Rinasce OSCA: le sfide tra made in Italy, Cina e pezzi di ricambio
Il capo di Marketing e Comunicazione, Massimo Di Tore, spiega la nuova strategia del marchio premium e risponde a critiche e dubbi
Forte di un tessuto industriale ormai rodato e di relazioni commerciali solide con i partner asiatici, Massimo Di Risio, il manager che sta dietro a DR Automobiles Group, ha deciso di dare vita a HIB, sigla che sta per Historic Italian Brands e che rappresenta un nuovo progetto imprenditoriale che mira a far rivivere marchi nostrani ma non più in attività.
Dopo aver visto la Itala 35, il primo crossover compatto della rinata Itala, è il turno della MT6, cioè il modello con il quale torna a vivere OSCA, cioè il brand fondato negli anni Quaranta dai fratelli Maserati. Un progetto, quello di HIB, che vede coinvolte tante eccellenze italiane e collaborazioni con costruttori cinesi. Per capire meglio la strategia di un progetto così ambizioso, che ha la volontà anche di avere ripercussioni positive sulla filiera italiana e per il territorio molisano, ho scambiato quattro chiacchiere con Massimo Di Tore, Responsabile marketing e comunicazione del gruppo.
CHI È
Massimo Di Tore è il direttore Comunicazione e Marketing di HBI e DR Automobiles. Lavora nel gruppo molisano da circa vent’anni e ha seguito da vicino la nascita e lo sviluppo dei marchi DR, EVO, Sportequipe e ICH-X, contribuendo in prima linea alla strategia di comunicazione e al posizionamento commerciale dell’azienda.
Oggi presentate OSCA, venti giorni fa Itala. Come si differenziano questi due brand?
Con Itala lavoriamo sull'heritage del brand storico, puntando su raffinatezza ed eleganza. Con OSCA, invece, siamo fortemente orientati verso il DNA racing e motorsport — quello dei fratelli Maserati, Bindo, Ettore ed Ernesto, che dopo aver ceduto il marchio Maserati alla famiglia modenese Orsi fondarono le Officine Specializzate Costruzione Automobili nel 1947, dominando il motorsport fino al 1967. Il primo modello fu la MT4, un 1100 che al debutto vinse nel 1948 il Gran Premio di Napoli.
OSCA MT6
La nuova MT6, che abbiamo chiamato Sportover, rappresenta questo spirito: è un crossover compatto da 4,5 metri, con un 1.5 turbo a iniezione diretta da 180 CV allo step 2 di sviluppo, ma al banco c'è già lo step 3 per arrivare a 200 CV.
Il design sportivo è realizzato in collaborazione con Italdesign, mentre sulla dinamica e sul sistema delle sospensioni abbiamo lavorato grazie al nostro centro di ricerca guidato da Roberto Fedeli [manager in Ferrari, Maserati, Alfa Romeo ma anche Aston Martin, ndR], che fa da collettore con le principali partnership con le eccellenze automotive italiane: pneumatici Pirelli P Zero, cerchi da 21 Mac, interni in pelle Alcantara con sedili Recaro, infotainment sviluppato da Art e parti in carbonio firmate Carbotech — con l'obiettivo di generare gran parte del valore del prodotto sul territorio italiano.
Quali sono i competitor e il posizionamento?
Il posizionamento del brand è un premium luxury. Se parliamo dell’MT6, i competitor sono BMW X2 e Audi Q3, anche se, a parità di dotazione o di allestimento, il nostro si posiziona con un pricing più conveniente per il cliente finale.
Osca MT6
Siamo sempre attenti al value for money, anche se preciso e sottolineo che il progetto è indipendente da DR Automobiles Group perché ha una struttura organizzativa completamente diversa, con un proprio modello industriale, una diversa organizzazione societaria, personale specifico e due impianti di produzione completamente dedicati.
Sappiamo che arriverà una sportiva. C’è altro che può anticipare?
Il Presidente Massimo Di Risio ha parlato di una “derivazione UK”. Mi fermerei qui, poi è facile capire quale potrebbe essere la piattaforma europea sulla quale sviluppiamo questo modello. Non potevamo, parlando di OSCA, non prevedere lo sviluppo di una super sportiva, proprio per le ragioni di cui parlavamo prima, cioè per il DNA Racing e Motorsport di questo brand. La presenteremo in anteprima, speriamo alla fine del 2026 per poi lanciarla nel 2027, e costerà meno di 200.000 euro.
Arriva anche l’MT8, un SUV coupé da 4,87 metri, un 2.0 turbo benzina da 250 CV, con trazione anteriore o integrale predittiva. Su entrambi i modelli MT6 ed MT8 stiamo lavorando per l'utilizzo di una benzina ecologica che abbiamo chiamato Benzero, consente la riduzione delle emissioni di gas sera fino al 65% ed è basata soprattutto su etanolo. Un’alternativa ecologica per un brand per il quale non prevediamo troppa elettrificazione.
Rispetto a Itala è cambiato il partner asiatico [GAC, ndR]. Come mai e come rispondete a chi critica la provenienza asiatica di questi powertrain?
Per questo progetto, Changan è il partner che risponde meglio alle nostre esigenze. Si tratta di uno dei più grossi costruttori asiatici nonché mondiali. Noi ribadiamo che siamo un costruttore automobilistico italiano che è partito e ha debuttato nel 2006 con un modello industriale che è quello che vogliamo riproporre adesso. Il nostro primo modello, la DR5, era il frutto di un assemblaggio di un telaio sviluppato dalla Lotus, elettronica Bosch e powertrain completamente italiano, quello della Fiat Multipla, quindi il nostro partner industriale era Fiat Powertrain.
Vogliamo tornare alle origini perché il modello industriale prevede sì la partenza da una piattaforma già esistente, ma poi c'è il lavoro di sviluppo fatto dal centro di ricerca, quello di prototipazione e, soprattutto, quello di omologazione. A proposito, oggi bisogna stare attenti a tante auto e a tanti modelli che sono in circolazione privi di omologazione, anche sul territorio italiano.
OSCA MT6
Su nostre specifiche, poi, il partner realizza le componenti e a quel punto si passa all’assemblaggio, con tanta componentistica italiana che ci consente di superare quantomeno il 50% di valore generato sul territorio italiano. È un modello industriale che abbiamo adottato 20 anni fa, che vogliamo riproporre e che mi sembra oggi un po' tanti stiano adottando.
OSCA MT6
Quando arriva un nuovo brand, in tanti hanno i dubbi su rete di assistenza e pezzi di ricambio. Come state lavorando per Itala e OSCA?
Con la stessa logica e gli stessi criteri di DR Automobiles Group. Abbiamo appena rivoluzionato il nostro sistema di post vendita con un nuovo management e abbiamo ampliato l’hub di ricambistica nel nostro quartier generale. Ora è una struttura di 12.000 metri quadri in grado di rispondere alle richieste di ricambio entro 48 ore. È un lavoro che ormai abbiamo già fatto e che riguarda anche Itala e OSCA. Siamo già molto più strutturati rispetto al passato, quindi non c'è da temere.
Per HIB, Historic Italian Brands, oltre a Itala e OSCA, c’è ancora spazio per qualche altro marchio italiano da “rispolverare”?
L'intento del progetto avuto dal presidente Di Risio è quello di rilanciare marchi storici italiani non più in attività. Ce ne sono tanti altri, in effetti, quindi perché no?
Fotogallery: OSCA MT6
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