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Cos'è questa storia che l'autoradio sta scomparendo?

Agcom e Confindustria lanciano l'allarme: le auto non hanno più le radio. Facciamo chiarezza

Dacia Sandero 2026 interni
Foto di: Dacia

A giugno era stata l'Agcom, oggi (in occasione della Giornata mondiale della radio) è Confindustria Radio TV a lanciare l'allarme: la sempre più diffusa scomparsa dell'autoradio nelle auto più recenti. Un trend che, secondo il Garante e Confindustria, mina la sicurezza degli automobilisti.

Per questo motivo l'associazione di categoria ha lanciato la campagna #radioinauto, per sensibilizzare le istituzioni sul tema. Davvero l'autoradio rischia l'estinzione?

A chi manca?

"L’autoradio è un dispositivo idoneo ad assicurare la continuità nell’erogazione dei servizi di informazione, anche sotto il profilo della sicurezza stradale e della gestione delle emergenze, garantendo accesso alle frequenze a cui gli utenti sono abituati, con riflessi rilevanti sul buon funzionamento del mercato interno"

si legge nella nota diramata dall'Agcom a giugno 2025, alla quale fa eco quella che accompagna l'iniziativa di Confindustria presentata oggi

#RadioInAuto vuole richiamare l’attenzione di pubblico, istituzioni e politica sulla necessità che la voce della radio sia sempre accessibile a tutti, direttamente e gratuitamente, su FM e DAB. L’evoluzione dei sistemi di infotainment sui cruscotti dei nuovi modelli di automobili verso ecosistemi chiusi e basati esclusivamente sull’IP rischia infatti di compromettere l’accessibilità della radio, la sua sostenibilità e il contatto con il pubblico in mobilità.

Di fatto si vuole porre l'attenzione su come attualmente sempre più modelli non includono di serie l'autoradio, limitandosi a connessioni bluetooth tra smartphone e impianto audio dell'auto. Un pericolo per la libertà di informazione e per eventuali avvisi di emergenza.

Autoradio, è davvero la grande assente?

Ora, cerchiamo di fare chiarezza. Perché se è vero che gli allestimenti base di alcuni modelli più recenti non presentano monitor centrale né alcun dispositivo per la ricezione dei segnali radio AM/FM e DAB+, è anche vero che che si tratta di una minuscola parte dei listini dei costruttori presenti in Italia.

<p>La plancia della Fiat Grande Panda in allestimento Pop</p>

La plancia della Fiat Grande Panda in allestimento Pop

Foto di: Fiat

Giusto per fare un esempio: la Fiat Grande Panda in allestimento Pop ha un porta smartphone ancorato alla parte centrale della plancia. Nessun monitor o schermo, né tantomeno una seppur piccola autoradio. Altri modelli completamente privi sono (quasi) tutte le Dacia, Citroen C3 e Fiat Panda. 

Un totale di 9 allestimenti su più di 500 differenti modelli in vendita in Italia. Forse un po' pochi per lanciare un allarme. Bisogna poi sottolineare un altro dato: gli allestimenti senza monitor centrali sono quelli meno costosi, dedicati a chi ha bisogno di mobilità senza una sovra abbondanza di tecnologia. Anche perché, di normativa in normativa, negli anni le dotazioni tecnologiche delle auto sono cresciute - tra obbligo di vari sistemi di assistenza alla guida, sensori interni e via dicendo - con conseguente aumento dei prezzi.

<p>Gli interni della Dacia Duster</p>

Gli interni della Dacia Duster

Foto di: Dacia

Guardando per esempio alla nuova Dacia Sandero Stepway l'allestimento base senza autoradio (chiamato Essential) costa 16.500 euro, mentre quello superiore (Icon) con monitor centrale, oltre ad altre dotazioni di serie, parte da 17.500 euro. Se 1.000 euro possono sembrare pochi, in un'epoca di inflazione per alcune famiglie risparmiarli può fare tanta differenza. Ben vengano quindi versioni meno ricche ma più economiche.

Sembra poi surreale in un'epoca in cui lo smartphone rappresenta un'appendice irrinunciabile per tutti, criticarne l'uso - rispettando il codice della strada - in auto, sfruttandone le potenzialità per trasformarlo in un centro multimediale per l'auto. Tenendo conto che in caso di emergenze è attivo da anni il sistema IT Alert, che invia avvisi sugli smartphone anche con scarsa ricezione i celle sature di traffico dati. 

Autoradio, cosa dice la legge 

Poter ricevere i segnali radio, DAB+ in auto non è obbligatorio. Lo diventa solo se sull'auto è installata un'autoradio. A quel punto, secondo una legge europea in vigore dal 2020, automobilista e passeggeri devono potersi sintonizzare sulle frequenze del Digital Audio Broadcasting plus, la radio trasmessa su segnale digitale.

<p>La Fiat Panda senza autoradio</p>

La Fiat Panda senza autoradio

<p>La Citroen C3 in allestimento base ha una staffa per lo smartphone al posto del monitor centrale</p>

La Citroen C3 in allestimento base ha una staffa per lo smartphone al posto del monitor centrale

I modelli citati in precedenza quindi non violano alcuna legge. Ed è qui che l'Agcom chiede una modifica, obbligando i costruttori a installare un'autoradio su ogni modello in vendita. Confindustria segue sperando che si possa "Preservare la presenza della radio analogica e digitale nei nuovi modelli di autoveicoli". Con buona pace degli automobilisti che vogliono risparmiare anche solo qualche centinaia di euro rinunciando ai monitor centrali. Potendo comunque ascoltare la radio grazie alle app (spesso gratuite) presenti sui vari store online. Certo, in quel caso tutto dipende dalla qualità della connessione. E non valgono i richiami ai bei vecchi tempi, quando la tecnologia non ci imponeva a rinunciare alla radio in auto. Se come il sottoscritto siete figli degli anni '80 o prima ricorderete le autoradio portatili (per modo di dire, erano parallelepipedi decisamente pesanti), da acquistare in un secondo momento se si volevano ascoltare musica e notizie.

Voi cosa ne pensate?