Quando la Golf rese popolare il diesel
Negli anni ’70 il diesel era per taxi e furgoni. Con la Golf Diesel del 1976 Volkswagen cambiò tutto, fino alla svolta TDI
Negli ultimi giorni si è tornati a parlare molto di motori diesel, complice anche la notizia che Stellantis continuerà a proporre alcune auto a gasolio. In un momento in cui l’elettrificazione domina il dibattito e i prezzi dell’energia tornano a essere instabili, guardare alla storia del diesel nelle auto aiuta a capire perché questo tipo di motore sia stato così importante per l’industria europea.
Cinquant’anni fa, però, il diesel nelle auto aveva tutt’altro ruolo. Negli anni Settanta era ancora una scelta di nicchia. A preferirlo erano soprattutto i tassisti e alcuni agricoltori, che apprezzavano la robustezza e i consumi contenuti. Non era raro che il loro Mercedes 200 D facesse il pieno persino con gasolio agricolo. Per la maggior parte degli automobilisti, però, il diesel restava legato all’immagine dei veicoli commerciali: rumoroso, lento e poco raffinato per un’auto privata.
Le cose cambiarono rapidamente dopo la crisi petrolifera del 1973. Con il carburante più caro, l’efficienza diventò una priorità per molti costruttori. E proprio in quel contesto arrivò una delle auto che avrebbe cambiato la percezione del diesel.
Nel 1976 Volkswagen ampliò la gamma della prima Volkswagen Golf Mk1 con due versioni destinate a segnare la storia del modello: la sportiva Volkswagen Golf GTI e la nuova Golf Diesel. Quest’ultima montava un quattro cilindri da 1,5 litri capace di sviluppare 50 CV (37 kW) e 80 Nm di coppia. Il motore derivava dal benzina di pari cilindrata ma era stato adattato per funzionare a gasolio.
La Golf Diesel
Secondo i dati dichiarati all’epoca, la Golf Diesel consumava circa 6,5 litri ogni 100 km, cioè poco più di 15 km con un litro. Era un risultato notevole, soprattutto considerando che la compatta tedesca pesava appena 800 kg e che la versione a benzina con la stessa potenza richiedeva oltre due litri in più per percorrere la stessa distanza.
50 anni di Volkswagen Golf (diesel)
Dal punto di vista tecnico Volkswagen scelse il sistema a camera di turbolenza, una soluzione che per gli standard dell’epoca garantiva una certa regolarità di funzionamento. Il blocco motore era in ghisa, ma molte componenti erano condivise con il motore a benzina. Grazie a questa scelta il propulsore pesava solo una ventina di chilogrammi in più rispetto all’unità a benzina, un dettaglio importante per mantenere una buona guidabilità.
Come tutti i diesel di quegli anni, anche la Golf richiedeva comunque un po’ di pazienza prima di partire. Il preriscaldamento delle candelette era necessario, ma con il comando manuale di avviamento a freddo il tempo di attesa poteva ridursi a circa trenta secondi.
Con il passare del tempo la domanda crebbe costantemente. Sempre più aziende e flotte iniziarono a scegliere la Golf Diesel, attratte soprattutto dai consumi più bassi. In Germania divennero celebri le Golf gialle della Bundespost, il servizio postale nazionale.
Nel 1977 il prezzo di partenza della Golf Diesel era di 10.950 marchi tedeschi, equivalenti a circa 5.600 euro dell’epoca, cioè circa 24.000 euro nel 2026. Era circa 1.500 marchi in più rispetto alla versione a benzina, una differenza che oggi corrisponderebbe a circa 3.300 euro.
50 anni di Volkswagen Golf (diesel)
Parola d'ordine: semplicità
Nel corso della sua carriera la prima Golf rimase fedele a una ricetta tecnica molto semplice: motore anteriore montato trasversalmente, trazione anteriore e un passo di 2.400 mm. La carrozzeria, inizialmente lunga 3.705 mm, crebbe leggermente dal 1978 arrivando a 3.815 mm.
Nel 1980 arrivò un restyling che rese la Golf più moderna. Le luci posteriori diventarono più grandi e la plancia venne completamente ridisegnata. Nello stesso periodo debuttò anche la versione speciale Golf SC, caratterizzata da una dotazione più ricca, dal logo Volkswagen arancione sul frontale e da una scritta dedicata sul portellone. All’interno spiccavano sedili con tessuto a quadri che ricordavano quelli della GTI.
Nel frattempo anche il diesel continuava a evolversi. La cilindrata salì a 1,6 litri e la potenza raggiunse i 54 CV, mentre la coppia aumentò fino a 98 Nm. Questo nuovo motore sostituì progressivamente il precedente 1.5 e migliorò soprattutto l’elasticità nella guida quotidiana.
All’inizio degli anni Ottanta l’attenzione ai consumi diventò ancora più forte. Nel 1981 Volkswagen introdusse la Golf Formula E, una versione pensata proprio per ridurre il consumo di carburante. La vettura abbinava un cambio con quarta marcia molto lunga, uno spoiler anteriore derivato dalla GTI per migliorare l’aerodinamica e strumenti che aiutavano il guidatore a ottimizzare la guida. Era uno dei primi tentativi sistematici di ridurre i consumi nelle auto di grande serie.
Il passo successivo arrivò nel 1982 con la presentazione di un nuovo motore turbodiesel da 1,6 litri sviluppato nello stabilimento motori di Salzgitter. Con 70 CV e 130 Nm di coppia, questo propulsore portò la Volkswagen Golf GTD fino a una velocità massima di circa 160 km/h. Per la prima volta un diesel compatto riusciva a combinare buone prestazioni con consumi relativamente contenuti.
La GTD riprendeva anche l’aspetto sportivo della GTI, con passaruota allargati, pneumatici più larghi e interni più grintosi, ma si distingueva per la griglia del radiatore con profilo cromato. Con lei Volkswagen dimostrò che il diesel poteva essere non solo economico, ma anche piacevole da guidare.
La rivoluzione del '93
La vera rivoluzione arrivò però nel 1993, con la terza generazione della compatta tedesca. Sulla Volkswagen Golf Mk3 debuttò infatti il motore 1.9 TDI, dove la sigla indicava la tecnologia di iniezione diretta del gasolio. Grazie a una pompa controllata elettronicamente, il sistema riusciva a dosare il carburante con molta più precisione.
50 anni di Volkswagen Golf (diesel)
Il risultato fu una combinazione fino ad allora inedita di potenza, coppia e consumi ridotti, con tempi di preriscaldamento molto più brevi rispetto ai diesel precedenti.
Con il TDI la Golf contribuì ancora una volta a cambiare la percezione del diesel, fissando standard di efficienza che avrebbero influenzato il mercato europeo per molti anni.
Fotogallery: 50 anni di Volkswagen Golf (diesel)
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