Rinasce l’Auto Union da record di novant'anni fa ed è spettacolare
L'auto da corsa aerodinamica, ribattezzata "Lucca", superò i 320 km/h nel 1935 sulla Firenze - Mare. Ora è stata ricostruita
Audi è tornata nella massima serie del motorsport. Negli anni Trenta, per quanto gloriosi e segnati dalla vicinanza della guerra, la Formula 1 non esisteva ancora; eppure le Auto Union da corsa di quell’epoca possono essere considerate delle “nonne” ideali. In una di esse, ingegneria e coraggio al volante si fusero in una simbiosi capace di ridefinire ciò che la fisica consentiva: l’Auto Union Lucca.
Ora Audi Tradition ha ricostruito da zero questo spettacolare modello da record. E, come si addice a una leggenda, il suo ritorno avviene esattamente dove la sua storia raggiunse il culmine: a Lucca, città toscana di poco meno di 90.000 abitanti. Luogo natale del compositore Giacomo Puccini e scenario di una musica “classica” in senso molto particolare.
326,975 km/h: l'auto da corsa più veloce su strada
Flashback: è il 15 febbraio 1935. Su un tratto rettilineo dell’autostrada Firenze - Mare nei pressi di Lucca cala un silenzio teso, finché il ruggito di un 16 cilindri squarcia l’aria. Al volante c’è Hans Stuck, il “re della montagna”, che lancia la berlina da corsa sulla distanza del miglio. Il risultato? Uno shock per gli addetti ai lavori.
Con una velocità media di 320,267 km/h con partenza lanciata, Auto Union polverizza i primati esistenti. La punta massima rilevata arriva a un allora incredibile 326,975 km/h. Così, l’auto si consacra come la più veloce vettura da corsa su strada del mondo di quel periodo.
Tre anni di ricostruzione
Se oggi possiamo tornare a godere di questa vista, lo dobbiamo a un lavoro di ricostruzione durato tre anni presso gli specialisti di Crosthwaite & Gardiner in Inghilterra. Completata in tempo per la primavera del 2026, questa Freccia d’Argento colma una lacuna dolorosa nella collezione storica di Audi AG.
Auto Union Lucca (2026)
Gli anni Trenta furono un’epoca di ossessioni. La velocità non era un semplice valore numerico: era una sorta di religione laica. E non solo in Germania. Il duello (sovvenzionato dallo Stato) si giocava tra Stella e Anelli, Caracciola e Stuck. Quando Daimler-Benz alla fine del 1934 mise sul tavolo 316 km/h, a Zwickau i tecnigrafi andarono a pieno regime. Seguì un “inverno caldo”.
Figlia della galleria del vento
Per la prima volta nella costruzione europea di auto da corsa, le conoscenze ottenute nella galleria del vento della Deutsche Versuchsanstalt für Luftfahrt di Berlino-Adlershof confluirono direttamente nella forma della carrozzeria. Il risultato fu una scultura aerodinamica: lega leggera finemente lavorata, trasparente protettivo, ruote completamente carenate e una coda con pinna, capace ancora oggi di far commuovere qualsiasi designer.
Auto Union Lucca (2026)
Sotto la carrozzeria dell’originale Lucca lavorava una prima versione del 16 cilindri che, con una cilindrata di circa 5,0 litri, erogava 343 CV. Ma la tecnica, da sola, non basta a fare i record, come sottolinea Timo Witt, responsabile dal 2015 della collezione di veicoli storici presso Audi Tradition:
«Mi entusiasma vedere con quale dinamica e rapidità già allora si reagisse alla concorrenza, sia sul piano tecnico, nello sviluppo del veicolo, sia su quello organizzativo: cambia il tempo e, su due piedi, l’intero team si sposta rapidamente. Senza questa grande flessibilità e senza la competenza di adattarsi in modo fulmineo a nuove situazioni, il record di Lucca alla fine non sarebbe stato possibile».
Timo Witt e il caporedattore di Motor1.com Germany, Roland Hildebrandt, sulla Lucca-Wagen
Attraverso l’Europa fino in Toscana
In effetti, il viaggio verso il successo fu un’odissea dall’Ungheria a Milano fino al sole del Sud, nei dintorni di Lucca, sempre in fuga da neve e maltempo. Alla fine, fu la pista perfetta tra Pescia e Altopascio a rendere possibile il trionfo.
Ma andiamo con ordine: dopo solo poche settimane di sviluppo, l’auto è già pronta nel dicembre 1934 nell’officina del reparto corse Auto Union a Zwickau. Il 17 dicembre seguono i primi test sull’AVUS di Berlino e a fine gennaio 1935 la decisione è presa: la caccia al record dovrà svolgersi in Ungheria, proprio su quel tratto nei pressi di Gyón dove l’anno precedente Caracciola, con la Mercedes, aveva stabilito il record di categoria sul miglio con partenza lanciata.
Auto Union definisce tutti gli accordi con l’Automobile Club ungherese; il potente candidato al record arriva a Budapest il 4 febbraio 1935. Il giorno dopo, il team si sposta verso il tracciato, circa 40 km più a sud; il meteo peggiora rapidamente. Nonostante ciò, il 5 febbraio vengono effettuati due test. Nel secondo, lo scarico si brucia e le prove devono essere interrotte.
Auto Union Lucca-Wagen anno 1935
La direzione di gara decide di proseguire i tentativi di record, a causa dei capricci del meteo, a sud di Milano. Ma neppure lì le condizioni sono ideali: la strada prescelta è coperta di neve e così Auto Union scende ancora più a sud. Sulla direttrice Firenze-Viareggio si trova infine un tratto adatto tra Pescia e Altopascio, vicino alla città di Lucca.
Questo segmento di autostrada è ideale per i record: ben livellato, con un asfalto aderente, otto metri di larghezza e, per una lunghezza di circa 5 km, quasi perfettamente rettilineo. I primi test iniziano il 14 febbraio 1935. Si provano diverse configurazioni, si variano dettagli come l’apertura del radiatore e le carenature delle ruote, si analizzano i dati. La mattina successiva, alle 9, l’auto torna sul rettilineo di Lucca: Hans Stuck è al volante.
Una variante per il pubblico del Salone
Quasi in contemporanea con il record di Lucca, all’Internationalen Automobil- und Motorradausstellung di Berlino (dal 14 al 24 febbraio) viene presentata una versione pressoché identica della vettura da record. La differenza più evidente rispetto alla Lucca è la griglia del radiatore più grande.
Poiché, a quel momento, il record sul miglio non è ancora ufficialmente riconosciuto, il manifesto pubblicitario realizzato per la fiera mostra, accanto a un elenco dei record mondiali e di categoria raggiunti fino ad allora dai marchi Auto Union, la Lucca come «l’auto da corsa su strada più veloce del mondo», includendo la velocità massima di 326,975 km/h.
Ma la storia dell’auto non si conclude con le prove di velocità. Solo pochi mesi più tardi, nel maggio 1935, la Lucca, insieme a un modello “gemello” quasi identico, prende parte alla leggendaria AVUS-Rennen di Berlino. Poiché la gara è senza formula, le pesanti “berline da corsa” (peso alla partenza di ben 1.030 kg) possono confrontarsi con le più snelle Grand Prix. È il debutto di un giovane talento di nome Bernd Rosemeyer, ma quel giorno la fortuna non assiste Auto Union: danni agli pneumatici e problemi all’acqua di raffreddamento costringono il team al ritiro.
Autentica, ma anche ottimizzata
Oggi guardiamo alla Lucca rinata con un mix di rispetto e nostalgia. Timo Witt mi illustra il veicolo e rimuove la “cupola” sopra la postazione del pilota. Le associazioni con l’aeronautica non vengono certo per caso. Guardo nel cockpit con l’enorme volante: affascinante, sì, ma richiede lavoro duro. Il cambio a cinque marce è non sincronizzato, quindi la doppietta è obbligatoria per cambiare pulito. In ogni caso, con i miei 1,88 m non ci entrerei nemmeno.
Nella ricostruzione, l’autenticità è stata la priorità, ma non è mancato il pragmatismo. Timo Witt spiega: «Naturalmente abbiamo ricostruito l’auto nel modo più autentico possibile; allo stesso tempo per noi erano importanti temi come, per esempio, la durata nel tempo del veicolo o la massima efficienza nell’esecuzione del progetto».
Auto Union Lucca (2026)
Così, oggi all’interno batte il cuore da 6,0 litri della Type C, esternamente identico, ma utile a semplificare la disponibilità di ricambi all’interno della famiglia delle Frecce d’Argento. Anche il raffreddamento è stato migliorato, per rendere l’auto pronta per il futuro. Inoltre, l’Auto Union Lucca adotta alcune modifiche che erano già state parzialmente introdotte per la gara AVUS del maggio 1935 a Berlino, come ad esempio la ventilazione.
Witt aggiunge: «Abbiamo ripreso questi cambiamenti sull’Auto Union Lucca perché, altrimenti, il veicolo sarebbe sottoposto a un carico termico troppo elevato durante le nostre imminenti dimostrazioni». L’Auto Union Lucca può essere trasformata nella versione AVUS con lievi modifiche al radiatore e alla carenatura.
Con un valore di Cx confermato in galleria del vento pari a 0,43, l’auto è ora pronta per il suo prossimo grande palcoscenico. Dopo l’anteprima in Italia, dal 9 al 12 luglio 2026 al Festival of Speed di Goodwood farà di nuovo “bruciare” l’asfalto, con tanto di tuono del 16 cilindri.
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