Jaguar: "Lavoriamo al secondo modello. E il rosa sulla Type 00..."
Parla Rawdon Glover, managing director del brand britannico. Tra sfide, errori e piani strategici, ecco cosa succede a Gaydon
A Gaydon c'è aria di grande fermento. L'ho percepito appena varcato la soglia della sede di Jaguar Land Rover. Lo leggi negli occhi di tutte le persone che incroci mentre attraversi i grandi corridoi luminosi e minimali.
Ma, soprattutto, questa scintilla di fervore, mista a una dose di agitazione ma anche si sicurezza, l'ho letta negli occhi di Rawdon Glover, il managing director di Jaguar, colui che sta guidando una delle più grandi rivoluzioni nella storia dell'iconico marchio inglese. E, in occasione di un primissimo test drive con il prototipo della Type 00, ho anche avuto modo di fargli qualche domanda, per cercare di capire cosa sta succedendo davvero.
Chi è
Rawdon Glover
Inglese, classe 1968, inizia la sua carriera in Disney per poi passare al mondo dell'auto con l'ingresso in Audi Uk come head of marketing. Dopo esperienze in Seat e Volkswagen nel 2013 arriva in Jaguar, prima come direttore Global Customer Service per arrivare a ricoprire nel 2023 il ruolo di Managing Director di Jaguar
D: Siamo all’inizio di una nuova era per Jaguar. Cosa dobbiamo aspettarci?
R: Innanzitutto, nella migliore tradizione del marchio, aspettatevi una rottura con le convenzioni. Non seguiremo le regole che tutti gli altri seguono, soprattutto nel mondo delle auto elettriche. Aspettatevi un cambiamento deciso rispetto ai nostri linguaggi stilistici precedenti. È qualcosa che Jaguar ha già fatto più volte nei suoi 90 anni di storia. Ma aspettatevi anche che si guidi sempre come una Jaguar.
Jaguar Tipo 00 Concept
D: La Type 00 è un modello ambizioso, per tecnica e posizionamento: come avete deciso le sue caratteristiche? Quali sono gli elementi che, secondo voi, la rendono diversa dalle altre?
R: Sono aspetti in parte soggettivi, quindi vi darò la mia interpretazione. Quello che la rende speciale è la capacità di tenere insieme elementi spesso in contrasto tra loro. Da un lato siamo un marchio elettrico, quindi l’autonomia è fondamentale. Dall’altro, per noi contano molto anche le proporzioni e l’altezza.
Questa GT a quattro porte è alta appena 1,4 metri. Tradizionalmente, questo tipo di progetto obbliga a scegliere: o aumenti lo spessore del pacco batterie per avere più autonomia, alzando però anche l’auto, oppure accetti un compromesso sulla percorrenza.
Jaguar Tipo 00 Concept
Noi abbiamo cercato soluzioni diverse. In questo caso, a differenza di quasi tutti, posizioniamo parte del pacco batterie davanti alle strutture inferiori. Per farlo abbiamo dovuto ripensare completamente la gestione dell’energia e il comportamento in caso di impatto. Questo ci consente di mantenere un’altezza contenuta, preservare le proporzioni e allo stesso tempo non sacrificare né autonomia né prestazioni. È un esempio del tipo di approccio che abbiamo adottato.
Ricordo quando ho visto il modello per la prima volta: mi chiedevo come avrebbe resistito alle esigenze di aerodinamica, sicurezza attiva e passiva. E invece siamo riusciti a mantenere la purezza del design, ottenendo al tempo stesso la Jaguar più aerodinamica di sempre, con un coefficiente di 0,23. È un risultato notevole per un’auto con queste proporzioni, soprattutto perché non abbiamo seguito la strada delle elettriche tutte uguali, tondeggianti e con ruote piccole.
D: Cosa avete imparato nello sviluppo dell’auto?
R: Che non è semplice. Creare una nuova vettura e allo stesso tempo rifondare un marchio è complesso. La lezione principale è che senza lavoro di squadra non si ottiene nulla.
Per esempio, sull’aerodinamica siamo partiti da un coefficiente di circa 0,3 e lo abbiamo portato a 0,23, con benefici evidenti sull’autonomia. È stato possibile solo grazie a un lavoro continuo tra designer, modellatori e ingegneri, con circa 15.000 test e modifiche.
Jaguar Tipo 00 Concept
D: Secondo le vostre analisi di mercato, chi sono i clienti di questa auto così particolare?
R: Beh, non è certo un’auto economica: il prezzo medio in Europa sarà superiore ai 130.000 euro, quindi la capacità di spesa è un primo fattore. Probabilmente parliamo di clienti più urbani che rurali e che devono essere aperti all’elettrico, anche se non necessariamente già utilizzatori.
Ma ciò che li accomuna davvero è un certo modo di pensare: apprezzano il design e la qualità, sono interessati alla tecnologia e soprattutto sono indipendenti e sicuri di sé. Scelgono marchi che li rappresentano. È un’auto dal design forte, che parla a chi vuole distinguersi. Ogni utilizzo deve essere un momento significativo, che si tratti di un viaggio in autostrada o di arrivare in un luogo.
D: E poi come evolverà la gamma Jaguar?
R: Le future Jaguar condivideranno alcuni elementi chiave già visti sulla GT a quattro porte. Avranno proporzioni molto marcate e un’identità forte. Saranno tutte piuttosto basse. Non entreremo nel territorio dei SUV alti, perché quello è già presidiato molto bene da Range Rover. Ci sarà una forte coerenza stilistica tra i modelli, ma ogni vettura avrà una personalità distinta.
D: Facciamo un passo indietro: avete interrotto la produzione dei modelli precedenti e cancellato i progetti futuri. Come siete arrivati a una scelta così drastica?
R: Guardando indietro di cinque o sei anni, il modello di business Jaguar non funzionava: non era redditizio, non cresceva e la clientela stava invecchiando. Anche dal punto di vista culturale il marchio stava perdendo rilevanza. Inoltre, competere nel segmento premium di volume dominato dai costruttori tedeschi era estremamente difficile, soprattutto per ragioni di scala industriale.
Il nostro modello funziona meglio nella fascia alta, dove è possibile sostenere prezzi più elevati con prodotti più distintivi. Per questo non bastava un aggiornamento: serviva una discontinuità netta. Da qui la decisione di fermare i programmi esistenti e ripartire.
Jaguar Tipo 00 Concept
D: La comunicazione della presentazione del primo prototipo è stata molto criticata. In molti vi hanno accusati di voler rinnegare il passato, con la cancellazione dei post su Instagram, e molti altri, invece, di essere "woke", tra spot colorati e personaggi androgini.
La reazione ottenuta era voluta oppure avete sbagliato qualcosa?
R: Penso che dipenda molto da come si guarda all’esperienza del lancio del marchio e a quello che abbiamo fatto a Miami. Jaguar stava diventando sempre più un marchio dimenticato. Sì, le persone avevano ancora un forte legame emotivo con il brand, ma in realtà ciò che amavano non era quello che stavamo facendo negli ultimi anni. Era piuttosto ciò che avevamo fatto 30, 40, 50 anni fa.
Per noi era una vera sfida. Lo scopo della campagna iniziale era semplicemente quello di dare un segnale. Quello che volevamo dire era: "Guardate, Jaguar sta facendo qualcosa di davvero radicale. Non è quello che vi aspettate da Jaguar. È qualcosa che parla di originalità, di differenza, di distinguersi". Ora, se mi chiedi: ti aspettavi che Jaguar diventasse il marchio più discusso sui social a livello globale per tre giorni consecutivi? Avrei pensato che tu fossi pazzo, ovviamente no.
Quindi, da un certo punto di vista, abbiamo ottenuto molto più di quanto ci aspettassimo: molta più attenzione, molte più persone che guardavano quello che stavamo facendo. Da una prospettiva generale, questo è positivo. Le persone erano interessate e hanno ricominciato a parlare di Jaguar.
Quello che abbiamo perso in quel momento, però, è il controllo della narrazione. È che i social sono una piattaforma molto binaria, divisiva. È tutto così: mi piace, non mi piace. È questo, è quello. È bianco, è nero, su qualunque cosa. Noi invece avevamo una storia molto più sfumata, di rinnovamento, di collegamento al passato. Tutti questi dettagli sono molto difficili da comunicare sui social.
Jaguar Tipo 00 Concept
Per questo, ora abbiamo “spacchettato” il messaggio, per a spiegarlo alle persone. Ai giornalisti, ai nostri clienti, a quelli potenziali. E quando lo spieghi bene, le persone capiscono.
Ma credo sia giusto dire che per un periodo abbiamo perso il controllo della narrativa. Ora che iniziamo a parlare della dinamica del veicolo, non parliamo più solo di design, ma anche di ingegneria. Questo ci permette molto di più di entrare nel dettaglio: come si guida? Quali sono i riferimenti? Ed è per questo che stiamo tornando a citare alcune delle Jaguar iconiche del passato.
Perché, se ci pensi, fino a poco tempo fa, fino a dicembre, parlavamo solo di design. Adesso abbiamo la possibilità, con coerenza, di parlare delle capacità dinamiche. E questo è esattamente quello che le persone appassionate di auto e di Jaguar volevano sentire.
Io cerco sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno: abbiamo creato interesse, abbiamo creato aspettativa. Le persone ora vogliono sapere: cosa farete dopo? Com’è l’auto di produzione? Come si guida? Com’è dentro? E questa è una cosa molto positiva, perché abbiamo creato una base di interesse che 14 o 15 mesi fa non esisteva. Adesso c’è e dobbiamo gestirla con attenzione.
D: Tornando indietro, la presentereste ancora in rosa?
R: Sai, eravamo a Miami. Sai qual è il colore del team di football, lì? Il rosa. È il colore tipico della città, dei suoi tramonti. La domanda, piuttosto, che farei è: l'auto era bella? Vi è piaciuta?
Sai, non ho la possibilità di tornare indietro e ripartire, quindi io guardo in avanti e dico "Ok, cosa abbiamo imparato?" e ciò che abbiamo imparato è che serve fermarsi e dedicare più tempo a controllare i nostri messaggi.
D: Rolls-Royce, altro brand di lusso britannico, ha annunciato che i suoi modelli termici vivranno oltre il 2030, rinnegando l'obiettivo di essere completamente elettrici per quell'anno. Voi, eventualmente, potreste valutare versioni ibride? È tecnicamente possibile su questa piattaforma?
R: No. Jaguar sarà esclusivamente elettrica. Non stiamo lavorando su altro. Rispetto ad altri modelli sul mercato, qui parliamo di autonomie di circa 700 km. A queste percorrenze, il tema dell’ansia da ricarica diventa molto meno rilevante.
D: Ultima domanda. Cosa viene dopo questa Type 00 e... avete anche un piano B?
R: Cosa c’è dopo? Stiamo lavorando alla gamma intera. Una GT a quattro porte è praticamente finita. Siamo nelle fasi finali. Ora stiamo entrando nella parte dello sviluppo tecnico, quello è il prossimo passo, e siamo entusiasti di questo nuovo modello tanto quanto lo siamo del primo.
Crediamo in quello che facciamo. Stiamo correndo dei rischi, certo, ma niente è privo di rischi, e penso che se guardi al nostro passato, Jaguar ha spesso adottato un approccio che non necessariamente seguiva la strada percorsa da tutti gli altri. Pensiamo che questo sia il momento giusto per continuare su quella direzione.
Fotogallery: Jaguar Type 00 Concept
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