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Il Governo rilancia l’allarme: a rischio 70.000 posti di lavoro

All’Assemblea generale Alis, i vicepremier Tajani e Salvini insistono affinché l’Europa riveda il passaggio all’auto elettrica nel 2035

Salvini da Alis
Foto di: Alis

Ancora otto giorni. Poi l’Europa delle quattro ruote conoscerà la nuova strada da imboccare. Il 10 dicembre, la Commissione Ue presenterà un pacchetto di riforme che – stando a indiscrezioni e anticipazioni – rivedrà lo stop alla vendita di auto benzina e diesel dal 2035.

In attesa della presentazione, il Governo torna in pressing contro il “tutto elettrico”. Sono i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini – ministri rispettivamente degli Esteri e dei Trasporti – a lanciare la frecciata a Bruxelles.

Serve più tempo

Teatro delle dichiarazioni è l’Assemblea generale di Alis (Associazione logistica dell’intermodalità sostenibile), dove Tajani ribadisce: “Il Green Deal rischia di penalizzare il mondo produttivo. Giusto combattere il cambiamento climatico, ma alle imprese bisogna dare il tempo di trasformarsi, perché se fissiamo obiettivi irraggiungibili, non teniamo conto del problema sociale. Decine di migliaia di persone perderanno il posto di lavoro se le aziende non saranno in grado di fare ciò che vogliono”.

“Il blocco alla produzione di auto non elettriche dal 2035 – continua – porterà in Italia alla perdita di 70.000 posti di lavoro. Quando si fa politica ambientale, si deve tener conto della questione sociale. Se non teniamo conto facciamo un danno all’ambiente stesso. Fortunatamente, con la nuova Commissione, qualcosa sta cambiando”.

Sullo stesso palco interviene Matteo Salvini, che ricorda: “Sono usciti i dati sulle immatricolazioni delle auto nei primi 11 mesi del 2025 e dicono -2,43%”.

“Obiettivi irrealistici”

Le parole dei due vicepremier arrivano all’indomani della lettera aperta pubblicata da Acea, l’associazione che riunisce i costruttori europei, dove si legge: “Gli obiettivi di CO2 per auto e furgoni per il 2030 e il 2035 non sono più realistici”.

“È urgentemente necessaria una correzione di rotta nel quadro politico. Il prossimo pacchetto della Commissione rappresenta un importante momento di verità.

Sosteniamo pienamente l’iniziativa, annunciata dalla presidente Von der Leyen, volta a rilanciare la produzione di veicoli di piccole dimensioni e accessibili in Europa, dove l’impatto della semplificazione normativa potrebbe essere maggiore”.