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La rivoluzione del doppio rene BMW, vi piace o no?

Con Neue Klasse e la iX3 il doppio rene non è più solo una griglia, ma il cuore visivo di ogni BMW

La rivoluzione del doppio rene BMW, vi piace?
Foto di: BMW

Non si può pensare ad una BMW senza immaginare una parte essenziale del suo caratteristico volto, il doppio rene: quel motivo a due lobature centrali che da decenni identifica ogni BMW. Forse lo è sempre stato, ma soprattutto oggi è molto più che un logo: è un elemento di design in sé.

Nel corso degli anni è stato ingrandito, enfatizzato, scolpito e talvolta esasperato, secondo il principio che la grandezza corrispondesse a maggiore presenza.

Ma con la nuova epoca BMW, che parte dalla Neue Klasse, quel rene torna ragionato: non una semplice griglia sovradimensionata, ma un segno visivo che cambia forma, posizione, illuminazione, funzione.

 

Guardando alle origini: Neue Klasse e l’inizio del carattere distintivo

La Neue Klasse degli anni ’60 è stata una pietra miliare per BMW: non solo tecnicamente, ma anche stilisticamente.

È in quegli anni che, grazie alle idee di Wilhelm Hofmeister e Giovanni Michelotti, il doppio rene assume un ruolo chiave nel frontale: i due elementi, posti al centro e integrati nella larghezza della calandra, diventano punto focale di riconoscibilità.

<p>L'originaria Neue Klasse: BMW 1500 (1962)</p>

L'originaria Neue Klasse: BMW 1500 (1962)

<p>BMW 2000 CS 1964</p>

BMW 2000 CS 1964

Foto Di: BMW

E diventa finalmente anche simbolo, più delle grandi aperture sottili e verticali delle spider BMW degli anni ’30. Poi è passato il tempo, e quella griglia centrale si è fatta più pronunciata, spesso con cornici cromate, e in molte versioni moderne è diventato uno spazio molto grande, anche per incorporare sensori, radar e tecnologia “dietro le quinte”.

La iX3: rene ridotto, funzione enfatizzata

Con la nuova iX3, BMW declina il rene in modo diverso: il motivo è più stretto, più verticale, più essenziale. Non si tratta solo di estetica. Il design del frontale è stato modellato per far “parlare” il rene: dentro la superficie possono essere integrati sensori, radar e telecamere, ma l’elemento visivo resta forte. 

<p>BMW 328 (1936) e 328 Hommage concept (2011)</p>

BMW 328 (1936) e 328 Hommage concept (2011)

<p>BMW M3: il doppio rene si espande</p>

BMW M3: il doppio rene si espande

<p>BMW i7, il doppio rene assume grandi proporzioni</p>

BMW i7, il doppio rene assume grandi proporzioni

È un segnale chiaro: il rene non è più solo una griglia da riempire di cromature, ma un elemento modulare che può assumere significato e funzione in ogni modello. Ed è anche luminoso, perché ormai i frontali si identificano anche la notte.

Quando il segno diventa ancora più segno

La nuova era BMW sembra voler superare la tentazione del “grande rene per forza”. Con la Neue Klasse, il responsabile del design Adrian van Hooydonk riprende l’idea – già sperimentata da Chris Bangle – di differenziare i caratteri dei diversi modelli. 

Quello che cambia è il tono: non è espressionismo esasperato, ma un linguaggio coerente dove il rene può essere profilo, geometria, luce. In futuro potremmo vedere versioni “rinforzate” per berline -la Neue Klasse concept ha il rene esteso in senso orizzontale- e modelli sportivi, oppure versioni più sobrie per le elettriche, che non hanno bisogno di griglie di raffreddamento. È una nuova fase: il rene non è solo un marchio sul muso, è parte dell’identità visiva di ogni BMW.

Fotogallery: BMW iX3 (2026)