Anche Scout pensa alla tecnologia range extender
Sotto il cofano di alcune versioni dei nuovi SUV e pick-up Scout arriverà forse un motore benzina aspirato a 4 cilindri. Ecco come
Quando si parla di mobilità elettrica, l’autonomia resta un tema cruciale, soprattutto per veicoli di grandi dimensioni come pick-up e SUV pensati anche per i viaggi in famiglia. Mentre berline e compatte elettriche hanno ormai superato la soglia psicologica dei 400 km reali, i modelli più grandi devono ancora fare i conti con un ostacolo noto: il peso. Batterie più capienti offrono infatti maggiore autonomia, ma comportano anche costi più elevati, maggiori ingombri e tempi di ricarica più lunghi.
Per questo motivo, alcune Case automobilistiche stanno tornando a investire nella tecnologia range extender. Tra queste c’è anche il rinato marchio americano Scout, oggi parte del Gruppo Volkswagen.
Il motore “Harvester”: piccolo, ma strategico
Scout è un nome storico negli Stati Uniti. Se non lo ricordate, si tratta di un'azienda nata negli anni ’60 sotto il marchio International Harvester, pioniere dei fuoristrada. Oggi, grazie al Gruppo Volkswagen, è rinato con l’obiettivo di competere nel mercato dei pick-up e SUV elettrici.
I primi due modelli in arrivo sono il Terra (pick-up) e il Traveler (SUV), entrambi costruiti su un robusto telaio a longheroni (body-on-frame), pensati per affrontare fuoristrada, traini e carichi impegnativi. Nella configurazione standard saranno full electric, ma sarà disponibile una versione con motore a benzina come range extender.
Il pick-up Scout Terra
Il range extender scelto da Scout sarà un quattro cilindri aspirato - quindi senza turbo - chiamato Harvester, un chiaro richiamo alla casa madre storica. Prodotto nello stabilimento Volkswagen di Silao, in Messico, operativo dal 2013, non sarà collegato alle ruote: la sua unica funzione sarà quella di generare energia per ricaricare la batteria quando quest’ultima si esaurisce.
Una particolarità? Secondo gli ingegneri, il propulsore sarà posizionato dietro l’assale posteriore, così da risultare poco percepibile in termini di rumore e vibrazioni: l’idea è quella di offrire la stessa sensazione di guida silenziosa e fluida di un’elettrica pura, anche quando interviene il motore a benzina.
Il SUV elettrico Scout Traveler
Autonomia e prestazioni, ecco cosa aspettarsi
Anche se non è ancora chiaro se SUV e pick-up di Scout arriveranno mai in Italia, ricordiamo che nella configurazione standard, i modelli Terra e Traveler dovrebbero offrire fino a 560 km di autonomia grazie a una batteria da circa 120 kWh. Con l’aggiunta del motore Harvester, l’autonomia complessiva salirà a circa 800 km, ma solo 240 km saranno percorribili in elettrico puro.
Per quanto riguarda le prestazioni, Scout stima un’accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 3,5 secondi nella versione elettrica. Con il range extender a bordo, il tempo salirà a 4,5 secondi, un risultato comunque notevole per un veicolo di questa stazza.
Gli interni del SUV elettrico Scout Traveler
Produzione negli USA e obiettivi ambiziosi
I nuovi modelli Scout entreranno in produzione a fine 2027 nello stabilimento completamente nuovo di Blythewood, South Carolina, frutto di un investimento da 2 miliardi di dollari. La struttura creerà oltre 4.000 posti di lavoro e punta a una capacità produttiva fino a 200.000 veicoli l’anno.
Secondo Volkswagen, il contributo della versione Harvester sarà fondamentale per raggiungere questo traguardo, offrendo un’alternativa concreta a chi teme ancora l’autonomia limitata dei veicoli elettrici.
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