Le auto si vendono ancora, il problema vero sono i guadagni
I grandi costruttori consegnano quasi gli stessi volumi del 2024, ma l’aumento dei costi e i prezzi in calo erodono i margini
Nel 2025 l’industria automobilistica mondiale è entrata in una fase critica: le vendite hanno retto, ma i profitti sono crollati. Dietro numeri apparentemente stabili si nasconde infatti una realtà molto più dura per la maggior parte dei costruttori.
Ho appena concluso l’analisi dei dati finanziari delle case automobilistiche relativi al 2025, dopo la pubblicazione dei bilanci della maggior parte dei produttori. La ricerca ha preso in esame 23 costruttori tradizionali (OEM) provenienti da:
- Stati Uniti (GM, Tesla e Ford)
- Europa (Stellantis, Volkswagen, BMW, Mercedes, Renault, Aston Martin, Ferrari, JLR, Volvo, Porsche)
- Giappone (Toyota, Mazda, Honda, Nissan, Subaru, Suzuki, Mitsubishi, Isuzu)
- Corea (Hyundai, Kia)
A questi si aggiungono quattro startup quotate in borsa che hanno pubblicato i loro risultati entro metà marzo 2025: Nio e Li Auto dalla Cina, e Rivian e Lucid dagli Stati Uniti.
Poiché l’analisi esclude la maggior parte dei produttori cinesi e tutti quelli indiani, non può essere definita pienamente "globale". Tuttavia, offre comunque un quadro molto chiaro delle difficoltà che stanno affrontando quasi tutti i costruttori, con la "solita" eccezione: Ferrari.
Profitti in forte calo
La prima notizia sorprendente è che l’utile netto complessivo di queste aziende è crollato dell’84% rispetto al 2024. Secondo i dati raccolti:
- Utile netto totale nel 2025: 18,68 miliardi di euro
- Utile netto totale nel 2024: 119,47 miliardi di euro
L’aspetto più preoccupante è che questa caduta non è stata causata da un crollo delle vendite, ma dall’aumento dei costi operativi (necessari per affrontare la crescente concorrenza dei produttori cinesi) e dagli investimenti legati all’elettrificazione.
Vendite quasi stabili
Le 27 aziende analizzate hanno venduto complessivamente 66,45 milioni di veicoli nel 2025, con una diminuzione molto contenuta: -1,1% rispetto al 2024.
Il fatturato complessivo (cioè i ricavi derivanti dalla vendita di auto e da altre attività) è però diminuito del 7%, scendendo a 2,08 trilioni di euro rispetto ai 2,24 trilioni del 2024.
Nonostante l’arrivo delle auto cinesi in Europa e nei mercati emergenti, molti costruttori tradizionali sono riusciti a compensare parte della perdita di quota di mercato aumentando i prezzi. Tuttavia, il prezzo medio per veicolo venduto è comunque sceso del 6,1% nel 2025, fermandosi a 31.359 euro.
In sostanza, le case automobilistiche stanno vendendo più o meno lo stesso numero di auto, ma a prezzi più bassi, mentre i costi rimangono elevati e alcune spese continuano ad aumentare.
Vedi tutte le notizie su Motor1 Numbers Ferrari ancora un’eccezione
Come già accaduto negli ultimi anni, Ferrari continua a distinguersi dal resto del settore. È stata l’unica casa automobilistica ad aumentare il proprio utile netto rispetto al 2024.
L’effetto Purosangue ha sostenuto i risultati per tutto l’anno, mentre l’azienda non ha subito impatti significativi né dalla crisi del mercato cinese né dalle tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
Altri produttori, come il Gruppo BMW e Suzuki, hanno invece registrato un calo dei profitti, ma solo in misura limitata.
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