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I 60 anni di storia dell'Alfa Romeo Spider "Duetto"

Vista per la prima volta nel 1966, è diventata con gli anni un'icona globale. Ma il soprannome non può essere usato da Alfa Romeo...

Alfa Romeo Spider Duetto (1966-1969)
Foto di: Alfa Romeo

L’Alfa Romeo Spider - conosciuta anche col soprannome "Duetto" - nasce come risposta a un’esigenza precisa: affiancare alla sportiva berlina Giulia un roadster capace di incarnare lo spirito più emozionale del marchio.

Fin dal debutto nel 1966, si distingue per un design rivoluzionario firmato Pininfarina, una tecnica raffinata di derivazione sportiva e una forte carica simbolica, amplificata anche dal cinema e dalla cultura pop. La sua storia è quella di un’auto che rompe con il passato, divide inizialmente il pubblico e finisce per diventare una delle icone più riconoscibili dell’automobilismo italiano.

La storia

La genesi del Duetto prende forma all’inizio degli anni '60, quando Alfa Romeo cerca un successore per la Giulietta Spider. Dopo alcuni tentativi, tra cui un progetto firmato Bertone, la scelta ricade sulla visione della Carrozzeria Pininfarina.

I prototipi della serie “Superflow” anticipano le linee della futura vettura, caratterizzate da superfici fluide e da un’aerodinamica molto studiata. Sotto la guida di Aldo Brovarone e con l’intervento diretto di Battista “Pinin” Farina, prende forma un’auto dal profilo inedito, destinata a lasciare il segno.

Alfa Romeo Spider Duetto (1966-1969)

Alfa Romeo Spider (1966-1969)

Foto di: Alfa Romeo

Al debutto ufficiale, lo Spider 1600 sorprende per il suo design “a coda tronca arrotondata”, che gli vale il soprannome “Osso di seppia”. La linea è armoniosa ma anticonvenzionale: frontale basso con il tipico scudetto Alfa Romeo, fiancate scolpite e una coda che si chiude in modo morbido e aerodinamico. Questa scelta stilistica divide pubblico e critica, ma nel tempo diventa un tratto distintivo.

Alfa Romeo Spider Duetto (1966-1969)

Alfa Romeo Spider (1966-1969), il volante

Foto di: Alfa Romeo

Sotto il cofano, il Duetto monta un quattro cilindri 1.6 da 109 CV derivato dalla Giulia, con doppio albero a camme e soluzioni tecniche avanzate per l’epoca. La trazione è posteriore e il cambio manuale a cinque marce, mentre l’assetto beneficia dell’esperienza maturata nelle competizioni. Le prestazioni sono brillanti, con una velocità massima di circa 182 km/h, e la guida è coinvolgente, coerente con la filosofia Alfa Romeo.

L'origine del soprannome

Il nome “Duetto” nasce da un concorso pubblico, ma viene presto abbandonato per questioni legali. Al concorso vengono inviate oltre 140.000 proposte, con "Duetto" che viene scelto per la sua musicalità e il concetto di "doppia armonia". Tuttavia, la somiglianza con una nota merendina al cioccolato dell'epoca porta Alfa Romeo ad abbandonare ufficialmente il nome.

Alfa Romeo Spider Duetto (1966-1969)

Alfa Romeo Spider (1966-1969), il tre quarti posteriore

Foto di: Alfa Romeo

Nonostante ciò, resta nell’immaginario collettivo, anche grazie alla celebre apparizione nel film Il laureato con Dustin Hoffman, che consacra il modello a icona globale.

Negli anni successivi, la gamma si amplia con motorizzazioni diverse, come il 1750 e il 1300 Junior, mentre il modello evolve tecnicamente per adattarsi alle normative e ai mercati, in particolare quello statunitense. Nel 1969 arriva un primo importante aggiornamento stilistico: la coda diventa più convenzionale, segnando la fine della versione “Duetto” originale.

Nonostante le evoluzioni, lo Spider mantiene intatto il suo spirito: una roadster leggera, elegante e sportiva, capace di attraversare le epoche senza perdere fascino.

 

Fotogallery: Alfa Romeo Spider Duetto (1966-1969)