I SUV piacciono e vendono tanto, per cui le case puntano molto su questo segmento. Per seguire la moda poi, alcuni modelli negli anni si sono letteralmente trasformati e tra questi c’è anche lei, la Citroen C4.

Nata nel 2004 come classica berlina di segmento C, è diventata ora, con questa nuova terza generazione, un crossover a tutti gli effetti. Scopriamola nel dettaglio in questo Perché Comprarla.

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Dimensioni | Interni | Guida | Consumi | Prezzi

Pregi e difetti

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Comfort di marcia

Visibilità posteriore

Gestione spazi interni Abitabilità per cinque
Dotazione di serie Grafica infotainment

Verdetto

7.4 / 10

La Citroen C4 è una macchina ben fatta, solida, pratica e con tutta la tecnologia che una prima auto di famiglia dovrebbe avere. A livello di dotazioni poi è più che completa, ed è molto interessante la possibilità di personalizzarne l'estetica attraverso una vasta scelta di colori e decalcomanie. A livello di forme, però, divide ancora in due il pubblico: va vista dal vivo per rendersi conto delle proporzioni e poterle apprezzare.

Citroën C4 Puretech 130 (2021) in esame

Dimensioni, bagagliaio e spazio

La Citroen C4 è lunga 4 metri e 36, larga 1 e 80 e alta 1 metro e 53, con il bagagliaio che ha una capacità minima di 380 litri, nella media della categoria, ma lo spazio è veramente ben sfruttato. Il fondo si regola su due livelli e le forme sono regolari, ci sono due ganci e due anelli fermacarico ed è molto comodo il fatto che la grande cappelliera abbia uno spazio dedicato al di sotto del piano. Al centro del divanetto posteriore c’è la classica botola e i sedili posteriori possono essere abbattuti in configurazione 60-40.  

Citroën C4 Puretech 130 (2021) in esame

Entrare dietro è agevole e non si rischia mai di sbattere la testa sul tetto. Lo spazio è sufficiente per le ginocchia e per i piedi anche per i più alti, un po' meno per la testa (il tetto panoramico mangia qualche centimetro). Al centro si sta più stretti perché lo spazio per le spalle è ridotto, per cui meglio viaggiare in quattro sfruttando il bracciolo centrale che ha due portabicchieri integrati e un incavo dove incastrare il telefono. Sul tunnel ci sono due bocchette dell’aria e due prese USB, una tradizionale e una di tipo C.

Le misure

 

Fuori

 

Lunghezza

4,36 metri

Larghezza

1,80 metri

Altezza

1,53 metri

Passo

2,67 metri

Dentro

 

Bagagliaio

380 / 1.250 litri

Plancia e comandi

Tutte le superfici sono rigide ma gli assemblaggi solidi, con i designer che hanno lavorato veramente bene perché, nel complesso, l’estetica è curata. L’organizzazione degli spazi poi è eccezionale, soprattutto per quanto riguarda tunnel e consolle centrale. Ci sono vani portaoggetti di tutte le dimensioni: quello sotto il bracciolo non è tanto grande e al centro, a scomparsa, ci sono i due classici portabicchieri.

Davanti alla pulsantiera del cambio c’è uno spazio dove incastrare il telefono, che può anche essere adagiato sul ripiano nella consolle centrale dotato di ricarica ad induzione. Subito sotto un altro vano che ha anche un doppiofondo e, ai lati, due prese USB, una di tipo C e una di tipo A. Ma non finiscono qui, le tasche nelle portiere sono di grandezza media, ma il cassetto davanti al sedile del passeggero è veramente profondissimo. Sopra poi, a scomparsa, ecco un porta tablet con la relativa custodia ad incastro, perfetto intrattenimento nei viaggi più lunghi. 

Citroën C4 Puretech 130 (2021) in esame

Praticità e organizzazione sono quindi i mantra su cui si fonda la filosofia dell’abitacolo. Ma anche l’occhio vuole la sua parte: i sedili sono tipicamente Citroen, larghi, morbidi e comodi e digitale e analogico convivono bene tra di loro. A differenza di altre ex PSA, la gestione della climatizzazione passa ancora da pulsanti e rotori, più comodi e intuitivi.

Come va e quanto consuma

La C4 è una macchina comoda, e questa sensazione di rilassatezza dipende da diversi fattori: in primis dall’insonorizzazione perché è di buon livello sia per quanto riguarda i fruscii aerodinamici che il rotolamento delle gomme, anche a velocità autostradali. Anche il motore è ben isolato e non fa mai sentire troppo la sua voce nonostante, in questo caso, sia un turbodiesel.

Si tratta di un 1.5 da 130 CV che, per il momento, si posiziona al top della gamma della C4. È abbinato al cambio automatico EAT8 a 8 rapporti che abbiamo già provato su parecchi altri modelli dell’ex gruppo PSA e, anche qui, si è dimostrato una garanzia. È fluidissimo, sia in salita che in scalata, e sfrutta benissimo i 300 Nm di coppia rendendo omogenea la spinta senza soluzione di continuità.

Citroën C4 Puretech 130 (2021) in esame

Tornando al comfort, è inutile dire che questa sensazione di rilassatezza generale dipende molto dall’assetto che è veramente morbido. Il bello è che in città si passa con naturalezza su tutte le buche, giusto su quelle più secche si sente il contraccolpo con gli ammortizzatori che arrivano a fondo corsa. Quando si alza il ritmo invece bisogna tener conto che una taratura così rilassata fa percepire di più il trasferimento dei carichi e in curva il rollio e il beccheggio in frenata si sentono parecchio.

In poche parole quindi, è una macchina che da il massimo se viene guidata con delicatezza, senza movimenti bruschi, questo anche per lo sterzo che è sempre un po’ distaccato, non fa percepire benissimo quello che passa sotto le ruote e, in tutte le modalità di guida, è sempre fin troppo leggero e poco sensibile ai piccoli angoli volante.

Citroën C4 Puretech 130 (2021) in esame

Con meno di 4 metri e 40 di lunghezza in città ci si muove bene: il raggio di sterzata è ottimo e la posizione di guida rialzata permette una visuale piuttosto libera, anche se i montanti davanti sono massicci alla base. Dietro si fa più fatica anche perché dietro il lunotto è spiovente e tagliato in due dallo spoiler. Ci sono però i sensori e la retrocamera anche se la risoluzione non è il massimo

Venendo ai consumi, in città, in condizioni di traffico intermedio, abbiamo percorso 16 km al litro. In autostrada a velocità di codice circa 17 e mezzo mentre in extraurbano si toccano i 19, il tutto per una media generale di oltre 17 km con un litro di gasolio, pari a circa 5,7 litri ogni 100 km.

Versione provata

 

Motore

1.5 turbodiesel

Potenza

130 CV

Coppia

300 Nm

Cambio

Automatico a 8 marce

Trazione

Anteriore

Prezzi e concorrenti

Il listino parte dai 23.150 euro della C4 in allestimento base Feel con motore 1.2 tre cilindri da 130 CV, l'unico a benzina. Ce ne sono poi due a gasolio da 110 e 130 CV da 24.650 e da 26.400 euro, e l’elettrico della e-C4 a partire da 35.150 euro.

Per quanto riguarda gli allestimenti, ce ne sono quattro: Feel, Feel Pack, Shine e Shine Pack, con una differenza di 3 mila euro tra il primo e il top di gamma. Il cambio automatico non si può avere sul diesel meno potente ma è di serie su quello da 130 CV, mentre sul benzina è optional e costa 2.000 euro.

Citroën C4 Puretech 130 (2021) in esame

La C4 è per dimensioni la classica segmento C, per cui di rivali ce ne sono veramente tantissime. Non sono tanti invece i modelli che si distinguono per quell’aspetto un po’ più da crossover: tra questi ci sono la Mazda CX-30, la Kia XCeed e la Ford Focus Active (che, tra l’altro, sono anche un po’ più lunghe rispetto alla Citroen e hanno un’altezza da terra maggiore).

Senza dimenticare poi la Tipo Cross, che è sempre un’alternativa interessante e, per chi ha un budget più alto, la BMW X2. Prendendo in considerazione la e-C4, l’elettrica, alternative interessanti si contano sulle dita di una mano: ci sono giusto la Kia e-Niro, la Hyundai Kona Electric e la Mazda MX-30.

Fotogallery: Citroen C4 (2021), la prova su strada