I 50 anni dalla nascita della Lancia Gamma
In vista dell'imminente lancio della nuova generazione, ecco i retroscena sulla storia della prima Gamma di fine anni '70
Nel marzo del 1976 Lancia presenta al Salone di Ginevra la Gamma, un modello destinato a segnare il ritorno del marchio nel segmento delle ammiraglie dopo l’uscita di scena della Flaminia.
La Gamma si distingue fin da subito per un’impostazione tecnica originale, un design fuori dagli schemi e una forte identità progettuale, elementi che la rendono una delle Lancia più particolari della sua epoca.
Disponibile in versione berlina fastback e coupé, introduce soluzioni innovative ma vive una carriera segnata anche da criticità tecniche che ne limitano la diffusione. A 50 anni dal suo lancio (e con l'erede pronta a essere presentata nei prossimi mesi), ripercorriamo la sua storia.
Le basi del progetto
La nascita della Gamma si inserisce in una fase di profonda trasformazione per Lancia, entrata nell’orbita del Gruppo Fiat alla fine degli anni '60.
Dopo il lancio della Beta nel 1972, il marchio punta a riaffermare il proprio posizionamento premium con un modello completamente nuovo, sviluppato con un approccio quasi indipendente rispetto alla banca componenti Fiat. Questo rende la Gamma una delle ultime Lancia “pure”, progettata con un’elevata autonomia tecnica.
Lancia Gamma (1976-1984)
Il progetto prende inizialmente forma grazie a una collaborazione tra Fiat e Citroen, che prevede la condivisione di alcune soluzioni tecniche con la futura CX.
I primi prototipi adottano persino la sospensione idropneumatica francese, ma la fine dell’accordo nel 1972 costringe i tecnici guidati da Sergio Camuffo a riprogettare gran parte della vettura, mantenendo però l’impostazione generale. Il risultato è una berlina a due volumi con portellone, caratterizzata da un’aerodinamica curata (Cx di 0,37) e da ampie superfici vetrate.
Lancia Gamma (1976-1984), il tre quarti posteriore
I motori e l'eredità
Sotto il cofano trova posto un inedito motore quattro cilindri boxer in alluminio, disponibile nelle versioni 2.0 da 120 CV e 2.5 da 140 CV. Si tratta di una scelta tecnica raffinata, pensata per garantire compattezza e un buon bilanciamento dei pesi.
Tuttavia, le prime unità soffrono di problemi di affidabilità che incidono sulla reputazione del modello.
Lancia Gamma (1976-1984), la versione coupé
Accanto alla berlina debutta anche la versione coupé, disegnata da Aldo Brovarone per Pininfarina. Più compatta e slanciata, interpreta il concetto di gran turismo con linee eleganti e proporzioni classiche, offrendo un ambiente interno raffinato e votato al comfort.
Nel corso degli anni, Lancia interviene per migliorare la Gamma, introducendo aggiornamenti tecnici e, dal 1980, la seconda serie con iniezione elettronica Bosch, modifiche estetiche e interni rivisti. Nonostante questi miglioramenti, la carriera commerciale resta limitata: la produzione si ferma nel 1984 dopo circa 22.000 esemplari.
Nel frattempo, la Gamma ispira anche diversi concept, tra cui il Megagamma di Giorgetto Giugiaro, anticipatore dei moderni monovolume. Il modello viene infine sostituito dalla Lancia Thema, sviluppata su una piattaforma condivisa.
Ora, la Gamma è pronta a rinascere come un crossover fuori dagli schemi con motorizzazioni elettriche e ibride. Ma questa è un'altra storia e ne riparleremo nei prossimi mesi.
Fotogallery: Lancia Gamma (1976-1984)
Fotogallery: Lancia Gamma (1976-1984)
Consigliati per te
La Lancia Delta Integrale col cellophane sui sedili vale 375.000 euro
Renault Niagara, il pick-up globale debutta in America Latina
Da Torino a Palermo con la bio-benzina, la prova di ASI
Micro-sfighe, superstizioni e cantieri: il nuovo Bar del Lunedì
Il futuro di Lancia, un passo alla volta
Il nuovo SUV ibrido da 7 posti e 214 CV fa 0-100 in 8 secondi
Offerta Lancia Ypsilon Turbo 100, quanto conviene?