A Sant'Agata c'è il Drivers' Lab, la palestra della divisione sportiva del Toro. Ci siamo messi alla prova: ecco come è andata

Il lavoro di giornalista automobilistico, ammettiamolo, è veramente bello. Attenzione, come in ogni cosa non è tutto “rose e fiori” e quello che sta dietro a un articolo o a un video, cioè la fatica e la dedizione, non si vedono mai. Detto questo, poter guidare una supercar come una Huracan RWD Evo è un’esperienza unica, così come quello di essere piloti per un giorno. Proprio quello che ho fatto io, ma stavolta la pista non c’entra. 

Lamborghini mi ha invitato per un allenamento nel suo nuovo Drivers’ Lab insieme ai suoi factory drivers, Mirko Bortolotti e Marco Mapelli, per un’immersione totale in quello che è il nuovo centro supertecnologico della preparazione atletica dei piloti del Toro. Una preparazione dai più poco conosciuta e magari data per scontata. Ma, vi assicuro, tutto è fuorché scontata. 

Dimmi come sei fatto e ti dirò come allenarti

Per lo sviluppo di un buon piano di allenamento è necessaria un’analisi puntuale, rigorosa e scientifica dello stato dell’arte dell’atleta. In altre parole, è necessario capire su quali aspetti lavorare principalmente per andare a migliorarli e quali invece sono le criticità da correggere, come per esempio degli scompensi oppure delle asimmetrie.

Lamborghini Drivers' Lab

Questo, ci hanno spiegato Jose Poletti, fisioterapista e posturologo, e Alessandro De Paolis, trainer di TecnoBody, il brand che realizza dei sofisticati macchinari d’allenamento utilizzati nel Drivers’ Lab, è fondamentale: se un pilota si allena “male” e si procura dei dolori, questi si ripercuotono sulle sue capacità al volante, anche perché il cervello deve gestire quel dolore a discapito della concentrazione, che si traduce in performance di guida.

Lamborghini Drivers' Lab
Lamborghini Drivers' Lab

L’analisi avviene tramite uno speciale tapis roulant in grado di calcolare l’ampiezza di apertura delle articolazioni inferiori, le asimmetrie e in generale leggere la postura del corpo per poi paragonare i dati rilevati con la media della popolazione e quindi calcolare le eventuali differenze. Attraverso una particolare pedana, invece, i trainer sono in grado di rilevare velocità, resistenza, equilibrio, coordinazione e forza.

Lamborghini Drivers' Lab

Finita questa fase di diagnosi, è ora di passare all’azione. Tramite macchinari sviluppati appositamente per andare a lavorare sulle parti più sollecitate ed esercizi mirati ad affinare determinate capacità, i piloti Lamborghini allenano il corpo per poter resistere a livelli estremi di stress.

Altro che riscaldamento, arriva il "raffreddamento"

L’allenamento termina all’interno di una criocamera, una speciale cabina all’interno della quale la temperatura può scendere fino a -140°. La sua utilità? Lo shock termico, una volta terminata la sessione di criosauna, fa sì che il cuore, per ripristinare la temperatura corporea, pompi con forza il sangue verso tutto i capillari, anche quelli periferici. In questo modo avviene una rigenerazione cellulare vigorosa che serve anche a contrastare traumi e infortuni.

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