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La storia del "crossover" di Lancia degli anni '70

Non una Gamma "qualsiasi", ma una Megagamma. E' questo il nome di un prototipo di monovolume presentato da Lancia nel '78

Lancia Megagamma Concept (1978)
Foto di: Lancia

Alla fine degli anni ’70 l’automobile cerca nuove forme per rispondere a esigenze sempre più concrete: spazio, comfort e praticità. In questo scenario, la Lancia Megagamma, presentata nel 1978 al Salone di Torino e firmata da Giorgetto Giugiaro per Italdesign, si mostra come un progetto interessante e destinato a cambiare la percezione di ciò che può essere un’auto familiare.

Una sorta di crossover della prima ora, capace di mischiare un'estetica da compatta con una carrozzeria spaziosa e rialzata.

La funzionalità prima di tutto

La Megagamma nasce sulla base meccanica della Lancia Gamma, con il motore anteriore boxer quattro cilindri 2.5 litri da 140 CV e trazione anteriore. Lunga 4,31 metri, larga 1,78 e alta 1,61, sfrutta un passo di 2,67 metri e un tetto rialzato di 25 centimetri rispetto alla berlina d’origine. Questa soluzione crea un abitacolo spazioso, modulare e accessibile, con pianale piatto e posizione di guida rialzata, pensata per massimizzare ergonomia e comfort.

Lancia Megagamma Concept (1978)

Lancia Megagamma Concept (1978)

Foto di: Lancia

Il design rompe con gli schemi tradizionali: carrozzeria compatta, cinque porte e proporzioni che privilegiano la funzionalità.

L’estetica della Lancia è semplice e pulita, con superfici lineari e un parabrezza molto inclinato che contribuisce a un coefficiente aerodinamico sorprendentemente buono. A bordo emergono dettagli pionieristici, come il quadro strumenti centrale ergonomico, un dispositivo elettronico di memorizzazione per gestire scadenze e tagliandi e un tetto trasparente apribile elettricamente.

La prima della sua specie

La Megagamma non nasce dal nulla. Due anni prima, Giugiaro sperimenta soluzioni analoghe con il progetto New York Taxi commissionato dal MoMA. Ma è con Lancia che queste idee assumono una veste compiuta, creando un concetto di monovolume compatto che anticipa modelli di successo come la Renault Espace (1984), la Nissan Prairie (1981) o, più avanti, Fiat Idea e Lancia Musa.

Lancia Megagamma Concept (1978)

Lancia Megagamma Concept, il quadro strumenti

Foto di: Lancia

Nonostante l’interesse del pubblico e della stampa, la Fiat – allora proprietaria di Lancia – giudica il progetto troppo rischioso e non autorizza la produzione. La Megagamma rimane quindi un esemplare unico, ma diventa un punto di riferimento storico, capace di ispirare non solo vetture di serie, ma anche altri concept firmati Italdesign, come la Capsula (1982), la Maserati Buran (2000) e la Proton EMAS (2010).

Fotogallery: Lancia Megagamma Concept (1978)