assessora alla Mobilità.
Entro l'estate verranno presentate le linee guida del progetto che, nelle parole di Lissia, punta a "Rendere la città più vivibile e sicura, anche per i pedoni e i ciclisti". "Pavia Città a 30 non è un cartello stradale, ma una visione diversa di città. Vogliamo che Pavia sia più a misura di persona, un luogo dove non ci sia più paura a circolare a piedi e in bici. Entro l'estate approveremo le linee di indirizzo: poi, progressivamente, indicheremo le strade nelle quali non si potranno superare i 30 orari" ha aggiunto Moggi.
Città 30, come funziona
Pavia rappresenta il secondo grande comune italiano a varare un piano per diventare una città 30 e se ancora devono essere indicate tempistiche precise e la mappa delle vie interessate, sappiamo bene come funziona l'idea. E quali sono i suoi effetti.
Basta infatti guardare a Bologna, dove da più di un anno sulla gran parte delle vie vige il limite di velocità a 30 km/h.
Stando a quanto dichiarato dal comune emiliano infatti nel corso del 2024, primo anno con i nuovi limiti, gli incidenti stradali sono scesi del 13%, così come il numero dei feriti (-11%) e dei decessi sulla strada (-49%). A zero poi il numero dei pedoni deceduti, prima volta in assoluto dal 1991. A calare sono stati anche il traffico (-5%) e i livelli di NO2 (biossido di azoto) al -29,3%.
Come sottolineato dalla vice sindaca Moggi ci sarà "un'adeguata campagna di informazione, che sarà accompagnata anche da incontri con i cittadini. In futuro, dove è possibile, toglieremo le auto dai marciapiedi e dalle piazze, che devono tornare ad essere luoghi di aggregazione e non solo parcheggi come avviene oggi".

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