Com'è fatto il SUV cinese disegnato a Milano
Si chiama Galaxy M9 ed appartiene al Gruppo Geely. Sarà venduto in Cina ed è stato presentato in Italia
Le auto cinesi ormai girano il mondo alla conquista di vari mercati, europeo compreso. Elettriche o elettrificate. Alcune nascono con l'intento di piacere agli automobilisti di tutto il Globo, altre invece sono dedicate solo ad alcuni Paesi. Ci sono poi modelli particolari, pensati per il pubblico cinese ma con uno stile più occidentale. Perché, sai mai, magari un domani potrebbero varcare i confini e sbarcare altrove.
Come la Geely Galaxy M9, mastodontico SUV del Gruppo cinese - che possiede anche Volvo e Lotus - destinato al mercato orientale e con passaporto italiano. Già perché le sue linee sono state disegnate nel centro stile di Milano, in un intreccio di briefing e bozzetti che dall'ombra del Duomo hanno viaggiato per migliaia di chilometri fino ai computer dei designer di con sede a Shanghai.
SUV globale
Una sorta di via della seta telematica, che unisce Cina e Italia, con il Bel Paese chiamato a definire (sempre in collaborazione con i colleghi cinesi) lo stile della gamma Galaxy. Vale a dire il brand premium del Gruppo. Il perché è presto detto: Milano è una delle capitali mondiali dello stile.
La Geely Galaxy M9 è stata disegnata nel centro stile di Milano
Così, grazie anche al fuso orario, lo sviluppo non conosce soste: quando da noi il sole è pronto per tramontare in Cina le sveglie stanno per suonare, con i designer cinesi a ricevere i file dai colleghi italiani (per modo di dire, il centro stile meneghino conta 60 dipendenti provenienti da 13 nazioni differenti) così da poter continuare il lavoro e rimandare i materiali.
In viaggio con i nonni
Più di 5 metri di lunghezza, forme morbide e abitacolo high-tech con 6 posti comodi. Ecco in breve la carta di identità della Galaxy M9. Un SUV che punta su linee semplici ed eleganti, senza particolari fronzoli, eccezion fatta per la fascia luminosa anteriore costellata da 816 LED, così da poter piacere ad automobilisti provenienti da mercati differenti. Anche se durante la presentazione è stato chiaro come il pubblico di riferimento sia quello cinese.
Il monitor centrale della Geely Galaxy M9 ha una diagonale di 30"
Automobilisti che vivono l'auto come una seconda casa e che viaggiano con tutta la famiglia, composta da genitori, figlio e nonni. Una differenza sostanziale - almeno secondo gli uomini di Geely - rispetto a noi italiani che, secondo il marketing del Gruppo, preferiamo viaggi meno "affollati". Mi permetto di sollevare i miei dubbi. Ma tant'è.
Lo spazio non manca - mi fido, visto che l'auto esposta era chiusa a chiave - con 6 poltrone disposte su 3 file. Quella di mezzo rappresenta il cuore dell'abitacolo della M9: sedili massaggianti, riscaldati, ventilati, reclinabili e uno schermo incernierato nel cielo del tetto a uso e consumo degli occupanti. Anche qualità e tecnologia giocano un ruolo di primo piano, in primis con un maxi monitor centrale da 30". Il lusso in Cina passa soprattutto da qui. E non è che da noi si lesini sulle dimensioni dei vari schermi, sempre più padroni degli interni auto. Non manca naturalmente l'ormai immancabile dose di intelligenza artificiale, per animare l'infotelematica e gestire i sistemi di assistenza alla guida, che possono contare su numerose telecamere e un lidar appollaiato sul tetto.
Ci sono 6 posti sistemati su 3 file
Sul cielo del tetto della Geely Galaxy M9 è sistemato un monitor dedicato alle file posteriori
Il powertrain è plug-in. Non ne conosciamo le specifiche, sappiamo solo che combinando capacità del serbatoio e batterie si arriva a circa 1.500 km di autonomia. Un SUV per lunghi viaggi capace di passare da 0 a 100 km/h in 4,5" e poggiato su un assetto curato da tecnici Lotus. La forza del Gruppo.
Se e quando la Geely Galaxy M9 arriverà in Europa non è ancora chiaro.
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