Volvo Trucks punta sulla multienergia per il trasporto pesante
Elettrico, biocarburanti e idrogeno: la strategia Volvo per ridurre le emissioni nel trasporto pesante
Ridurre drasticamente le emissioni del trasporto merci su strada è una delle sfide industriali più complesse dei prossimi anni. Il settore dei veicoli pesanti, per sua natura energivoro e legato a missioni operative molto diverse tra loro, non può contare su una soluzione unica e universale. È da qui che nasce l’approccio “multinergia” di Volvo Trucks, che punta su un mix di tecnologie complementari per accompagnare la transizione oltre i combustibili fossili.
Secondo il Costruttore svedese, il futuro non sarà dominato da una sola alimentazione ma da un ecosistema integrato: elettrico a batteria, motori a combustione alimentati da carburanti rinnovabili e idrogeno – sia in forma diretta sia attraverso celle a combustibile. Una strategia che tiene conto delle differenze tra tratte, infrastrutture e disponibilità energetiche, e che trova riscontro anche nelle analisi accademiche, come quelle della Chalmers University of Technology.
Un mix necessario, non una scelta esclusiva
Il punto chiave dell’approccio multinergia è semplice: non esiste una tecnologia “vincente” in assoluto. Ogni soluzione ha un proprio campo di applicazione ideale e risponde a esigenze operative specifiche.
Le diverse tecnologie non sono in competizione ma destinate a integrarsi. Il risultato è un sistema flessibile, in grado di adattarsi alle variabili locali – dai costi dell’energia alle infrastrutture disponibili – e di accelerare concretamente la riduzione delle emissioni.
In questo scenario, la transizione è già iniziata. E non richiede di aspettare una soluzione definitiva: le alternative, oggi, sono già disponibili.
Volvo Trucks- FH Aero Hydrogen
Endotermico evoluto: biocarburanti, gas e idrogeno
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il motore a combustione interna non è destinato a scomparire nel breve periodo. Anzi, rappresenta uno degli assi portanti della transizione, a patto di cambiare radicalmente il tipo di carburante utilizzato.
Volvo Trucks - FH
Nel caso dell’HVO (olio vegetale idrotrattato), parliamo di un carburante paraffinico che può ridurre le emissioni di CO₂ fino al 90% su base “well-to-wheel”, con il vantaggio di essere “drop-in”: compatibile con i motori diesel esistenti e con la rete distributiva attuale. Un elemento chiave per le flotte che vogliono decarbonizzare rapidamente senza investimenti strutturali.
Volvo Trucks - LNG
Accanto all’HVO, il gas rappresenta un’altra leva concreta. I camion alimentati a LNG e bio-LNG garantiscono prestazioni e autonomie comparabili ai diesel tradizionali, con riduzioni significative delle emissioni. In particolare, il bio-LNG – prodotto da rifiuti organici – può arrivare a emissioni nette prossime allo zero, mantenendo autonomia elevata e tempi di rifornimento ridotti, caratteristiche cruciali per il lungo raggio.
Volvo Trucks- FH Aero Hydrogen
Sul fronte più innovativo, Volvo Trucks sta sviluppando motori a combustione alimentati a idrogeno basati sulla tecnologia HPDI (High Pressure Direct Injection). Questa soluzione consente di raggiungere potenze e coppie paragonabili ai diesel, con maggiore efficienza energetica rispetto ai tradizionali motori a idrogeno.
I test su strada sono già in corso e l’obiettivo è un lancio commerciale entro la fine del decennio. L’autonomia prevista è in linea con le esigenze del trasporto pesante, rendendo questa tecnologia particolarmente adatta alle lunghe distanze e alle aree con infrastrutture di ricarica limitate.
Volvo Trucks - FM Electric
Elettrico a batteria: la soluzione già disponibile
Se l’endotermico evolve, l’elettrico a batteria rappresenta, invece, la soluzione più matura e immediatamente scalabile. I camion elettrici sono già oggi impiegati con successo nella distribuzione urbana e regionale e, secondo Volvo Trucks, possono coprire senza difficoltà missioni quotidiane fino a 300 km, sfruttando la ricarica notturna.
Volvo Trucks - FH Aero Electric
L’evoluzione tecnologica sta però ampliando rapidamente questo scenario. I nuovi modelli arrivano a autonomie fino a 700 km grazie a soluzioni come l’e-axle, che integra motori elettrici e trasmissione liberando spazio per batterie più capienti. La potenza può raggiungere i 460 kW (oltre 600 CV), mentre la capacità di carico resta competitiva, con masse complessive fino a 48 t per i modelli FH Aero Electric e fino a 65 t per i modelli FH, FM eFMX Electric classic.
Volvo Trucks - Ricarica elettrica
Un altro elemento chiave è la ricarica: con il nuovo standard MCS (Megawatt Charging System), è possibile passare dal 20% all’80% in circa 50 minuti, un tempo compatibile con le pause obbligatorie dei conducenti. Anche i modelli per distribuzione e servizi, come le gamme FH, FM e FMX Electric, offrono autonomie fino a 470 km e potenze fino a 540 kW, con una flessibilità operativa che include prese di forza elettriche per alimentare attrezzature come betoniere o compattatori.
Restano alcune sfide, in particolare legate alla diffusione delle infrastrutture e al peso delle batterie, ma il progresso è rapido e rende l’elettrico una soluzione sempre più centrale.
Idrogeno: doppia via tra combustione e celle a combustibile
L’idrogeno rappresenta il terzo pilastro della strategia multinergia e si declina in due approcci distinti ma complementari.
Da un lato, come visto, può alimentare motori a combustione interna, mantenendo una continuità tecnologica con i diesel. Dall’altro, trova applicazione nelle celle a combustibile, dove viene convertito in elettricità a bordo del veicolo. In questo caso, il powertrain è completamente elettrico e l’unico sottoprodotto è vapore acqueo.
Volvo Trucks- FH Aero Hydrogen
I camion a celle a combustibile promettono autonomie elevate e tempi di rifornimento simili a quelli dei carburanti tradizionali, caratteristiche ideali per il lungo raggio. Tuttavia, la diffusione su larga scala dipenderà dalla disponibilità di idrogeno verde e dallo sviluppo di una rete di distribuzione adeguata.
Volvo Trucks ha già completato i primi test e prevede l’introduzione commerciale in piccoli volumi nella seconda metà del decennio, affiancando progressivamente le altre tecnologie.
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