Meglio una Toyota ibrida o plug-in? Lo studio per dimostrare quale conviene
Oltre 30.000 km e milioni di dati analizzati per verificare vantaggi, limiti e convenienza delle due versioni ibride della Toyota C-HR
Auto Ibrida o plug-in hybrid? Questo è il problema. Per i tanti italiani che non intendono acquistare un’auto elettrica, questa scelta rischia di diventare un dilemma amletico.
Anche perché sull’elettrificazione c'è confusione, tra terminologie di marketing poco chiare (da qualche mese si parla persino di “super ibrido”), interesse commerciale delle Case automobilistiche a promuovere ciò che emette meno CO2 in ciclo di omologazione e sfumature tecnologiche che rendono i sistemi ibridi profondamente diversi tra loro in termini di efficienza e quindi costi di gestione.
Giocando in casa Toyota – specialista indiscusso in materia di auto ibride – arriva un aiuto per orientarsi: uno studio scientifico che mette a confronto il comportamento reale di un’auto full hybrid con quello di una plug-in hybrid, cioè un’ibrida dotata di batteria più capiente e quindi ricaricabile alla spina.
Lo studio, commissionato da Toyota al Centro CARe dell’Università Guglielmo Marconi, all’ENEA e all’Università di Firenze, e presentato dal Professor Fabio Orecchini ha coinvolto due versioni della stessa auto – la C-HR Full Hybrid e la nuova C-HR Plug-in Hybrid – con l’obiettivo di misurare su strada consumi, autonomia e costi reali. Ma, soprattutto, di capire quanto (e quando) una plug-in può far davvero risparmiare, in base allo stile di guida e alle opzioni di ricarica. E quando no.
100 milioni di dati raccolti
Otto Toyota C-HR (4 full hybrid e 4 plug-in hybrid), 111 guidatori coinvolti, quasi 30.000 km percorsi e oltre 500 test su strada: lo studio è stato progettato per restituire un’immagine quanto più reale possibile dell’utilizzo quotidiano. I dati raccolti – oltre 93 milioni di misurazioni – derivano da prove effettuate su due percorsi distinti: uno urbano/extraurbano da 37 km e uno autostradale da 67 km, entrambi con partenza e arrivo dalla sede di Toyota Motor Italia, a Roma.
La flotta di Toyota C-HR protagoniste dello studio
Il primo include tratti ad alta congestione e condizioni miste tipiche del commuting urbano, mentre il secondo si concentra esclusivamente sull’efficienza a velocità sostenute. Le velocità medie registrate sono state di circa 26 km/h in urbano, 50 km/h in extraurbano e 100 km/h in autostrada. I tratti di accesso e uscita dall’autostrada sono stati esclusi dalle analisi per garantire l’affidabilità dei dati. Ogni singola prova ha generato decine di migliaia di parametri, rilevati con frequenza fino a 50 volte al secondo, per un totale di oltre 650 ore di guida strumentata.
I riscontri sono interessanti, ma prima di vedere i risultati preliminari (quelli definitivi saranno ufficializzati dopo l'estate) e importante tenere a mente le specifiche tecniche dei due modelli di Toyota C-HR. Ve le riportiamo in questa tabella:
| C-HR Hybrid | C-HR Plug-in | |
| Cilindrata | 1.798 cc | 1.987 cc |
| Potenza motore termico | 98 CV | 152 CV |
| Coppia max | 142 Nm | 190 Nm |
| Potenza motore elettrico | 70 kW | 120 kW |
| Coppia motore elettrico | 185 Nm | 200 Nm |
| Tipo batteria | Ioni di Litio | Ioni di Litio |
| Capacità batteria | 0,85 kWh | 13,6 kWh |
| Massa | 1.430 kg | 1.645 kg |
| Prezzo | da 34.700 euro | da 36.900 euro |
Quale consuma meno? (e quanto)
Com’è noto le auto ibride full hybrid come la Toyota CH-R danno il meglio di loro nel traffico cittadino dove gli spegnimenti continui del motore termico (in rilascio o nelle fasi di trascinamento a passo d’uomo) consentono di viaggiare per molto tempo con il solo motore elettrico in funzione.
E infatti lo studio ha evidenziato che in città la CH-R viaggi con il motore termico spento per l'83,7% del tempo. La percentuale si riduce fuori città e soprattutto in autostrada, mentre il consumo aumenta.
| C-HR HYBRID | Urbano | Extraurbano | Autostrada |
| % tempo a motore termico "spento" | 83,7% | 73,2% | 24,0% |
| Consumo medio | 4,66 l/100 km | 4,11 l/100 km | 5,45 l/100 km |
La CH-R ibrida plug-in aggiunge una batteria molto più grande (13.6 kWh contro 0,85 kWh). L’auto pesa 200 kg in più, ma può muoversi in modalità elettrica se la si ricarica preventivamente. Il test ha dunque rilevato le seguenti autonomie medie:
| C-HR PLUG-IN | Urbano | Extra urbano | Autostrada |
| Autonomia media in elettrico | 64,5 km | 66,1 km | 63,0 km |
| Consumo | 18,2 kWh/100 km | 17,77 kWh/100 km | 18,6 kWh/100 km |
Quando la batteria è esaurita, o comunque quando si imposta manualmente la modalità ibrida, il sistema plug-in lavora come un full hybrid con consumi che secondo questo studio risultano sostanzialmente allineati rispetto alla versione ibrida tradizionale.
In media, la plug-in consuma poco di più in città e in ambito extraurbano mentre in autostrada è risultata più efficiente.
| C-HR PLUG-IN* | Urbano | Extra urbano | Autostrada |
| % tempo a motore termico "spento" | 83,6% | 67,3% | 33,7 |
| Consumo medio | 5,07 l/100 km | 5,00 l/100 km | 5,33 l/100 km |
[* in modalità full hybrid]
Auto plug-in, quando conviene e quando no
Consumi a parte, per valutare le convenienza della tecnologia plug-in rispetto all'ibrido classico (o viceversa), bisogna considerare come e dove si usa l’auto e soprattutto come si ricarica.
Quest'ultimo è un aspetto cruciale perché il costo dell'energia cambia sensibilmente a seconda che l'auto si ricarichi alla colonnina pubblica (da 0,6 euro/kWh in su) oppure a casa qualora si abbia a disposizione un posto auto o un garage dove installare una wallbox (con o senza pannelli solari, il costo medio è sempre inferiore a 0,30 euro/kWh).
I ricercatori hanno dunque incrociato i risultati tecnici con i dati ISTAT sui comportamenti di mobilità, la diffusione del fotovoltaico e la disponibilità di parcheggi privati. E' emerso che in Italia ci sono circa 10,5 milioni di famiglie che usano l’auto almeno quattro giorni a settimana: è il target naturale per valutare tecnologie efficienti nei costi di percorrenza.
La presentazione dei risultati dello studio del Professor Fabio Orecchini
Di queste famiglie, secondo lo studio, 4 milioni vivono in case con impianto fotovoltaico e parcheggio privato: possono ricaricare l’auto a costo quasi nullo e sono quindi nella condizione ottimale per massimizzare i vantaggi del plug-in. Altre 6,5 milioni di famiglie hanno comunque un posto auto privato dove potenzialmente si può installare un punto di ricarica domestico.
A tutti gli altri italiani privi di posto auto e quindi dipendenti dalla ricarica pubblica, la C-HR plug-in rispetto all'ibrida non converrebbe: anche percorrendo pochi chilometri (50 al giorno), lo studio stima un extra costo di gestione pari al +18%. Ecco i risultati in dettaglio:
| Plug-in vs Hybrid | Posto auto con fotovoltaico | Posto auto senza fotovoltaico | Solo ricarica pubblica |
| Delta costo percorrendo 50 km/giorno | -65% | -30% | +18% |
| Delta costo percorrendo 100 km/giorno | -43% | -23% | +7% |
| Delta costo percorrendo 200 km/giorno | -25% | -15% | +2% |
Questa ricerca ci conferma scientificamente che le auto ibride plug-in andrebbero prese in considerazione se si possono utilizzare correttamente e cioè se si ricaricano tutti i giorni a casa.
La convenienza economica si perde se si ricaricano presso una colonnina pubblica e si perde altresì se non si ricaricano per nulla, perchè i consumi e il prezzo di acquisto sono superiori.
Fotogallery: Toyota e l'elettrificazione: full hybrid e plug-in
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