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Ho visto prima di tutti l'auto più discussa degli ultimi anni

A Balocco, prima ancora del lancio ufficiale, ho potuto vedere lo shooting della Ferrari Luce. C'erano anche Leclerc e Hamilton

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton
Foto di: Courtesy of Ferrari

Fa caldo a Balocco. Anche se il calendario segna una data top secret di fine Aprile. La location è di quelle importanti, perché proprio lì, avevo assistito alla presentazione ufficiale della Alfa Romeo 4C anni fa.

Oggi, potenzialmente, la giornata è ancora più storica. Perché vedrò per primo la nuova Ferrari Luce. Un'occasione unica, considerando come da qui al lancio ufficiale mancano circa 30 giorni.

Già. La Luce sarebbe stata presentata il 25 Maggio - giornata in cui Maranello conquistò la prima vittoria al Gran Premio di Roma alle Terme di Caracalla 79 anni prima. Sono in silenzio, in disparte perché il team di produzione video sta girando anche il video emozionale con i piloti.

Charles Leclerc e Lewis Hamilton non hanno ancora visto la macchina, ma sono saliti a bordo del prototipo per metterlo alla prova. E mentre partono, il capo collaudatore di Maranello Raffaele De Simone (una persona, come dice lui stesso, cresciuta "a pane e benzina"), mi guarda e mi chiede cosa ne pensassi di una Ferrari Elettrica. 

Ah, non ho alcuna prova fotografica personale di questa giornata. Ovviamente il mio smartphone è stato coperto con gli stickers su ogni camera. Zero foto, zero video e vicino a noi c'è sempre un solerte quanto gentile poliziotto. Ci sono solo le emozioni che passano attraverso le parole.

Lo ammetto, sono aperto, affascinato al pensiero che Maranello, il Cavallino Rampante, abbia cercato di trasmettere, traslare, decifrare, dei concetti analogici in un mondo cosi digitale. 

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Foto di: Courtesy of Ferrari

Flash Forward.

La Ferrari Luce è stata lanciata, ed è indubbio come sia stata la vettura più discussa e, per certi versi, più divisiva degli ultimi anni. Per lo stile, il design (e noi vi abbiamo anche spiegato perché è stata fatta "proprio" così), l'idea, i principi... Per tutto ciò che c'è stato dietro - dalla scelta di affiancarsi a Jony Ive e Marc Newson alla volontà di creare un prodotto 5 posti, passando per l'idea di un'auto elettrica con i fregi del Cavallino - ma...senza aver valutato un singolo, fondamentale, concetto. 

La Ferrari Luce non è stata ancora vista in azione. Cioè, per capirci... nessuno ha ancora visto quest'auto mentre va su strada, come va, quanto va - banalmente anche come si approccia lo stile in movimento. 

Insomma... Oggi, ci manca ancora "un pezzo" del puzzle. Visivamente, tecnicamente, dinamicamente. Il simbolo più importante di un'auto, la guida, non ha ancora fatto capolino negli sguardi di chi l'ha esaltata e chi l'ha criticata, eppure tutti hanno espresso o chiesto un parere. E, per carità, probabilmente chi si è fatto un'idea non la cambierà. Ma tant'è...

Io qualcosa, quella giornata, l'ho vista, e me la sono fatta spiegare anche...

Il dietro le quinte di Maranello 

Il primo sguardo con Newson

Dietro un tendone a Balocco, coperta da un telone rosso, c'è la Ferrari Luce. Insieme a me c'è Marc Newson. Siamo pochissime persone e, va detto, l'emozione è grande. Una volta tolto il telo, lo ammetto, sono rimasto sorpreso. 

Perché la Luce, oramai lo sappiamo tutti, è un qualcosa di completamente differente. Bello? Brutto? Non voglio giudicare in merito. Lo ammetto, il primo sguardo mi lascia un po' spiazzato. Avverti queste forme "piene", che ricordano un po' alcuni prototipi di Carrozzeria Bertone verso gli anni 70. Sensazioni, flash.

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Ferrari Luce, Leclerc e Hamilton hanno visto il modello definitivo per la prima volta insieme a noi di Motor1.com

Foto di: Courtesy of Ferrari

C'è più morbidezza nelle linee certo, mentre Marc Newson, che mi racconta comunque la sua passione per le auto vintage, spiega alcuni punti chiave che oggi conosciamo già. Cx di 0,254 senza aerodinamica attiva (scelta deliberata per non appesantire l'auto né spezzare la pulizia delle linee); cella abitativa nera a goccia con carrozzeria in alluminio che se ne distacca generando l'ala anteriore; tergicristalli riprogettati e brevettati per creare microvortici sui montanti; cerchi da 23" e 24", i più grandi mai montati di serie su una Ferrari; fari tondi.

Sembra una fiera accucciata e oggi lo posso confermare: dal vivo sembra molto più "grande" e piazzata, rispetto a quanto si percepisce a video. Il posteriore, visto dal tre quarti, quello si, farà discutere. Lo intuisco immediatamente. 

Dentro invece, al di la di ogni singola visione, apprezzo quello che si tocca in maniera tangibile e quell'idea di meccanica analogica traslata in digitale. Ecco, la pienezza di leve, strumenti, dei vetri e del volante, quelle mi piacciono senza riserve. 

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Foto di: Courtesy of Ferrari

E sapete cosa? Una volta tornato in redazione, il giorno dopo, è stato interessante vedere come praticamente tutti mi chiedessero cosa avessi visto. Ricordo solo una frase: "Avete presente tutti, ma dico tutti i disegni, tutti i rendering che hanno provato a immaginare quest'auto? Ecco, nessuno ci è andato vicino".

Piloti a bordo

La giornata, calda, non ha come protagonista solo la vettura pronta. C'è anche quel prototipo con dentro tutta una serie di telecamere e action cam da utilizzare per catturare le emozioni dei piloti e dei tecnici. Sì, oggi Charles e Lewis la provano... che è un po' la chiave di qualsiasi automobile. 

E vedere in silenzio il dietro le quinte del lavoro da parte della crew Video è un ulteriore spettacolo. Chi è del mestiere conosce questo tipo di lavoro. A Motor1.com Italia abbiamo dei grandissimi professionisti che girano e montano video e non solo. Ecco, qui la troupe è ancora più grande, verosimilmente più vicina a un set cinematografico. 

Poche chiacchiere... vediamo che succede...

E' il principe di Monaco il primo a salire a bordo da pilota. La Luce scatta, faccio in tempo a guardare qualche curva in appoggio da lontano, e dopo qualche minuto torna. Lewis, passeggero, abbozza un sorriso, uno di quelli suoi. Ma è leggermente tirato. Evidentemente quella promessa tra piloti, rimane una promessa da marinai "non andiamo troppo forte". Non sa Charles cosa gli aspetta..

Nel frattempo io parlo un po' con i tecnici. Intravedo Raffaele de Simone che mi chiede cosa ne pensassi dell'elettrico...

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Foto di: Courtesy of Ferrari

La tecnica: il peso è il diavolo

"Io sono nato a pane e benzina, quindi inevitabilmente il dubbio era lecito su cosa stessimo facendo. Poi ho capito che i prototipi stavano mostrando un potenziale gigantesco."  A parlare è Raffaele De Simone, capo collaudatore di Maranello: se il primo scettico convertito è l'uomo che ogni Ferrari la prova prima di chiunque altro, la cosa merita attenzione.

A Maranello raccontano il progetto partendo da cinque generatori di emozione — accelerazione longitudinale, laterale, frenata, cambiamento di giri e suono — da integrare alla perfezione. Perché fare un'auto veloce in rettilineo è facile, lo possono fare tutti; farne una che deve cercare di traslare quelle emozioni digitali rendendole "analogiche" è un bel po' meno facile. 

 "Il peso, in una vettura sportiva, è il diavolo — racconta Gianmaria Fulgenzi— Vediamo le dimensioni e il passo e ci facciamo ingannare. La Luce invece disattende questa previsione: riscrive completamente nuove proporzioni dinamiche, e lo si poteva ottenere solo elettrificandola."

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Ferrari Luce, Leclerc e Hamilton nel momento in cui svelano la vettura e la vedono per la prima volta

Foto di: Courtesy of Ferrari

La batteria da 800V e 122 kWh, progettata e assemblata a Maranello, è un elemento strutturale del telaio e abbassa il baricentro di quasi 95 mm rispetto alla Purosangue. L'effetto percepito dovrebbe equivalere a un'auto alleggerita di 400 kg. Con torque vectoring sui quattro motori indipendenti, sospensioni attive, asse posteriore sterzante e Side Slip Control in versione X, il paragone che circola a Maranello è il più impegnativo di tutti: una guidabilità vicina a quella di una 296 GTB. Su un cinque posti da 2.260 kg.

Frenata e palette: l'analogico che resta

La frenata è il primo terreno su cui la Luce sfida il mondo elettrico: la rigenerazione lavora in continuità totale con i carboceramici da 390 e 372 mm, una doppia frenatura — elettrica e meccanica — che secondo Ferrari le altre EV semplicemente non hanno.

La ciliegina, però, sta dietro al volante. Le palette, icona del Cavallino, restano anche senza rapporti da cambiare: si chiama Torque Shift Engagement ed è un concetto inedito. Con la destra si scelgono cinque livelli di erogazione della coppia, con la sinistra cinque livelli di freno motore: in ingresso curva si modula la coppia negativa, in uscita si calibra la potenza su grip e raggio.

Tutto con un'ulteriore volontà: quella di offrire un suono che non fosse finto.  Sulla Luce il pick-up è un accelerometro che capta le vibrazioni reali del powertrain e del sottotelaio posteriore; un algoritmo filtra le frequenze sgradevoli e restituisce, dentro e fuori, solo le componenti più nobili. Niente campionamenti, niente sintesi. E la scelta finale resta a chi guida: attivo su alcune mappe, disattivabile nelle altre.

Il pezzo che manca

Sono passate settimane, ormai. La Luce ha fatto discutere come poche altre, forse come nessuna. Ha diviso i puristi e i curiosi, chi ci ha visto un tradimento e chi un azzardo necessario. Tutto legittimo, tutto già sentito.

Ma a me, di quella giornata di fine aprile, restano in testa due cose.

La prima sono le parole scambiate con Raffaele De Simone, che ammette di aver dubitato e di essersi ricreduto davanti ai prototipi. Perché la Luce, mi dice, non è solo un'auto nuova: apre scenari di sviluppo che prima non esistevano, un modo diverso di pensare la dinamica di una vettura sportiva. E quando a ricredersi è l'uomo che le Ferrari le prova prima di chiunque altro, qualcosa vorrà pur dire.

La seconda è che, ancora oggi, nessuno l'ha vista in movimento. Tutti hanno giudicato una foto, un render, un'idea, un video certo. Ma tutto statico. Il verdetto vero — quello che si scrive con le mani sul volante e non con i pollici sullo smartphone — deve ancora arrivare.

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton

Foto di: Courtesy of Ferrari

E magari non cambierà idea a molti. Ma il concetto non transige. Ok il giudizio estetico, ma le auto vanno guidate.

Io, quel giorno, un anticipo visivo l'ho avuto. Anzi, ancora meno, perché potevo intuire un paio di curve. Ma ho potuto rubare anche con le orecchie le parole - da lontano e in religioso silenzio - dei piloti.

Eh sì, non mi sono dimenticato di raccontarvi: il prototipo che rientra ai box, Hamilton - stavolta pilota - che scende con mezzo sorriso - questa volta molto meno tirato - e Leclerc - stavolta passeggero - sorridente sì, ma sudato e leggermente bianco in volto, che chiede un bicchiere d'acqua. Mai fidarsi dei piloti quando si dicono "andiamo con prudenza".

Fotogallery: Ferrari Luce, il behind the scene con Leclerc e Hamilton