Il prototipo della Citroen 2CV sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale
Abbiamo visto dal vivo questo esemplare unico del 1939, completamente restaurato, al Retromobile 2026 a Parigi
Questa nelle foto non è una "semplice" Citroen 2CV: è l’esemplare originale del 1939, il primo prototipo costruito e completamente restaurato, sopravvissuto miracolosamente alla distruzione e che abbiamo visto dal vivo al Retromobile 2026 a Parigi. Quasi tutti i prototipi, infatti, furono distrutti, ma quattro riuscirono a salvarsi.
Il primo fu riscoperto nel 1968 e restaurato completamente, catturando subito l’attenzione di appassionati e curiosi. Gli altri tre furono ritrovati nel 1997 in una soffitta di una fattoria sull’area storica del centro prove Citroen di La Ferté Vidame.
Perché questo esemplare è unico
Questo primo prototipo non è solo un’auto: è l’antenata di tutte le Citroen 2CV, l’inizio di un mito lungo più di cinquant’anni. La sua storia, infatti, risale agli Anni '30, quando in Europa nascono macchine popolari come pure la Fiat 500 “Topolino”. In quegli anni Citroen sviluppa il TPV (Toute Petite Voiture), la futura 2CV: economica, capace di trasportare quattro persone e 50 kg di bagaglio a 50 km/h, facile da guidare e da mantenere, con un minimo di comfort.
Nel 1939 sono pronti 250 prototipi per il Salone di Parigi, ma la Seconda Guerra Mondiale blocca tutto e la maggior parte viene distrutta. Quello che vediamo oggi al Retromobile 2026 è dunque un vero pezzo di storia, simbolo dell’ingegno e della creatività francese.
Citroen 2CV A al Retromobile 2026
La sua genialità sta, infatti, nella capacità di combinare leggerezza, semplicità e funzionalità, senza un grammo di superfluo. I sedili anteriori sono sospesi come amache, per rendere più confortevoli i viaggi sulle strade dissestate; le portiere si aprono a conchiglia, un dettaglio pratico e curioso allo stesso tempo.
Le sospensioni sono leggerissime ma efficaci, capaci di affrontare campi e strade sterrate, mentre i vetri in mica riducono il peso senza compromettere la visibilità. Il prototipo pesa appena 380 kg, non ha motorino d’avviamento e si accende con la manovella: tutto è pensato per essere semplice, economico e funzionale.
Dietro questa invenzione c’è un team di ingegneri e designer di grande talento: André Lefèbvre guida lo sviluppo, affiancato da Pierre Meyer, Alphonse Forceau, Jean Muratet e dal celebre designer Flaminio Bertoni.
La Citroen 2CV A vista dal vivo al Retromobile 2026, posteriore
Ogni prototipo viene testato nel massimo segreto al centro La Ferté-Vidame, lontano da occhi indiscreti, sotto la supervisione di Pierre-Jules Boulanger, che controlla personalmente ogni fase. Qui si mettono alla prova soluzioni innovative, alcune così radicali da cambiare per sempre il concetto di “auto popolare”.
Dal dopoguerra al mito
Dopo la guerra, il progetto prende forma definitiva: il motore diventa raffreddato ad aria, la carrozzeria si arrotonda e le sospensioni sofisticate garantiscono una stabilità sorprendente. La Citroen 2CV arriva così sulle strade francesi e italiane, pronta a conquistare tutti con consumi ridotti, affidabilità e una semplicità che la rende immediatamente accessibile.
Il 7 ottobre 1948, Citroen presenta la Tipo A al Salone di Parigi. Il soprannome “la papera” nasce dai commenti ironici sul design insolito, mentre in Francia il nome “Deux Chevaux” deriva dai cavalli fiscali. La produzione di serie parte nel 1949, con un solo modello e una sola colorazione, e continua fino al 1990, superando i cinque milioni di esemplari venduti.
Citroen 2CV A a Retromobile 2026, gli interni
Vederla oggi dal vivo sotto forma di prototipo significa capire perché questa macchina è diventata un mito: leggerezza, semplicità e geniale praticità, qualità che hanno conquistato intere generazioni di automobilisti, anche in Italia.
Fotogallery: Citroen 2CV A a Retromobile 2026
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