Cosa ne dite di una Ferrari station wagon?
O meglio di una shooting brake: sotto c'è la Ferrari 599 con il suo V12 aspirato, sopra forme firmate dall'olandese Niels van Roij Design
Forse dopo la Luce nessuna altra Ferrari potrebbe far discutere come e quanto la prima elettrica del Cavallino. Nemmeno se si avvicina molto al mondo delle station wagon. Come la Ferrari Daytona Shooting Brake Hommage, one-off firmata dall'olandese Niels van Roji Design per rendere omaggio a una delle vetture di Maranello più strane della storia: la Ferrari 365 Daytona Shooting Brake del 1974.
Ecco così nascere una Ferrari due volumi, tanto strana quanto affascinante. Anche perché sua maestà il V12 aspirato rimane al suo posto.
Concept dimenticata
Torniamo velocemente al 1974: Luigi Chinetti jr, figlio di un ex pilota Ferrari e fondatore della N.A.R.T (North American Racing Team, scuderia che correva in varie gare endurance con le vetture di Maranello) prende una Ferrari 365 GTB/4 Daytona e con la collaborazione dell'inglese Panther Westwinds crea un'originale shooting brake. Forme mai viste prima su una vettura del Cavallino impreziosite da chicche come i vetri laterali posteriori con apertura ad ali di gabbiano. Tanto affascinante quanto troppo strana per abbandonare le vesti di concept.
Ora ci pensa l'azienda olandese Niels van Roji Design, che dal 2021 lavora sul progetto di produrre una (e una sola) Ferrari Daytona Shooting Brake vera e propria. La base è quella di una 599 e il suo V12 da 620 CV non viene abbandonato. E ci mancherebbe altro. Così come la trazione posteriore e il cambio manuale.
Il frontale è indiscutibilmente ispirato alla Daytona: luci sottili collegate da un elemento ambrato a tutta larghezza che si estende sopra il badge Daytona argentato, richiamo alla striscia che distingueva l'originale del 1972. Il vero pezzo forte però è naturalmente nel posteriore: tetto allungato, lunotto vertiale dalla forma insolita e finestrini ad azionamento elettrico e apertura ad ali di farfalla che danno accesso al bagagliaio. Wow.
L'abitacolo tradisce la presenza della 599 sotto le forme disegnate da Niels van Roji Design, con una novità: la strumentazione messa al centro. Ci sono poi ettari di morbida pelle, la giusta spruzzata di fibra di carbonio a vista e nessun (ma proprio nessuno) schermo.
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