Le auto non sono la cosa più bella della 1000 Miglia
Vivendola da dentro, ho scoperto che oltre un'Alfa Romeo 6C o una O.M, una Ferrari o la nostra Polestar2, è la gente che la rende magica
Ho corso la 1000 Miglia 2025. L’ho fatto a bordo di una Polestar 2, seguendo tutto il percorso di gara da martedi a sabato, dal 17 al 21 giugno, da Brescia a Roma e da Roma a Brescia. Eravamo nel mezzo: tra le Ferrari più belle d’oggi e le auto più belle di ieri. Eppure, questa 1000 Miglia, vissuta dall’interno mi ha insegnato che la cosa più bella di questa gara, non sono le auto. Ora vi spiego meglio.
Una festa tra passato e presente
Sono le 12:30 quando la 1000 Miglia parte da viale Venezia. E’ una grande parata, con gente ai lati, curiosi e appassionati. Certo, qualcuno non è proprio entusiasta delle elettriche in gara. Molto di più per le Ferrari davanti alla nostra Polestar 2 #701. Ancor di più per quelle meraviglie costruite tra il 1927 e il 1957. E’ festa grande, va detto, con l’inizio che prevede subito delle prove speciali. Si perché questa 1000 Miglia è una gara, ma di regolarità, non più di velocità.
Brescia: dove tutto inizia e tutto finisce
E farà ancora più effetto parlare con Franco Valobra a bordo della sua Ferrari 735 LM, sfortunata protagonista che nel 1955, guidata da Piero Taruffi, si battè con Stirling Moss correndo a velocità media di 189 km/h. La sua storia - tra l’altro - la potete trovare in un reel su Instagram o TikTok.
Una corsa estenuante e speciale
La corsa ti mette a durissima prova per tutti i giorni: sveglia alle 04:00 e si guida fino alle 21.00 di sera, bene o male. Sono lunghi i passaggi, e nel mezzo ci sono le prove speciali, che si dividono in due grandi filoni: quelle con i parziali di tempo con una velocità media, e dunque con un rilevamento cronometrico di riferimento da avvicinare quanto più possibile, e quelle in cui, per qualche chilometro, serve mantenere una velocità media prestabilita. Chi è più preciso vince, più il “delta” in anticipo o in ritardo sul tempo, è grande, più è basso il punteggio.
1000 Miglia 2025, il timbro orario a Forlì alle 07:00 del mattino
È una corsa non contro il tempo, ma facendolo amico. E dunque il pilota è importante certo, fondamentale per guidare, ma lo è ancor di più il navigatore che ogni sera, pazientemente, ti parla comunicandoti anticipi o ritardi costantemente, ma soprattutto, cercando di far partire con estrema precisione il crono parziale sull’app, in coincidenza con il passaggio della ruota sul sensore di pressione. Insomma, un lavoro chirurgico.
1000 Miglia 2025: l'attesa di una prova cronometrata sulle rive del Pò
1000 Miglia 2025, il racconto della gara
Ecco, anche l’adrenalina condensata in quei frangenti è un’esperienza da raccontare. Perché chi vive in maniera competitiva la corsa, cerca la perfezione, il che significa magari, alzare di una frazione impercettibile il pedale dall’acceleratore, o spingere quel mezzo grado in più per recuperare un ritardo. Si viaggia sui centesimi di secondo. E dunque, quando si scorre la classifica dal vivo sul sito, durante un trasferimento, la delusione di vedere un +0.83 o la gioia di vedere un percorso netto o un -0.02, possono cambiarti le ore a seguire.
Ci sono poi i trasferimenti, e dunque i percorsi da affrontare su strade che definire splendide è dir poco: memorabili i passaggi sulla Futa e sulla Cisa, luoghi che il mondo invidia, e che diventano strumenti a disposizione di chi ama le auto e le moto per guidare, nel vero senso della parola. Ecco, qui, con la Polestar 2, devo dire, ho assaporato il gusto di una guida dinamicamente piacevole. Scorrevole certo, ma con anche l'ESC Off, in grado di chiudere con l'acceleratore le curve, giocando con l'imbardata.
Una compagna di viaggio che, nel complesso, all'interno di quella che è la sfera delle auto elettriche, mi ha regalato soddisfazioni...anche in qualche rotonda di passaggio, con la polizia che scortava.
1000 Miglia 2025, la carovana
La carovana è lunga, infinita, eppure ci si ritrova spesso nel mucchio di piloti Ferrari che si rilassano al bar, prendono il caffè, oppure lavano la propria belva per poi recuperare il terreno e ritrovarsi quasi in “bagarre”. Una miriade di 12Cilindri, ma anche di splendide 812, 296, F12. E poi, concedetemelo, due splendide Ferrari Daytona SP3 che, a vederle in movimento, ti lasciano a bocca aperta.
La gente rende tutto speciale
Tutto bellissimo certo, ma come detto all’inizio del racconto, tutto questo non è la cosa più bella della 1000 Miglia. Sono le persone a rendere speciale e unica questa gara. E non parlo dei centri dove la carovana doveva passare per un controllo orario o per un timbro.
Non parlo delle bande musicali di Brescia, dei festoni giganti con il tricolore a Orzinuovi, dei fantastici sbandieratori di Città della Pieve, della gente sul molo di Cervia o della passerella di Via Veneto a Roma con tanto d’acqua. Si, la festa, il giubilo è unico.
1000 Miglia 2025, il passaggio tra la gente
Ma vedere il quantitativo di persone a bordo strada, sul ciglio della porta di casa, alle rotonde, sui marciapiedi fin dalle 5.30 del mattino, organizzati con delle sedie, dei tavolini - memorabile un signore con la tovaglia apparecchiata in uno sterratino vicino al Po - aspettare li, ore per veder passare questa carovana, fa capire quanto questa corsa sia magica.
E’ il simbolo di una cultura la 1000 Miglia. Di persone che amano le auto anche se non sono quegli appassionati di tecnica e meccanica, che urlano al vicino o alla moglie o fidanzata “corri, stanno passando”, ben percettibili da dentro la tua auto.
Più di ogni singola concezione, la visione dei bambini ti catapulta in una dimensione differenti: in braccio ai papà o alle mamme, oppure a scuola, nel giardino delle elementari - pardon, scuole primarie - con le bandierine della corsa, urlare e rimanere a bocca aperta. E si, ve lo assicuro, anche per la nostra Polestar 2 o per la Polestar 4, o ovviamente per le Ferrari con il loro suono che entrava nel cuore, o ancor di più per le Alfa Romeo 6C Zagato, o le Bugatti.
Fotogallery: La Polestar 2 della Mille Miglia 2025
Uno spaccato sociale e culturale
D’un tratto, tutto scompare: le diatribe di un mondo dell’automobile in affanno, le vicessitudini tra pro e contro l’elettrico, gli scambi accesi da social o da bar su quale tecnologia è migliore o peggiore.
Ecco, le persone sono la cosa migliore della 1000 Miglia. Perché ci hanno dimostrato che l’automobile ancora piace, tanto, tantissimo. Soprattutto quelle che regalano emozioni. A chi ama la tecnica e ne rimane rapito, ma anche e soprattutto da chi non le comprende del tutto tecnicamente. E sono la maggioranza. Perché sì, sarebbe curioso sapere quanti conoscono la 6C SS Zagato che ha vinto con Vesco e Salvinelli aprendo la tripletta del Biscione, o la Lancia Lambda Tipo 221, o la O.M 665 S MM Superba giunta quarta.
1000 Miglia 2025, il racconto della gara
1000 Miglia 2025, il racconto della gara
1000 Miglia 2025, il racconto della gara
E questo è valso da Brescia a Roma. Un’Italia che restituisce a chi è a bordo, anche un’anima “pura”. Che urla, strombazza, chiama amici parenti e vicini quando passano le Ferrari, le storiche, ma anche con curiosità, con un po’ di entusiasmo verso quel “è una Polestar” - soprattutto tra i 30enni - e anche con qualche “buuu” vivo che fa tranquillamente parte di questa cultura.
Cultura si, e non a caso, in questa edizione, era presente una delegazione che ha portato nelle scuole la storia di questa gara. Perché i futuristi furono tra i primi precorritori, così come la prima donna concorrente nel 1927, Maria Antonietta Avanzo.
Ecco, la cosa più bella della 1000 Miglia 2025 è la gente che racconta come il mondo dell’auto, se porta passione, è ancora amato. Tanto. Perché quei bambini contenuti a fatica da una maestra in un marciapiede che urlano e saltano, quei ragazzi che a bordo strada si trovano con il cartello “gas please!” o anche quelle persone che si sono ritrovate fuori casa e si sbracciavano, pur non conoscendo nello specifico le auto, sono una grande ricchezza sociale e umana per l’automobile. Che possano capirlo tutti.
Fotogallery: 1000 Miglia 2025
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