Il taglio delle accise è stato prolungato
Inizialmente previsto per il 7 aprile il taglio delle accise terminerà invece il 1° maggio 2026
La decisione era nell'aria ed è arrivata: durante il Consiglio dei Ministri di oggi è stato approvato il decreto legge per prolungare il taglio delle accise. Il nuovo termine è previsto per il 1° maggio 2026, allungando quindi di più di 3 settimane la durata inizialmente prevista.
In questo modo l'Esecutivo mira a calmierare i prezzi dei carburanti, in costante crescita per la guerra in Medio Oriente. Il provvedimento, stando a quanto dichiarato dal ministro dell'economia e riportato dalle agenzie "tampona la situazione fino al 1° maggio", aggiungendo che la manovra comporterà una deroga sui vincoli di bilancio e al 3% del deficit se la situazione non cambierà.
Taglio delle accise carburanti, come cambiano i prezzi
Il taglio delle accise su benzina e diesel è di 24,4 centesimi al litro ma non ha evitato rincari fisiologici, dovuti alla continua impennata dei prezzi del petrolio, che secondo i calcoli di Facile.it hanno comportato una spesa superiore di 470 milioni di euro rispetto a febbraio, così suddivisi: 97 milioni di euro per benzina e circa 372 milioni di euro per il diesel.
Stando alle rilevazioni di Staffetta Quotidiana oggi i prezzi dei carburanti sono i seguenti:
| Carburante | Prezzo self-service | Prezzo servito |
| Benzina | 1,758 euro/litro | 1,893 euro/litro |
| Diesel | 2,084 euro/litro | 2,215 euro/litro |
| GPL | - | 0,699 euro/litro |
| Metano | 1,490 euro/chilo | 1,565 euro/chilo |
Un problema di lungo corso
Il taglio delle accise sui carburanti "non è sufficiente a riportare i listini a livelli accettabili" secondo il Codacons, che continua "ci aspettavamo oggi dal Consiglio dei ministri non solo una proroga al taglio alle accise, ma un potenziamento dello sconto fiscale per riportare i prezzi del gasolio a livelli accettabili".
Un taglio a oltranza delle accise rimane però una chimera: i conti non tornano e il gettito fiscale è necessario alle casse dello stato. D'altra parte però, come sottolineato dal ministro Giorgetti, "Se la guerra va avanti ancora un po’ rischiamo la benzina a 3 euro".
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