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"Diesel alle stelle, ma non per tutti. Ecco chi si salva"

Cesare Neglia, Managing Director FlixBus Italia, commenta il DL Carburanti: bonus alle merci, nessun aiuto per il trasporto passeggeri

Decreto Carburanti, FlixBus
Foto di: Motor1 Italy

Dal 22 maggio diventano definitive le misure del Decreto Carburanti, convertito in legge dal Parlamento con l’obiettivo di limitare gli effetti del caro benzina e diesel. Per gli automobilisti le novità principali riguardano i controlli più severi sui prezzi alla pompa: i distributori non potranno aumentare i listini più volte nello stesso giorno e le compagnie petrolifere dovranno comunicare quotidianamente i prezzi consigliati, sotto la supervisione del Garante dei prezzi, dell’Antitrust e della Guardia di Finanza.

Il provvedimento conferma inoltre la rimodulazione temporanea delle accise e introduce aiuti economici per alcuni settori particolarmente colpiti dal rincaro del carburante, come l’autotrasporto merci e il comparto pesca. Restano invece esclusi dagli incentivi gli operatori del trasporto passeggeri su gomma, che denunciano costi sempre più elevati per il diesel senza poter accedere agli stessi sostegni previsti per il trasporto merci.

Ne ho parlato con Cesare Neglia, Vice President Europe West Flix e Managing Director FlixBus Italia, che spiega quali effetti concreti il decreto potrebbe avere su autobus, collegamenti tra città e mobilità nelle aree meno servite dai treni.

CHI È

Cesare Neglia

Dopo un'esperienza internazionale di sette anni in Oliver Wyman e BCG, Cesare Neglia è entrato in Flix nel 2018 come Business Director per l’Italia e successivamente di Romania, Bulgaria e Grecia, per poi diventare Amministratore Delegato di FlixBus Italia nel 2024. In questo ruolo ha consolidato la leadership di FlixBus, promuovendo crescita e innovazione in sinergia con le aziende partner, con focus sulla qualità del servizio. Dal 2026 ricopre anche il ruolo di Vice President Europe West, con responsabilità sui mercati italiano e francese.

Il DL Carburanti riduce temporaneamente le accise: che impatto concreto ha sul trasporto passeggeri su gomma?

Nullo. Pur condividendo la finalità di contrastare gli effetti del caro carburante in un contesto internazionale particolarmente complesso, dobbiamo evidenziare l’assenza di benefici generati per il settore dell’autotrasporto passeggeri.

Il taglio generalizzato dei prezzi alla pompa ha infatti annullato il vantaggio fiscale (gasolio commerciale) riservato ai mezzi meno inquinanti Euro V e VI, a causa del mancato adeguamento proporzionale dell'agevolazione. Ciò ha, di fatto, annullato l’effetto economico positivo di questa misura e creato un potenziale squilibrio competitivo, penalizzando le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nella riduzione delle emissioni, favorendo, al contrario, operatori con mezzi meno efficienti e contravvenendo agli obiettivi di transizione ecologica.

Perché ritenete che il decreto crei uno squilibrio tra trasporto merci e trasporto passeggeri?

Le misure finora varate dal Governo hanno previsto il riconoscimento di un supporto straordinario sotto forma di credito di imposta per la maggior spesa sostenuta nel periodo marzo-maggio rispetto a febbraio 2026.

Tuttavia, il trasporto passeggeri è stato escluso da questo supporto. Questa scelta rischia non solo di impattare negativamente sull’intero settore, ma anche sulle comunità che vivono in luoghi scarsamente collegati dalla rete ferroviaria e sulle persone che hanno capacità di spesa limitata. Riteniamo che le persone non debbano contare meno delle merci. Per questo, auspichiamo che questo squilibrio sia livellato alla prima occasione possibile.

<p>FlixBus: oltre 10.000 collegamenti giornalieri in Italia, con più di 350 destinazioni servite.</p>

FlixBus: oltre 10.000 collegamenti giornalieri in Italia, con più di 350 destinazioni servite.

Quanto pesa, a livello economico, l’assenza di un credito d’imposta per il trasporto persone?

Ha sicuramente un peso non indifferente. Noi operiamo oltre 10.000 collegamenti quotidiani in Italia, garantendo ai passeggeri la possibilità di spostarsi fra oltre 350 destinazioni. Delle nostre fermate in Italia, oltre il 40% si trova in località con meno di 20.000 abitanti, spesso escluse dalle rotte ferroviarie. In questi centri l’autobus rappresenta l’unica vera alternativa all’auto privata. Ma a sua volta l’autobus, a fronte dei rincari sul carburante, deve far affidamento sul supporto della politica per poter continuare a garantire un servizio ottimale.

A questo proposito, vale la pena ricordare che, in quanto operatore privato, noi non percepiamo fondi pubblici; pertanto, la sostenibilità economica delle operazioni è un prerequisito centrale. In particolare, a partire dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il prezzo del gasolio è aumentato di oltre il 30. Sulla base dei prezzi attuali, questo si traduce in un aggravio calcolato di circa 500 milioni di euro per l’intero comparto autotrasporto passeggeri su base annua, pari a circa 40 milioni di euro mensili.

Le vostre flotte sono già efficienti dal punto di vista ambientale: cosa cambia per operatori come FlixBus?

La nostra flotta, composta da autoveicoli Euro VI, viene paradossalmente penalizzata dalle misure finora varate, insieme agli altri operatori che hanno scelto di operare con soluzioni più efficienti. La riduzione generalizzata delle accise su gasolio e benzina, non accompagnata da un adeguamento delle agevolazioni per il gasolio commerciale per i mezzi Euro V e VI, crea un paradosso: chi come noi ha preso misure per ridurre l’impatto delle proprie operazioni si ritrova oggi senza un reale beneficio aggiuntivo rispetto a chi opera con tecnologie più vecchie.

In che modo il mancato riconoscimento degli investimenti in sostenibilità influisce sulle scelte future?

Questa decisione rischia di lanciare un messaggio pericoloso al mercato: suggerisce che fare scelte più virtuose non paghi in termini di supporto istituzionale durante le crisi. Come FlixBus, continueremo il nostro percorso verso una graduale decarbonizzazione, ma pensiamo sia fondamentale che la politica supporti e incentivi azioni più sostenibili nel settore dei trasporti, così da far sentire tutelato chi sceglierà di continuare o iniziare investimenti a tutela dell’ambiente.

<p>FilxBus</p>

FlixBus

Foto di: Flix SA

Quanto è importante oggi il trasporto su gomma per collegare le aree non servite dal treno?

Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, vaste aree interne del Paese, ad esempio in Puglia, in Calabria e nel Sud della Sicilia, sono sprovviste di collegamenti ferroviari a lunga percorrenza. In questi contesti l’autobus rappresenta il pilastro del diritto alla mobilità. Per molti cittadini il trasporto su gomma è l’unica alternativa che connette le realtà locali alle grandi direttrici nazionali, garantendo a tutti la possibilità di spostarsi in modo efficiente e conveniente.

Che ruolo ha il vostro servizio nel garantire il diritto alla mobilità in Italia?

In un paese così geograficamente complesso, il diritto alla mobilità non deve essere un privilegio solo di chi vive vicino alle stazioni ferroviarie o agli aeroporti. Sempre leggendo i dati della ricerca del Politecnico di Milano, possiamo vedere come, nelle aree interne del Paese, FlixBus riesca ad avere una copertura superiore rispetto ai treni a lunga percorrenza.

Per noi garantire il diritto alla mobilità significa garantire a studenti, lavoratori e persone che desiderano viaggiare, ma vivono in queste zone scarsamente collegate, un facile accesso al resto dell’Italia.

Quali misure potrebbero rendere più equo il sistema di incentivi tra diversi tipi di trasporto?

Le due misure più dirette sono sicuramente il ripristino del differenziale per il gasolio commerciale, per supportare chi ha investito in motori meno inquinanti, e l’estensione del credito d’imposta al servizio di trasporto passeggeri in quanto non esiste motivo per escluderlo dai supporti previsti per il trasporto merci.

Come potrebbe evolvere il settore se venissero introdotti incentivi più legati alla sostenibilità?

L’introduzione di incentivi legati alla sostenibilità molto probabilmente accelererebbe il ricambio tecnologico: le aziende sarebbero incentivate a innovare il loro parco veicoli più rapidamente, riducendo il quantitativo di emissioni di CO2 del trasporto collettivo su gomma, che già oggi rappresenta un’alternativa più efficiente a livello ambientale rispetto all’auto privata o all’aereo.

In una situazione come questa, ci piace poter immaginare un futuro dove il settore dei trasporti riuscirà ad essere sempre più al passo con gli obiettivi di sostenibilità e sarà facilitato nel competere per offrire un servizio sempre più di qualità.